TECNOSTUPIDO

30 Marzo 2021 Etica e tecnologia
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tecnostupido - Neologismo non presente nel dizionario italiano. Parola composta da tecno [dal greco τεχνο-, e da τέχνη «arte»] con il significato di arte, capacità tecnica e supido [dal lat. stupĭdus, da stupēre «stupire»]. Nella parola prevale il significato di stupido, inteso non nel suo significato di incapacità o insensibilità indotta da meraviglia, sorpresa o altre cause fisiche e morali, ma di rozzezza e stupidità capaci di indurre uno stato di torpore, di ottundimento dei sensi e dell'intelletto. Online, sulle piattaforme digitali i tecnostupidi sono numerosi, alcuni anche pericolosi perchè violenti e cyberbulli. Molti probabilmente semplici sciocchi, ingenui, incapaci di usare in modo consapevole le tecnologie e di difendersi da esse.

La tecnostupidità può essere un risultato degli effetti negativi della tecnologia ma tecnostupidi spesso semplicemente lo 'si è'.

Nei comportamenti e nel modo di interagire passivamente con la tecnologia, permettendole di esercitare il potere condizionante attuale, lasciandole imporre modelli di sviluppo e le sue idee di progresso. Lo si è anche quando ci si lascia passivamente dominare dal richiamo di smartphone e tablet dimostrando scarsa intelligenza nel vivere, comunicare e relazionarsi con gli altri, dando ragione a quanti sostengono che i nuovi dispositivi tecnologici ci stiano rendendo stupidi.

Non tutti i consumatori e gli utenti sono stupidi, i TECNOSTUPIDI si! 

Tecnostupidi sono da considerarsi coloro che in modo acritico assumono iPhone, laptop, Google Search, Facebook, Netflix come evidenze empiriche di nuovo progresso e di benessere individuale. Un'osservazione in parte veritiera, ma sempre accompagnata dalla consapevolezza della presenza di alcune conseguenze negative come il ricablaggio del cervello, ben raccontato dal neuroscienziato Michael Merzenich in The Shallows: What The Internet Is Doing To Our Brains.

Essere tecnostupidi significa non dedicare alcuna particella di tempo a comprendere l'impatto della tecnologia nella propria vita personale, anche in quella notturna. Vita sempre più condizionata dall'eccessiva esposizione a schermi di vario tipo che determinano un'esposizione elevata alla luce blu da essi emessa in grado sopprimere la melatonina durante la notte, rendendo difficoltoso il sonno, e non solo.

Il tecnostupido può essere facilmente distratto dalle sue interazioni con la tecnologia, può perdere la capacità di concentrazione e la necessaria attenzione utile a completare in modo efficiente un'attività. Ne deriva spesso una perdita di memoria e una difficoltà crescente a memorizzare in modo organizzato dati e informazioni e di trasformarle in conoscenze. A nulla serve al tecnostupido contare su Internet e sulla propria abilità a usare il Web come archivio o biblioteca. Così come dimentica dati e informazioni, il tecnostupido dimentica anche archivi, biblioteche e pagine online. Agisce come un drogato che non può rinunciare alla sua dose quotidiana di stupidità e non è permeabile a suggerimenti e richieste tendenti a fargli cambiare comportamenti individuali e in società. 

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Come il tecnoincivile, anche il tecnostupido attraversa le strisce pedonali messaggiando o controllando costantemente gli aggiornamenti in arrivo, concentra il proprio sguardo sul display di un terminale e si perde il sorriso di una figlia o di una fidanzata o non coglie il richiamo sessuale e erotico di un partner, conoscente o persona incontrata per caso.

Molti comportamenti tecnostupidi illustrano reazioni di persone che sembrano vivere in un mondo tutto loro nel quale non c'è posto per alcun tipo di riflessione critica. Il tecnostupido appare a coloro che lo vedono perso e isolato con il suo dispositivo tecnologico come indifferente ed estraneo al contesto nel quale agisce, incapace a relazionarsi con altri o di prendere una iniziativa diversa dal rispondere a un cinguettio o a un messaggio, quasi intimorito da qualsiasi contatto fisico, oculare o corporeo, tanto è abituato a quello stereotipato, automatico e meccanico di tipo digitale e virtuale, in difficoltà a comprendere e vivere situazioni affettivamente e emotivamente coinvolgenti ma anche semplicemente ad ascoltare e capire quello che altri hanno da dire. 

Mentre il tecnoincivile e il tecnomaleduato possono porre rimedio ai loro comporamenti sbagliati adottandone di nuovi ed esercitandosi in buone pratiche, il tecnostupido ci può provare ma troverà maggiori difficoltà nel farlo.

"Lascia infatti attoniti, sbalorditi, che un uomo possa assumere gli atteggiamenti dominanti nel nostro tempo, ma ancora più incredibile è che lo possa fare una comunità intera, un popolo." (Vittorino Andreoli - Homo Stupidus Stupidus) 

Può comunque provarci fin dal mattino, evitando di accedere al suo dispositivo mentre è ancora a letto o in bagno, limitando i suoi accessi in rete e sui social network, camminando e spostandosi senza tenere lo smartphone a portata di mano, spegnendo il dispositivo durante lo studio, una riunione o conferenza o vita sociale di gruppo, dimenticando la tecnologia mentre è impegnato in attività sportive o di tempo libero o pratiche sessuali ed erotiche. 

Se riuscirà a fare queste piccole scelte quotidiane è probabile che la sua stupidità tecnologica evapori o sparisca del tutto nella percezione degli altri. Un buon risultato e un ritorno alla normalità nell'uso intelligente e divertente della tecnologia.

Autore

Carlo Mazzucchelli

Dirigente d'azienda, filosofo e tecnologo, Carlo Mazzucchelli è il fondatore di SoloTablet, un progetto dedicato a una riflessione critica sulla tecnologia.

Esperto di marketing, comunicazione e management, ha operato in ruoli manageriali e dirigenziali in aziende italiane e multinazionali.

Focalizzato da sempre sull'innovazione ha implementato numerosi programmi finalizzati al cambiamento, a incrementare l'efficacia dell'attività commerciale, il valore del capitale relazionale dell'azienda e la fidelizzazione della clientela, attraverso tecnologie all'avanguardia e approcci innovativi. Giornalista e storyteller, autore di 16 ebook, formatore, oratore in meeting, seminari e convegni.

È esperto di Internet, social networking, ambienti collaborativi in rete e strumenti di analisi delle reti sociali.

Autore di 20 libri sulla tecnologia (Collana Technovisions Delos Digital)

 

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