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🐞 Perché bisogna sempre porsi delle domande

🐞 Perché bisogna sempre porsi delle domande

26 Novembre 2020 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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"A Prometeo, simbolo della tecnologia, sarà necessario e urgente affiancare in una sorta di coabitazione Socrate, simbolo del pensiero umanistico, colui che ha richiamato la filosofia dal cielo, l'ha trasferita nelle città, introdotta nelle case e portata a interessarsi della vita, dei costumi, del bene e del male." Ivano Dionigi

Le domande da porsi nel periodo di crisi che sperimentiamo sono molteplici. Domande sul futuro ambientale e su un modello di sviluppo pieno di crepe, sulle crisi sanitarie, sulle povertà e sulle disuguaglianze crescenti, alla base di crisi sociali e geopolitiche in formazione.

Le domande che tutti dovrebbero porsi per prime sono quelle che i classici conoscevano bene, sono alla base della nostra esistenza. Domande di senso, legate al nostro essere entità immerse in contesti più grandi e interdipendenti, alla ricerca del Sé, all’ansia di verità, conoscenza e futuro, alla scoperta di volti (non facce o profili digitali), all'esplorazione del tempo e delle possibilità.

Poi ci sono domande sull’era tecnologica che viviamo. Un’era che ha bruciato passato e futuro sposando l’eterno presente, che semplifica la complessità, che ci vuole tutti utenti e consumatori felici ma non cittadini, che enfatizza linguaggi specialistici e regala soluzioni e risposte per tutto.

Porsi domande (ars interrogandi) è urgente e necessario. Per recuperare la memoria e (re)imparare a progettare il futuro, ma soprattutto per uscire dai mondi chiusi delle piattaforme digitali, acquisire una visione complessiva delle cose e diventare (tecno)consapevoli.

 

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