Generazione tablet

28 Aprile 2015 Redazione SoloTablet
SoloTablet
Redazione SoloTablet
share
Segnaliamo un libro in formato e-book di Katia Provantini, psicologa, psicoterapeuta, ed esperta di problematiche evolutive, con particolare riferimento alle difficoltà scolastiche e dell'apprendimento, e di Maria Longoni, psicologa e psicoterapeuta dell'età evolutiva.

A che età mettere nelle mani del figlio un tablet? Quante ore di computer al giorno consentire?

Che cosa dirgli se si scopre che visita siti non adatti alla sua età? Sono questi i dubbi e le domande che assillano padri e madri preoccupati dell'effetto delle nuove tecnologie sullo sviluppo fisico, intellettivo, scolastico ed emotivo dei loro figli, i cosiddetti «nativi digitali», esponenti della nuova «generazione tablet».

Cresciuti in un ambiente sempre più affollato di nuovi media (tablet, smartphone, PC), che hanno imparato a conoscere fin dai primi mesi di vita, sono perennemente connessi e stabiliscono e coltivano relazioni e legami d'amicizia attraverso i social network (WhatsApp, Mypage, Twigis).

Ed è proprio il timore di un'eccessiva dipendenza dai rapporti virtuali e di un pericoloso allontanamento dalla realtà che porta spesso i genitori a controllare ossessivamente, o addirittura a proibire, l'uso di cellulari e videogiochi, un atteggiamento che in genere è frutto di un fondamentale disorientamento.

CONSIGLIATO PER TE:

A cosa mi serve lo smartwatch?

Prendendo atto della profonda rivoluzione culturale innescata da Internet e dal progresso tecnologico nel campo delle telecomunicazioni, nel loro libro Generazione Tablet, Katia Provantini e Maria Longoni ne illustrano tutte le problematicità e le insidie, ma insieme, analizzando con cura le fasi della crescita psicofisica e delle modalità di apprendimento da zero a dodici anni, ne sottolineano i numerosi aspetti positivi, anche in questa fascia d'età.

E indicano ai genitori come accompagnare passo passo i loro ragazzi in tali esperienze, come aiutarli a scegliere in modo consapevole e come stimolarli, attraverso un dialogo costante, a sviluppare il senso critico e a raggiungere la necessaria «saggezza digitale».

È un impegno indubbiamente gravoso, che richiede pazienza e fermezza, intelligenza e sensibilità. Ma si tratta di uno sforzo che, come emerge dal racconto di numerose testimonianze ed esperienze concrete, viene quasi sempre ripagato dal successo, perché la qualità della relazione con i figli resta «uno dei maggiori fattori di protezione» per il loro equilibrio psichico.

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Cosmobile Srl

Sviluppiamo applicazioni native per dispositivi mobili, in particolare smartphone e...

Vai al profilo

SellSmart

L’applicazione di sales force automation più indicata ai bisogni commerciali delle...

Vai al profilo

Sandro Sanna

Docente

Vai al profilo

XENIALAB

Xenialab sviluppa applicazioni native su Apple iOS (iPhone, iPad, iPod), Google...

Vai al profilo