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I corpi bionici dei cyborg che verranno: non solo tablet!

I corpi bionici dei cyborg che verranno: non solo tablet!

15 Maggio 2013 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Google Glass e altre tecnologie indossabili sono la prova evidente di un’evoluzione cyborg in corso di cui siamo protagonisti e vittime allo stesso tempo. Un’evoluzione hardware e software insieme, neurobiologica e macchinica al tempo stesso. Con un ruolo importante giocato anche dalle APP e dai nuovi dispositivi mobili.

Mentre il mondo economico studia come le tecnologie potrebbero essere usate per uscire fuori dalla crisi economica che dura da anni, nella società si affermano nuovi prodotti tecnologici che stanno trasformando il nostro modo di essere e di interagire con il mondo esterno.  Stiamo assistendo ad un’evoluzione accelerata,  frutto di innovazione e integrazione e del superamento della divisione tra tecnica e società, tra produzione e diffusione delle tecnologie e loro utilizzo.

Per anni la tecnologia è stata percepita come una scatola nera da non aprire e investigare perché troppo complicata da apprendere, oggi è diventata una componente ineludibile di tutte le nostre attività individuali e lavorative. Ciò che sembrava utopico (senza luogo) ha assunto i contorni di nuovi mondi possibili e paralleli (eutopie = buoni posti dove stare) che abitiamo volentieri e dai quali facciamo fatica a staccarci.

Ciò che ci sembrava complicato e veniva ignorato perché ‘troppo tecnico’ oggi ci vede immersi in una cultura pantecnica nella quale ci sentiamo a nostro agio, pur nella ignoranza che contraddistingue ancora la nostra limitata conoscenza della tecnologia (tecnica), dei tecnicismi che la caratterizzano e soprattutto degli effetti che da essa possono derivare alla nostra vita umana, personale e sociale.

Tutto ciò vale sia per le tecnologie che stanno trasformando i sistemi produttivi, i trasporti, le scienze ingegneristiche, spaziali e biologiche, sia quelle che stanno crescendo come protesi del nostro cervello e ci aiutano (manipolano) nell’accedere a nuova informazione e ad interagire con la realtà interna ed esterna a noi (Google Glass).

Innovazione e tecnologia

Il contesto tecnologico attuale è caratterizzato dall’innovazione continua. Gli attori impegnati in processi innovativi sono sia coloro che producono nuovi artefatti tecnologici ( prodotti, funzionalità e funzionamento ) sia quelli che li usano ( utilizzo quotidiano nella realtà ). Alcuni di questi innovatori agiscono come strateghi del futuro che contribuiscono all’elaborazione dei quadri di riferimento nei quali si diffonde e si utilizza la tecnologia. Gli altri finiscono per accodarsi e/o subirla. Tutti sono chiamati a comprendere i fenomeni che caratterizzano evoluzione tecnologica e innovazione allo scopo di  organizzare la propria azione e la propria cooperazione e interazione con gli altri individui.

“Impadronendosi di nuove forze produttive, gli uomini cambiano il loro modo di produzione e, cambiando il modo di produzione, la maniera di guadagnarsi la vita, cambiano tutti i loro rapporti sociali. Il mulino a braccia vi darà la società col signore feudale e il mulino a vapore la società conl capitalista industriale” - Karl Marx

Le tecnologie Mobile sono un esempio perfetto per illustrare questi aspetti dell’innovazione tecnologica. I fruitori / utilizzatori di dispostivi e applicazioni mobili partecipano, unitamente ai produttori, alla costruzione di nuovi significati e alla trasformazione di semplici oggetti tecnici in attività e nuova cultura.

Gli utilizzatori non diventano più tecnici o esperti di tecnologia.  E'  la loro cultura che si arricchisce di componenti e significati tecnici e ne vengono penetrati giorno dopo giorno dall’uso che fanno dei nuovi dispositivi e delle loro applicazioni.

Grazie alla semplicità dell’interfaccia e all’interazione uomo-macchina fatta di gesti (gestures) e sfioramenti tattili (esperienza empirica e sensibile) l’utente sviluppa nuove forme di adeguamento alla macchina che si traducono in nuove opportunità (produttività, efficienza, divertimento) e libertà ( modalità d’uso che aggira le specificità tecniche del dispositivo tecnologico ) ma anche in nuove forme di schiavitù ( il telecomando, l’SMS, il cinguettio, la pagina Facebook, il profilo Linkedin).

La specificità delle nuove tecnologie attiene alla loro diffusione e pervasività. Più una tecnologia è diffusa, meglio si impara ad utilizzarla, più si ottimizza il suo utilizzo e più performante essa diventa. Il successo dell’iPhone così come quello accelerato del tablet è testimonianza concreta del fatto che, non si sceglie un prodotto tecnologico perché è più efficiente ma lo si rende efficiente perché lo si è scelto, studiato e usato.

L’apprendimento permette la scoperta di nuove funzionalità e potenzialità ma anche di nuovi utilizzi. E’ dalla sua rapida diffusione, dalle pratiche quotidiane di milioni di utenti e dal loro esercizio creativo che è nato il successo dell’iPad e del tablet e si sono sviluppate le idee per milioni di nuove applicazioni.

