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Utopie letali - Contro l'ideologia postmoderna di Carlo Formenti

Utopie letali - Contro l'ideologia postmoderna di Carlo Formenti

03 Dicembre 2020 Redazione SoloTablet
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Un libro che forse con la tecnologia c'entra poco ma che, al contrario, da essa non può prescindere considerando il ruolo di trasformazione del mondo da essa avuto nell'economia, nella politica e nella società. Gli argomenti oggetto della riflessione critica e di Formenti sono la libertà nella sua manifestazione post-moderna, la crisi economica, le nuove composizione di classe, l'organizzazione politica delle lotte e la transizione a una società postcapitalista. Il libro segue e continua la riflessione dell'autore che nei suoi libri precedenti aveva raccontato il ruolo e l'entusiasmo per il mondo della Rete (Incantati dalla Rete) e per i suoi immaginari cibernetici mitizzati, per poi elaborane la critica per l'uso capitalistico che delle tecnologie digitali viene fatto (Felici e sfruttati).

"Se il mito della democratizzazione dell'economia sta ancora in piedi, in barba a ogni smentita empirica, ciò è soprattutto dovuto alle tante voci - confuse o interessate - che continuano ad alimentarlo: guru della rivoluzione digitale, i quali hanno sfruttato il glamour del Web 2.0 per tornare a profetizzare l'avvento di un'economia immateriale proiettata oltre i vincoli della scarsità; teorici di una versione postmoderna dell'economia del dono precapitalistica, i quali spacciano le pratiche delle comunità degli sviluppatori del software Open Source e di Wikipedia come un modello di un'economia alternativa, né capitalista né socialista..."

Autore

Carlo Formenti è laureato in Scienze Politiche e impegnato da sempre politicamente e culturalmente a sinistra. Dal 1980 al 1989 è caporedattore del mensile culturale Alfabeta ma collabora con le redazioni culturali ri riviste e quoridiani. Ha pubblicato numerosi libri tra i quali: La fine del valore d'uso, dedicato alle trasformazioni dell'organizzazione del lavoro indotte dalle tecnologie, Piccole apocalissi, Incantati dalla Rete, Mercanti di futuro. Utopia e crisi della Net Economy un testo con cui riflette sulla new economy, la libertà della rete e i rapporti col capitalismo, Cybersoviet. Utopie postdemocratiche e nuovi media, Felici e sfruttati. Capitalismo digitale ed eclissi del lavoro e nel 2016 La variante populista. Dal 2006 è professore aggregato presso l'Università di Lecce.


 

 

Con questo libro, molto politico e tutto interno alla riflessione storico-culturale della sinistra, Formenti focalizza la sua attenzione sulle nuove classi creative dell'era digitale per riflettere sul tema dell'utopia nell'era della postmodernità. Un tema che ha sempre provocato visioni contrastanti per i molteplici significati associabili alla parola utopia e per gli effetti da esse provocati, a volte catastrofici e quasi sempre imprevedibili. Le utopie oggetto dell'analisi di Formenti non sono quelle storiche e più o meno fallimentari e catastrofiche ma quelle moderne e letali che stanno animando la vita politica nella forma di movimenti che dopo avere abbandonato le velleità rivoluzionarie di un tempo, sono oggi attirati da tutto ciò che post-qualcosa senza fare i conti con le nuove conflittualità, frutto della globalizzazione e della crescente diseguaglianza e povertà.

Il libro contiene anche numerosi spunti di riflessione sul ruolo della tecnologia e di Intenet, in particolare nelle ridefinizione degli spazi nei quali la conflittualità e la globalizzazione si manifestano. Il tema è stato ampiamente trattato da Formenti nel suo libro precedente Felici e sfruttati, nasce dalle sollecitazioni del movimento e della cultura cyberpunk ed è centrato sull'ipotesi che la rivoluzione tecnologica potesse dare avvio a nuove forme di riappropriazione dal basso di spazi di libertà e di democrazia grazie all'uso delle nuove tecnologie.

Pur nella sua ambiguità la tecnologia sembrava promettere nuovi strumenti conflittuali a disposizione di tutti per le loro narrazioni e attività antagoniste. L'illusione sul potere della tecnologia non è durata molto. Si è anzi trasformata in una marcata disillusione che ha prodotto una riflessione, fortemente critica della tecnologia, finalizzata a demistificare le rappresentazioni più entusiastiche della Rete e al ridimensionamento delle sue capacità taumaturgiche, di liberazione e democratiche e allo svanire delle speranze sulle capacità antagoniste delle nuove classi di lavoratori della conoscenza e di creativi.

