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INDIFFERENZA [1]
indifferènza s. f. [dal lat. indifferentia, der. di indiffĕrens «indifferente»]. Indifferenza dal latino, in diferentia ovvero senza diversità, dal pensiero greco al pensiero postmoderno ha portato con sé diverse sfumature di significato: in filosofia antica il concetto di indifferenza sussiste soprattutto nel pensiero stoico dell’ ataraxia ovvero nell’imperturbabilità dell’animo.
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FIDUCIA [2]
fidùcia [dal lat. fiducia, da fidĕre «fidare, confidare»]. Relativo a affidabilità, serietà, credibilità, sincerità, amicizia. Per analogia fede, confidenza, sicurezza, certezza, buonafede, speranza (attesa fiduciosa). Descrive un atteggiamento rivolto a sè stessi e agli altri che evidenzia ottimismo, positività, valutazione positiva dei fatti, degli avvenimenti, delle persone, delle circostanze e delle relazioni. Atteggiamento hce genera un sentimento di sicurezza, tranquillità. La fiducia può essere salda, intera, piena (assoluta), incrollabile, incondizionata, cieca, illimitata, reciproca, ben riposta o malriposta, esagerata, stolta, ingiustificata, immotivata, poca, cauta. Bisogna avere fiducia nell'uscita dalla pandemia e ottimisti sul fat(t)o che prima o poi saremo vaccinati!
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AUTOREVOLEZZA [1]
autorevolézza [der. di autorevole, autore]. L’essere autorevole, qualità di persona o cosa autorevole. Carattere di chi, di ciò che è autorevole: persona di molta a.; l'a. di una testimonianza. Sinonimo di prestigio, autorità, credibilità
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FELICITA' [1]
felicità [dal lat. felicĭtas -atis]. Lo stato d'animo di chi è felice. Parola di cristallo, si ha paura di perderla (romperla). Spesso vissuta e ripiegata sul benessere individuale. Secondo Levinas la felicità può essere intesa come cura, come essere per l'altro, legata a comportamenti di gratificazione e gratuità. Lo diceva già Aristotele, si può essere ricchi da soli ma per essere felici bisogna essere almeno in due.
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ETICA [1]
Etica (dal greco antico εθος (o ήθος)[1], èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine") è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.
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TECNOSTUPIDO
tecnostupido - Neologismo non presente nel dizionario italiano. Parola composta da tecno [dal greco τεχνο-, e da τέχνη «arte»] con il significato di arte, capacità tecnica e supido [dal lat. stupĭdus, da stupēre «stupire»]. Nella parola prevale il significato di stupido, inteso non nel suo significato di incapacità o insensibilità indotta da meraviglia, sorpresa o altre cause fisiche e morali, ma di rozzezza e stupidità capaci di indurre uno stato di torpore, di ottundimento dei sensi e dell'intelletto. Online, sulle piattaforme digitali i tecnostupidi sono numerosi, alcuni anche pericolosi perchè violenti e cyberbulli. Molti probabilmente semplici sciocchi, ingenui, incapaci di usare in modo consapevole le tecnologie e di difendersi da esse.
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FRAGILITA' [1]
fragilità [dal lat. fragilĭtas -atis]. Delicato, che si rompe facilmente, da maneggiare con cura. Facilità di rompersi al minimo urto, o ( fig. ) di cedere alla minima occasione. Fragile può essere il vetro, il cristallo, i nervi, psichica, la natura umana, la gloria, le nostre speranza, la volontà. La fragilità nel linguaggio medico e in quello della tecnologia dei materiali indica punti di rottura possibili, diminuita capacità resistenziale a traumi, esposizione a disastri naturali. incapacità a resistere alle alte temperature, bassa resilienza e invecchiamento.
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TECNOCRAZIA [1]
tecnocrazia - [dall’inglese technocracy, composto di techno- «tecno-» e -cracy «-crazia»]. – Il prevalere dei tecnici, dei codificatori di software, dei creatori di algoritmi e intelligenze artificiali, delle persone altamente specializzate nei varî settori della scienza e della tecnica, nella vita economica, sociale, politica e amministrativa. Affermata nei paese più altamente sviluppati, oggi anche al di fuori dell'occidente, in particolare in paesi come la Cina. Si parla ormai di tecnocrazia in riferimento a una nuova classe dirigente i cui processi di selezione e le cui basi di legittimazione siano fondati sulle competenze tecniche e sulle capacità di gestione, piuttosto che sul principio della rappresentanza elettiva.
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LENTEZZA [2]
lentézza [derivativo di lento; lentitia «flessibilità, duttilità»]. – Il fatto d’essere lento, come modo (occasionale o abituale) di muoversi, di avanzare, di procedere, di agire: la lentezza degli atti, del passo; la solita lentezza della burocrazia; è di una lentezza esasperante in tutte le sue cose; con lentezza, in modo lento, senza affrettarsi: muoversi, parlare, agire, risolvere con lentezza.
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TECNORAPIDO
tecnorapido - Tecnorapidi è un neologismo coniato da Carlo Mazzucchelli per descrivere le generazioni di nativi digitali che sono cresciute a merendine, Internet e social network. Insieme ai genitori Tecnovigili sono i protagonisti di un suo e-book: Genitori tecnovigili per ragazzi tecnorapidi - Come mettere al sicuro i propri figli dai rischi della tecnologia moderna.
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