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Leggere alimenta il tuo cervello

Leggere alimenta il tuo cervello

01 Aprile 2019 Carlo Mazzucchelli
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Leggere alimenta il tuo cervello e lo sviluppo della mente, provare per credere

In Rete e sui social non si legge, si naviga, si guarda, si condivide, si scorre e si scappa. Su ogni cento persone che arrivano su una pagina Web il 40% l'abbandona in un secondo e le altre, mentre scrollano i contenuti che appaiono davanti ai loro occhi, sono alla ricerca del momento giusto per andarsene.

Dove e perché non si sa ma lo fanno, in modo insistente, abitudinario e senza reali motivazioni forti, come guidati da impulsi primordiali o da algoritmi bioritmici più o meno intelligenti. Seguono il loro istinto digitale (scrolling, liking, sharing) che impedisce loro di focalizzarsi e di sobbarcarsi in un compito impegnativo come la lettura. Un'attività che richiede concentrazione e attenzione così come lo richeide uno sguardo che comporti osservazione, studio e l'esercizio dell'esaminare e dell'ispezionare.  

Eppure leggere fa bene. Lo dicono in molti, compresa Maryanne Wolf che sul tema ha scritto un bellissimo libro: Proust e il calamaro. Leggere fa bene perché siamo dotati di un cervello plastico. La lettura ne favorisce lo sviluppo e la crescita dando forma a sofisticati collegamenti tra strutture e circuiti neuronali e consentendo la formazione di un sapere cumulativo, creativo e ricco di conoscenze ma anche efficace e utile per la produzione di nuovi pensieri e per plasmare la cultura individuale e sociale. 

Non siamo nati per leggere dice la Wolf ma questo non significa che non si debba o non si possa imparare a farlo. Il messaggio è rivolto in particolare ai nativi digitali, individui che da bambini hanno probabilmente mancato l'opportunità di crescere immersi in storie di fate e incantesimi e non hanno sperimentato il contatto fisico con il corpo del genitore che legge ad alta voce queste storie. Oggi da bambini cresciuti questi individui alimentano il loro cervello con le connessioni digitali e non sanno che esso per svilupparsi ha bisogno di far crescere le capacità di integrare e collegare informazioni, non solo visivamente e attraverso l'udito ma anche linguisticamente e concettualmente. Capacità che solo la lettura può sviluppare e far crescere. 

Abbandonare lo schermo per un libro può essere missione impossibile ma se si riesce a farlo si avrà l'opportunità di scoprire nuove dimensioni del tempo, nuovi significati delle parole e dei concetti, nuove e maggiori analogie, concetti e categorie concettuali e cognitive, nuovi pensieri e di sperimentare la capacità di pensare il proprio pensiero e di vedere i pensieri dell'altro.

 

La lettura può avvenire su un testo cartaceo o online, può essere sequenziale o ipertestuale ma ciò che conta, una abilità alla base del saper leggere, è la capacità di andare oltre il testo, di saper "valutare e analizzare, mettere in ordine di priorità e soppesare ciò che si cela in ogni tipo di informazione" (Maryanne Wolf Proust e il calamaro, pag.245). 

Il problema non è scegliere tra display e libro ma apprendere a leggere e farlo in modo continuativo usando tutto ciò che si ha a disposizione. Al termine del viaggio nella lettura ci si troverà con un cervello evoluto, maturo e soprattutto utile per affrontare le novità del futuro.

 

 

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