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Generazione APP - La testa dei giovani e il nuovo mondo digitale di Gardner Howard

Generazione APP - La testa dei giovani e il nuovo mondo digitale di Gardner Howard

03 Dicembre 2020 Redazione SoloTablet
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Un libro pieno di dati e di informazioni, utile a comprendere l'intimità delle pratiche tecnologiche attuali e le difficoltà crescenti di quella offline. Difficioltà effetto tra i tanti della pervasività di applicazioni sempre più invasive che stanno cambiando la vita quotidiana e l'esistenza della persona. Evitando luoghi comuni, stereotipi e clichè gli autori lasciano comunque trasparire la loro nostalgia per i mondi perduti del tempo andato senza APP. È una nostalgia che finisce per penalizzare l'analisi impedendo di cogliere i benefici e i vantaggi delle nuove tecnologie ma soprattutto di costruire ponti di comprensione e curiosità per un dialogo più profondo con le nuove generazioni. L'analisi di quanto la tecnologia stia modificando la realtà delle persone è puntuale e convincente, mano lo sono le risposte date. Troppo condizionate forse da una comparazione con un passato non comparabile, proprio per la forza dirompente della rivoluzione tecnologica intervenuta.

"Le tecnologie sono diverse tra loro...ma l'influenza più forte è data dalla pervasività delle APP...Per ora la vita è senza dubbio più della somma della APP a nostra disposizione ma la loro influenza è sempre più penetrante e potenzialmente dannosa...perché la varietà e l'accessibilità delle APP inculcano una APP-coscienza e una APP-visione del mondo...ma basta il giusto assortimento di APP per avere una vita davvero appagante?"

Autori

Howard Gardner insegna Scienze cognitive e dell’educazione e Psicologia alla Harvard University. È direttore del Progetto Zero, un programma sperimentale sui meccanismi dell’apprendimento. Noto in tutto il mondo per i suoi studi sull’intelligenza, ha pubblicato diversi libri, di cui per Feltrinelli sono usciti: Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza (1987) , La nuova scienza della mente. Storia della rivoluzione cognitiva (1988), Aprire le menti. La creatività e i dilemmi dell’educazione (1991), Educare al comprendere. Stereotipi infantili e apprendimento scolastico (1993), Intelligenze creative. Fisiologia della creatività attraverso le vite di Freud, Einstein, Picasso, Stravinskij, Eliot, Gandhi e Martha Graham (1994), Personalità egemoni. Anatomia dell’attitudine al comando (1995), Sapere per comprendere. Discipline di studio e discipline della mente (1999), Cambiare idee. L’arte e la scienza della persuasione (2005), Cinque chiavi per il futuro (2007), Verità, bellezza, bontà. Educare alle virtù nel ventunesimo secolo (2011) e Generazione App. La testa dei giovani e il nuovo mondo digitale (2014).


Katie Davis, già membro del Progetto Zero, insegna alla Scuola di informatica dell’Università di Washington, dove studia il ruolo delle tecnologie digitali nelle vite degli adolescenti, personali, sociali e accademiche con un interesse particolare sugli effetti della tecnologia sulla ioneità individuale. È Professore aggiunto al UW College of Education e membro fondatore del UW Digital Youth Lab. Per Feltrinelli ha pubblicato Generazione App. La testa dei giovani e il nuovo mondo digitale (con Howard Gardner; 2014). 

Scrive Howard Gardner che "i giovani di questa epoca non sono solo immersi nelle app, ma sono giunti a vedere il mondo come un insieme di APP e le loro stesse vite come una serie ordinata di APP". La vita come un'unica e duratura APP non è una intuizione tanto lontana dalla realtà come può sembrare. Le APP come altre tecnologie stanno cambiando la testa delle persone trasformando il mondo in realtà digitale.

Il libro di Howard e Davis andrebbe letto anche solo per i numerosi dati di ricerca che contiene, utili per una riflessione che nasce spontanea ogni qualvolta l'osservazione cade  sui ragazzi delle generazioni di nativi digitali, completamente assorbiti, mani e menti, nel maneggiare e interagire con i loro dispositivi mobili e, attraverso di essi, a sviluppare le loro relazioni interpersonali e riti sociali.

