[len·téz·za]
La parola lentezza risulta essere estremamente contraddittoria con la realtà che stiamo vivendo oggi; siamo sempre pieni di impegni e andiamo continuamente di corsa che neanche ci rendiamo conto delle giornate e del tempo che sta passando.
Se penso alla lentezza mi viene in mente la montagna in primavera dove sembra che il tempo si sia fermato; con il vento che fa eco tra le varie cime ormai quasi più senza neve e il fondovalle pronto ad accogliere al pascolo gli animali.
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Il momento in cui siamo riusciti a renderci conto dell’importanza della lentezza è stato il periodo di lockdown, dove siamo riusciti a riprenderci il nostro tempo e ciò ci ha permesso di dedicarci ad attività e scoprire attitudini che normalmente, presi dalla frenesia della quotidianità, non avremmo mai scoperto.
🍒🍒DISORIENTATI E IN FUGA NEL METAVERSO
Non sono solo gli adulti a risentire di questa nuova società che ci richiede sempre di più di essere “sul pezzo” e di ottenere tutto e subito, ma anche i bambini stanno dimostrano sempre di più problematiche emotive di “ansia da prestazione” e il voler subito ottenere ciò che vogliono senza il bello dell’attesa.
Compito di noi educatori è quello di far comprendere ai nostri alunni l’importanza della lentezza e a prendersi il proprio tempo per dedicarsi a ciò che maggiormente piace ed interessa e soprattutto avere la calma e la pazienza che ogni cosa avviene a tempo debito.
A tal proposito mi viene in mente una filastrocca per bambini scritta da Sabrina Giarratana.
FILASTROCCA DELLA LENTEZZA
Io vado lento, io vado piano
Chi corre sempre non va lontano
Il mondo è pieno di cose lente
Chi corre sempre poi non le sente
Guarda che bello questo universo
Se corri sempre te lo sei perso
Senti che bella questa carezza
Non ci sarebbe senza lentezza
Rallenta un poco, rallenta ancora
Cosa succede se perdi un’ora?
(Sabrina Giarratana)
Autrice
Nata a Roma il 05/06/1989. Ho frequentato il liceo classico Lucio Anneo Seneca di Roma. Ho preso la laurea in scienze della formazione primaria presso l’università LUMSA di Roma e seguito due master uno riguardante l’ADHD (deficit d’attenzione e iperattività), l’altro riguardante i disturbi dello spettro autistico. Attualmente sono docente di scuola primaria. Negli anni universitari mi sono dedicata come volontaria presso l’associazione italiana persone down con la quale ho collaborato per circa due anni.