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Apprendere la lingua inglese al tempo del contagio

Apprendere la lingua inglese al tempo del contagio

24 Aprile 2020 Claudia Adamo
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Claudia Adamo
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Open Minds è una scuola di inglese attiva da ormai 15 anni a Milano. Noi siamo specializzati nell’insegnamento dell’inglese a bambini: metà dei nostri corsi si svolgevano a domicilio (lezioni private per bambini e ragazzi) e metà nelle scuole (progetti di conversazione con madrelingua, perlopiu in scuole primarie).

L’emergenza COVID19 dalla sera alla mattina ha stravolto tutto: con la chiusura delle scuole, molti dei nostri contratti con gli istituti comprensivi sono stati cancellati o congelati. Ci siamo attivati immediatamente per trasformare le lezioni private a domicilio in corsi online di inglese.

Abbiamo provato a tenere il contatto con i nostri bambini, ormai costretti a casa: quando ancora non era certo cosa fosse la didattica a distanza e e i docenti si limitavano a dare compiti con il registro elettronico, abbiamo cominciato a registrare  decine di video-lezioni di inglese e a diffonderle massivamente e gratuitamente.

L’intento era dare una continuità sulla lingua inglese e anche una chance educativa ai tanti bambini tagliati fuori, assieme alla scuola, alle occasioni di intrattenimento intelligente e culturale: con i nostri video gratuiti e diffusi il piuì possibile usando le pagine sociali, la mailing list, la segnalazione ai blog e i portali per l’infanzia abbiamo cercato di fare la nostra parte nell’emergenza educativa che è stata tanto ignorata in questo periodo.

Mano a mano che la DAD prendeva forma, almeno come condivisione di materiali didattici audio e video, abbiamo messo a disposizione libera e gratuita delle scuole e dei docenti tutti i materiali didattici che abbiamo prodotto in queste 7 settimane, dando anche le informazioni per scaricare i video e metterli su padlet o sulle varie piattaforme didattiche.

Oggi la sfida è diversa. Sono molti (forse non abbastanza, ma molti) coloro che si sono attivati in nome della solidarietà digitale e che stanno offrendo video didattici, utilizzati quotidianamente nelle piattaforme scolastiche per fare didattica a distanza. In molti casi (non abbastanza, sicuramente) le scuole si sono attivate per raggiungere gli studenti senza dispositivi, distribuendo tablet e attivando i dati gratuiti).

Il rischio non è piu’ il silenzio digitale della scuola. Come docenti di inglese specializzati in didattica per bambini, però vediamo un altro rischio e un altro problema: le lezioni online sono piatte, come è piatto lo schermo di un pc. Sono lezioni frontali, dove una persona spiega e le altre ascoltano. Nelle sessioni registrate, alle volte addirittura con la telecamera spenta e con i microfoni chiusi (per evitare il sovraccarico della banda e i rumori). Nelle lezioni registrate, i bambini guardano una “performance” e sono passivi rispetto ad essa. La stragrande maggioranza dei video didattici sono cosi: una lezione frontale, nel silenzio del pubblico.

Chi segue il dibattito sulla didattica, sa che sono anni che si lavora contro questo tipo di impostazione della didattica, a favore di una concezione più partecipata della lezione. Per chi si occupa di lingue, la consapevolezza che didattica comunicativa, ludica e attiva è più efficace della lezione frontale è una delle certezze su cui si basa il lavoro. E’ fondamentale rendere i bambini partecipi e attivi nella lezione, perché la passività è nemica dell’apprendimento. Si impara ciò che si fa: ascoltare passivamente non è il modo adatto di imparare una lingua.

Le video lezioni sono il trionfo della lezione frontale e della passività nell’ascolto.

La nostra proposta per evitare questa passività è coinvolgere i bambini in attività pratiche: le videolezioni si trasformano in istruzioni per compiti senza schede, che sono compiti di realtà, utilizzati per far fare cose pratiche ai bambini: bambini che tornano protagonisti delle loro lezioni! 

Sulla base della nostra esperienza, profondamente analogia, consigliamo queste strategie ai docenti di lingue che fanno lezioni a distanza:

  • Evita l’autoreferenzialità: il protagonista della lezione è lo studente
  • La creatività è motivante, incentiva i tuoi studenti a creare
  • L’obiettivo di una lezione di lingua è ascoltare e parlare: nessuno lo ha mai imparato con le schede
  • Le competenze orali sono il punto di una lezione di lingua: porta lo studente alla necessità di ascoltare e capire e fallo rispondere oralmente: valuta elaborati audio, non scritti.
  • Se i bambini non sono in grado di parlare, attiva altre forme di comunicazione: disegni, azioni, video.

Per aiutare i docenti delle scuole abbiamo creato delle pagine ad hoc, come questa dedicata alla Didattica senza schede.

Invitiamo tutti coloro che si occupano di didattica, e particolartmente di didattica dellle lingue, a condividere le proprie riflessioni su questo tema: la didattica a distanza non può e non deve diventare una scusa per tornare alla didattica frontale e autoreferenziale, ma troviamo soluzioni insieme perché la tecnologia sia uno strumento per una pluralità di voci e per la creatività e partecipazione. Certi atteggiamenti creativi e partecipati , che fanno crescere la società (anche digitale) possono iniziare a scuola!

Lezioni online

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