A chi vive in città ed utilizza la metropolitana, sarà capitato a tutti di sedersi vicino a ragazzi e ragazze che non mollano per un istante il loro smartphone e che lo usano per ascoltare musica, per chattare, per interagire con WhatsApp, per guardare video e molte altre cose ancora e insieme. La loro interazione con il dispositivo sembra dare loro serenità e relax, mentre la mancanza di connessione e di accesso si trasforma rapidamente in ansia e impazienza.  Il fenomeno interessa soprattutto i ragazzi ma anche le persone adulte non vanno considerate immuni dagli effetti delle nuove tecnologie, così come dalle reazioni ansiogene qualora venissero a mancare. Tutti siamo diventati maggiormente edotti nell'uso delle tecnologie e tutti dovremmo chiederci quali siano gli effetti e le implicazioni derivanti da una dipendenza crescente verso semplici gadget trasportabili che sono diventati il tramite della nostra interazione con il mondo.

Per chi volesse comprendere meglio ciò che sta succedendo o semplicemente disporre di nuovi strumenti di riflessione, il libro di Gardner e Davies offre una montagna di spunti e una serie infinita di dati raccolti in anni di esperienze e di studio, a contatto con le nuove generazioni con lo scopo di evidenziarne le ritualità sociali digitali, le relazioni che intrattengono con la tecnologia e il ruolo che le nuove applicazioni hanno assunto nella loro vita individuale sociale.

Molte delle scoperte narrate vedono coinvolti e si applicano anche agli adulti, anche loro alla ricerca di se stessi immersi negli spazi virtuali dei social network e nell'uso del loro dispositivo mobile. Gli autori cercano di evitare cliché e stereotipi ma non riescono a nascondere la profonda nostalgia che li coglie quando comparano il mondo pre-tecnologico e antecedente alle APP e quello sempre più digitale attuale. Invece di guardare ai numerosi mondi paralleli che le nuove generazioni vivono e sperimentano lo sguardo va a due mondi contrapposti con lo scopo di sottolineare quanto sia importante sapersi confrontare nella vita reale e dopo aver spento i propri dispositivi digitali.

Le applicazioni sono diventate parte integrante della vita di tutti i giorni con effetti di dipendenza soprattutto per le generazioni più giovani. È una dipendenza che non può essere sottovalutata ma studiata e capita. Lo si può fare analizzando cosa significhi essere APP-dipendenti o APP-attivi ma anche comparando la generazione APP attuale con quelle senza-APP precedenti e farlo analizzando le loro esperienze legate alla identità, intimità e immaginazione per evidenziarne gli effetti e gli inconvenienti derivanti da APP capaci di ipotexare il senso d'identità, di incoraggiare relazioni superficiali e di ostacolare creatività e immaginazione. L'analisi non è puramente negativa, evidenzia anche le numerose opportunità che nascono da APP capaci di promuovere identità forti e autorevoli, di consentire relazioni profonde e di stimolare nuova creatività. a patto di sper andare oltre le modalità stabilite per l'utilizzo da ogni APP e di saperle usare come trampolino per obiettivi più alti, dettati da inventiva, maggiore controllo del mezzo tecnologico, intelligenza e grande consapevolezza.

L'opinione degli autori può non essere condivisibile e prestarsi a valutazioni negative del loro lavoro ma in realtà il lavoro da essi fatto, sopratutto nel comparare le generazioni del passato con quelle attuali, fornisce numerosi spunti per una riflessione più approfondita e capace di far emergere motivazioni e gusti dei ragazzi di oggi, ma anche i valori e le aspettative che li guidano. I dati raccolti sono spesso frutto di interviste e ritornano spaccati veritieri delle molte esperienze digitali di cui i ragazzi sono protagonisti.

Il libro tende a presentare più gli aspetti negativi che quelli creativi e positivi. Molte riflessioni sembrano nascere dall'ossessione di difendere il passato come un luogo migliore ma così facendo vengono persi di vista molti elementi interessanti e utili a comprendere meglio le nuove generazioni APP. In sintesi, un libro contraddittorio, forse un pò schierato ma che si consiglia comunque di leggere, soprattutto a genitori, insegnanti e psicologi.

 

Scheda libro

Titolo intero: Generazione APP - La testa dei giovani e il nuovo mondo digitale

Titolo originale: The App Generation: How Today’s Youth Navigate Identity, Intimacy, and Imagination in a Digital World

Genere: Scienze sociali

Listino: 18,00

Editore: Feltrinelli

Collana: Serie Bianca

Pagine: 215

Data uscita: 30/04/2014

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