Tabulario /

Cambiare non è obbligatorio. Ce lo insegna Apple

Cambiare non è obbligatorio. Ce lo insegna Apple

14 Settembre 2012 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
share
L'hype che solitamente accompagna ogni nuovo annuncio di Apple rischia sempre di generare disappunto e delusione nei fan della mela e non solo. Un marchio percepito come sinonimo di innovazione e creatività dovrebbe ogni volta meravigliare il mercato con qualcosa di rivoluzionario e completamente nuovo. Ma economicamente parlando, cambiare non è sempre necessario. Meglio a volte puntare a piccoli aggiustamenti e miglioramenti con l'obiettivivo di conservare mercato, clienti e leadership rinviando la sorpresa alla rivoluzione prossima ventura.

Le reazioni all'annuncio del nuovo iPhone 5 di Apple sono state pari, in esagerazione, alle aspettative. Le prime e le seconde meritano una breve riflessione da condividere con quanti ci seguono per ragionare sulla realtà che ci circonda e su come la interpretano i suoi protagonisti.

Premesso che tutto il mio armamentario tecnologico è Apple (iPod, iPhone, iPad, Mac, WebTV, Router ecc.) e seguo con passione e interesse l'evoluzione della storia di un marchio diventato religione, credo che quanto sta succedendo intorno ad Apple sia un 'tantino' esagerato e meriti un aggiustamento.

Il primo modo per farlo è di riflettere sul fatto che il cambiamento non è una necessità, che la rivoluzione non è cosa da tutti i giorni e che Apple conosce bene sia l'una che l'altra cosa.

Il progresso non consiste sempre nel cambiamento ma dipende dalla capacità di migliorare (non necessariamente ottimizzare)  l'esistente. Se l'obiettivo finale è il cambiamento, il rischio è che non ci sia nulla da migliorare e si debba ripartire sempre da zero. Cosa che sicuramente Apple non ha alcuna intenzione di fare.

CONSIGLIATO PER TE:

PC Microsoft & Apple pari sono

L'iPhone 5 ha deluso molti e in particolare tutti coloro che avevano prefigurato l'arrivo di qualcosa di rivoluzionario. Questa delusione non è nuova, ed anzi è ripetitiva a partire dal rilascio  dell'iPad3, poi dell'iPhone 4S e ora dell'iPhone 5. Ciò non ha impedito ad Apple di continuare a ruggire come leader di mercato e di vendere milioni di iPhone 4S così come di iPad (3) e il tutto in pochi mesi. E ora venderà sicuramente milioni di iPhone 5!

La lezione che molti vorrebbero impartire alla Apple di Tim Cook è che Apple deve mantenersi fedele al passato puntando su innovazione e cambiamento. Con Steve Jobs i mercati erano abituati a prevedere il futuro a partire dalle sue scelte e comportamenti passati. Oggi è come se il filo si fosse spezzato e le previsioni fossero diventate più complicate e difficili da realizzare.

In realtà emerge un approccio pragmatico intelligente volto alla 'customer retention' e al consolidamento di segmenti di mercato che hanno bisogno di maturare per poter sfruttare al meglio le tecnologie e i servizi attuali in attesa dei nuovi che arriveranno.

Il marchio Apple ha generato comportamenti e modi di pensare coinvolgendo legioni di persone che operano spesso in modo acritico con il rischio di agire come adepti di una setta o religione (gregge? dianetics?) ma che contribuiscono in modo sostanziale al lancio e al marketing di ogni nuovo prodotto. Più che la bontà e la qualità del prodotto conta l'adesione ad una fede e ad una icona. Nel fare questo dimostrano spesso di non comprendre neppure alcune delle metafore usate da Steve Jobs per illustrare la sua visione e strategia.

"When we were an agrarian nation, all cars were trucks," Jobs is cited musing. "But as people moved more towards urban centers, people started to get into cars. I think PCs are going to be like trucks. Less people will need them."Steve Jobs

Questo approccio sempre in attesa di 'miracoli' e nuove meraviglie finisce per far dimenticare quanto Apple sia in relatà più interessata al profitto, al market share e alla crescita in termini di fidelizzazione della propria clientela.

Dopo ogni annuncio riparte ogni volta la pratica delle indiscrezioni e delle anticipazioni su prodotti e caratteristiche tecnologiche spesso mai pensati dalla stessa Apple. E quando il prodotto arrivato non rispecchia le aspetttative riempiono i punti vendita per acquistare l'ultimo gadget arrivato ed eventualmente sostituire quello acquistato pochi mesi prima ( alla faccia dela decrescita e di Latouche!).

E la storia è destinata a ripetersi.

Prossima tappa .....iPad Mini!

Tag
comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


ARKEBI

Prof. arch. Emiliana Brambilla

Vai al profilo

MSG applicationconsulting

Vai al profilo

PalmoLogix

PalmoLogix is a privately held software company and technical consultancy located in...

Vai al profilo

Droidcatalogue

Droidcatalogue è un'azienda giovane e tutta italiana. Nata nel 2012 grazie alla...

Vai al profilo