Alla Rete e alla tecnologia Formenti dedica un'intera parte del libro, chiamato Interludio 3, nel quale riflette sull'infatuazione tecnologica e sulle contraddizioni economiche e sociali delle utopie digitali. Ne esce una svalutazione della Rete, del lavoro autonomo che la caratterizza e la definisce, delle moltitudini sociali che la frequentano e delle politiche post-moderniste che ha ispirato. Così facendo si lascia forse sfuggire la centralità delle tecnologie nel capitalismo della fase finanziaria e neoliberista attuale. Una centralià che ridefinisce anche i processi cognitivi sia delle nuove classi di creativi sia quelle di operai e lavoratori con professionalità e mansioni tradizionali. La sua critica coglie però le nuove forme di organizzazione del capitalismo tecnologico con il suo processo di concentrazione monopolistica e con l'arrivo sulla scena di nuovi protagonisti, guru e proprietari di multinazionali tecnologiche come quelle definite, con un richiamo alla rivoluzione cinese, della banda dei quattro (Amazon, Apple, Facebook e Google) che sulla mitizzazione del mondo digitale hanno costruito la loro fortuna facendo mettendo fine alle mitologie della Rete come strumento di democratizzazione economica, di libero accesso alle informazioni, di trasparenza dei meccanismi di funzionamento del potere e di potenziamento del ruolo dei cittadini e dei movimenti sociali.

La rivoluzione tecnologica non ha mantenuto le sue promesse neppure nei confronti dei lavoratori della conoscenza e dei creativi che ne sono stati i suoi protagonisti. Oggi si assiste a nuovi livelli di controllo sulla forza di lavoro resi possibili dalle tecnologie digitali e che sembrano richiamare il taylorismo dell'era industriale. Un  ritorno al passato anche dal punto di vista salariale con novità importanti, per la riflessione e la lotta politica, relative all'apparizione di una moltitudine di lavoratori gratuiti che producono valore e lo condividono gratuitamente online arricchendo poche aziende tecnologiche per il fatto di utilizzarne le piattaforme. Il tutto avviene in ossequio a quelle che erano i principi decantati della Rete come la trasparenza, l'accessibilità, la condivisione e gratuità che avrebbero dovuto dare maggiore potere agli utenti, nella veste di cittadini, elettori e consumatori e che invece li hanno trasformati in semplici produttori di dati e informazioni che verranno usati da algoritmi tecnologici per alimentare Big Data, piattaforme  e modelli di monetizzazione dai quali non trarranno alcun beneficio economico o politico.

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Un'attenzione particolare è posta da Formenti alla Rete come nuovo Panottico globale nel quale non è avvenuto, come promesso, nessun tipo di rovesciamento dei ruoli ma anzi i controllati hanno perso anche la possibilità di sapere se e quando sono controllati. Se nel Panottico filosofico la sorveglianza si basava sull'autocensura praticata dal sapere di essere controllati, nella Rete è rimasta solo l'illusione di libertà. È un'illusione che, come hanno dimostrato molti movimenti politici recenti che hanno fatto largo uso dei mezzi tecnologici, riguarda sia utenti normali, sia i cittadini, sia gli hacker impegnati nell'uso politico dei flussi di dati della Rete, sia i lavoratori della conoscenza.

L'analisi della tecnologia contenuta nel libro è solo una parte di una riflessione più vasta sui tempi di transizione e di mutamento che stiamo attraversando e che interessano la fase attuale di evoluzione del capitalismo, una fase nella quale la tecnologia gioca un ruolo non secondario. Per Formenti la crisi in atto è sintomatica di un mutamento irreversibile del modello di accumulazione economico attuale destinato a cambiare radicalmente i rapporti di forza fra le classi sociali e che si manifesta nell'arricchimento smisurato di pochi e l'immiserimento di vaste moltitudini e in particolare delle classe media, nello smantellamento dello stato sociale, nella frammentazione delle classi lavoratrici e nell'emergere di stati sempre meno democratici.

I lavoratori della conoscenza, emersi con e grazie alle nuove tecnologie, non sono in grado di fare da avanguardia per una trasformazione positiva e indolore della situazione perché sono stati spaccati in due componenti, la prima numericamente più piccola e cooptata all'interno delle stanze dei bottoni e la seconda precipitata nel proletariato, anche se nella forma di lavoratori autonomi, padroncini, partite IVA ecc. Entrambe le componenti hanno rinunciato ad un ruolo attivo e di cambiamento della società determinando, con la loro scarsa consapevolezza di classe, il crollo delle utopie tipicamente di sinistra e delle capacità di contrastare i modelli di sviluppo capitalistico attuali.

Le ideologie antigerarchiche (organizzazioni e leadership collaborative), antiautoritarie e orientate alla rivendicazione di obiettivi personali e individuali sono più contigui alla filosofia di fondo del liberismo che a una cultura di rivendicazioni dei diritti materiali come lo erano quello delle classi operai degli anni sessanta. Non rimane che sviluppare una nuova riflessione sulle numerose transizioni in atto e sulle loro contraddizioni, sulle varie mutazioni economiche, sociali e politiche che stiamo vivendo.  Mutazione nelle quali la tecnologia gioca un ruolo fondamentale come strumento di colonizzazione che grandi aziende multinazionali usano per trasformare la Rete da spazio di libertà e democrazia, di controllo dal basso e di libero accesso alla conoscenza, a luogo di sfruttamento della gratuità, della trasparenza, della condivisione e della collaborazione e a nuovo Panottico per la sorveglianza e il controllo globali e universali.

 

Scheda libro

Titolo intero: Utopie letali - Contro l'ideologia postmoderna

Titolo originale: Utopie letali

Genere: Politica Scienze Politiche

Listino: 18,00

Editore: Jaca Book

Collana: Di fronte e attraverso. Politica

Pagine: 255

Data uscita: 07/11/2013

 

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