 



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Non tutti i periodi storici sono stati così ricchi di novità e potenzialità di scelta come quelli attuali. Le tecnologie e i prodotti relativi disponibili sembrano infiniti e vengono percepiti come capaci di durare a lungo. Sembrano svanite molte incertezze legate allo sviluppo di nuove tecnologie e sparite le biforcazioni che hanno spesso portato ad un vicolo cieco.

Le nuove tecnologie mobili sembrano aver creato un clima di ottimismo legato alla visione di una rivoluzione in corso, che non si è limitata a far emergere nuovi prodotti e servizi ma sta avendo un impatto su tutti i settori della vita umana, modificando abitudini, comportamenti, modelli di business, forme di interrelazione sociale e sistemi di produzione.

Linkedin, Facebook, iPhone, iPad e tutti gli altri prodotti tecnlogici di cui parliamo su SoloTablet sono nati in laboratorio  grazie alla creatività di sviluppatori e ingegneri e alla volontà e fiducia nella bontà di una idea di investitori e di evangelisti. Il successo di questi prodotti è stato però determinato dall’uso e dalla costruzione di un contesto e di nuove forme di immaginario sociale.

Da qui è nato l’interesse per le reti sociali e il fenomeno dei social e professional network, da qui si è sviluppata la mania per quella console da Neuromante che è stata chiamata iPad, da qui hanno preso il largo i milioni di cinguettii che hanno ormai superato per numero e rumorosità quelli dei passerotti in via di estinzione. Il mondo globale e interconnesso non poteva non trovare nelle nuove tecnologie Mobili il suo motore digitale e il principale modo di rappresentazione e realizzazione.

 

Uomo bionico e protesi tecnologiche

Nel suo ultimo libro sull’editoria e la storia di Adelphi “ L’impronta dell’editore”, Roberto Calasso scrive che “Il mondo sta vivendo una sorta di invasamento informatico, che ormai si è stabilizzato in una fase di parossismo. Il suo principale articolo di fede è l’accessibilità immediata a tutto. Il tablet…che deve garantire che tutto sia attingibile…tende a diventare un cervello-ombra, bidimensionale privo della spiacevole consistenza di mucillagine che caratterizza il cervello umano”.

Il tablet non è che una delle molte protesi tecnologiche che stanno trasformando l'essere umano, più o meno menomato, in un cyborg efficiente e impressionante.

Cyborg, o uomo bionico: definibile come un sistem in parte umano e in parte macchina. Può essere un umano 'aumentato' con parti meccaniche o una macchina dotata di caratteristiche umane. Robot o componente eltettromeccanico integrato con componenti biologici.

Ci sono protesi definite come mioelettriche perchè, a diretto contatto con la pelle tramite sensori elettrici, sono in grado di ricevere e tradurre in comandi software i segnali ricevuti dai muscoli in movimento. Altre protesi hanno capovolto il concetto del polmone artificiale e sono diventate loro stesse (cuore, pancreas, reni bionici ecc.) parte integrante di un corpo sempre più artificiale con cui interagiscono come organi normali o li complementano a livello funzioanale e di scopo.

Ci sono orecchie tridimensionali e bioniche fatte da tessuti biologici con funzionalità elettroniche e capaci di migliorare le funzionalità degli organi umani da cui prendono origine. Il funzionamento è garantito da nanoparticelle e polimeri conduttivi usati per coltivare in vitro le cartilagini delle orecchie intorno ad una antenna artificiale capce, nel momento in cui viene attivata, di gestire i segnali da elettrodi che simulano la coclea dell'orecchio umano.

E c'è molto di più se si vuole menzionare lo stato dell'arte della ricerca attuale finalizzata alla realizzazione di un uomo bionico le cui componenti organiche sono costituite al 100% (????) da elementi tecnologici, elettronici e meccanici.

E' il caso dell'uomo bionico completamente artificiale denominato Rex (Robotic Exoskeleton). Realizzato con organi artificali del valore di un milione di dollari, da due scienziati inglesi, Richard Walker e Matthew Godden, REX utilizza un occhio artificiale  fatto da un microschip impiantato nella retina e capace di catturare immagini attraverso una video-camera ospitata sugli occhiali del paziente. Il microchip invia impulsi elettrici al cervello che sono tradotti in forme, strutture e azioni. REX è stato programmato per evolvere ospitando organi bionici in sostituzione di cuore, reni, fegato, ecc. e già oggi offre buone opportunità a persone che hanno perso gli arti, come si può vedere dal video postato più avanti in questo articolo. Tutti gli organi di cui è composto sono artificiali, dalle protesi per gambe e braccia, al cuore, ai reni, al fegato, al pancreas. Perfino le arterie sono artificali così come il sangue è un prodotto umano.

Le mani di REX, realizzate da Touch Bionics, una azienda scozzese, sono dotate di dita controllate indipendentemente l'una dall'altra che permettono di prendere e manipolare oggetti come si fa con le mani umane.

Il progetto mira a dimostrare cosa la tecnologia permette di fare nella sostituzione di organi umani vitali per la sopravvivenza. Ciò che può spaventare è la credenza di alcuni dei ricercatori al progetto sulla migliore qualità e bontà degli organi artificiali rispetto a quelli umani.

 

Fonte: www.dailymail.co.uk

 

I cyborg come gli umani sono rappresentati da specie e "razze" diverse.

Quelle ritenute a bassa intensità sono quelle più numerose e rappresentate da miliardi di persone che con il loro telefono cellulare e smartphone, tablet, computer portatile dispongono, come da citazione di Calasso, di una protesi cerebrale che agisce come oggetto tecno-sociale per comunicare con altre persone (utenti) all'interno di una rete di contatti e relazioni ( connettività e scambio di informzioni). A più bassa intensità cyborg c'è solo la televisione che, per citare Gray, l'autore del libro "The Cyborg Handbook", trasforma chi guarda in un sistema omeostatico che funziona in modo inconscio.

Le "razze" o classi di appartenenza dei numerosi cyborg già esistenti sono quattro: tecnologie usate per recuperare funzioni/funzionalità perdute e/o per sostituire organi e arti umani, tecnologie utili a riportare una creatura umana alla normalità funzionale, tecnologie usate per costruire e configurare creature post-umane, simili ma diverse dall'essere umano e tecnologie capaci di migliorare le prestazioni umane ( ciò che vorrebbe qualsiasi dittatore, terrorista o stato canaglia per potenziare il proprio armamento militare).

 

Tutte e quattro le categorie hanno già trovato una qualche forma di realizzazione e utilizzo nella realtà, anche se alcune sono per il momento utilizzate più nei film di fantascienza che nella vita reale delle persone.

Le forme di realtà nelle quali il cyborg si manifesta sono però già numerose: uomini e donne con pacemaker, arti e organi artificiali, sistemi di cura medicale impiantati direttamente nel corpo, lenti che agiscono come cornee artifiali, pelle artificiale ecc.

Poi ci sono le forme più diffuse ma non percepite come cyborg, quelle che ci vedono attaccati a dispositivi mobili e computer, intervenire chirurgicamente guidati da microscopi ottici.

App e corpi bionici

La terminologia Cyborg si applica anche al mondo delle applicazioni mobili, soprattutto in ambiente medico.

Quella che sta avvenendo negli store è una rivoluzione silenziosa ma travolgente che sta interessando la medicina e le pratiche mediche che ci interessano perché afferenti alla nostra salute e al nostro benessere personale. Il nostro corpo è una macchina complessa che vede all’opera numerosi componenti interagenti in modo cooperativo tra loro.  Una macchina che può essere messa in crisi dal malfunzionamento o dalla rottura di uno solo di questi componenti e che obbliga ad interventi riparatori rapidi finalizzati alla sopravvivenza dell’organismo di cui fanno parte.

La tecnologia è da tempo al fianco di medici, ortopedici e ricercatori per la costruzione di protesi e componenti sostitutivi di organi umani e fornendo strumenti capaci di scannerizzare e leggere il cervello umano come se fosse un libro aperto suggerendo e visualizzando le molte connessioni sinaptiche che lo caratterizzano mentre siamo impegnati in una delle molte attività che riempiono la nostra vita quotidiana.

Oggi la tecnologia è uscita fuori dai laboratori e dagli ambienti di ricerca per affiancarsi a noi grazie alle nuove tecnologie Mobile e alle applicazioni che trasformano i nostri dispositivi smartphone e tablet in potenti strumenti di diagnostica, prevenzione e cura. Le APP mediche disponibili sugli store sono sempre più numerose. Ci sono APP che aiutano i diabetici a monitorare i livelli di insulina, APP che possono essere usate, con gli accessori necessari, per fare un esame del sangue e monitorare i livelli di glucosio.

Ci sono APP sviluppate appositamente per permettere a persone dotate di arti artificiali di manovrarli come propri. Una di queste APP, sviluppata da Touch Bionics in Inghilterra, serve ad un ragazzo che ha perduto da bambino una mano e una gamba, di manipolarle con un controllo remoto. L'applicazione permette di impostare gli arti su 24 posizioni diverse pre-programmate attraverso l'uso di un bottone con interfaccia tattile.

L'iphone e l'iPad possono diventare strumenti utili al monitoraggio della salute dei bambini. iBaby Monitor M3 ad esempio è un sistema di videosorveglianza composto da telecamera wireless, orientabile e basculante gestibile tramite dispositivo mobile. La telecamera del sistema si collega ad un iPhone o iPad utilizzando una applicazione aposita ( iBaby Monitor ).

Per il momento queste APP richiedono un intervento da parte del paziente-utente sia nella fase di monitoraggio che di cura. Presto anche questa responsabilità potrebbe essere sottratta alla persona e gestita direttamente da una soluzione o sistema tecnologico capace di attivarsi automaticamente, a fronte di certe condizioni, perché integrato fisicamente con il corpo umano.

 

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