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🙆🏽‍♂️ Recinti aperti 2: il Contatto quando non c’è

🙆🏽‍♂️ Recinti aperti 2: il Contatto quando non c’è

21 Aprile 2020 Alessandro Bianchi
Alessandro Bianchi
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Non è solo una legge di mercato.

Quando una cosa diventa rara aumenta il suo valore. In questo caso percepito.

Ci mancano gli sguardi, il colore degli occhi, i gesti rassicuranti e quelli futili, un abbraccio, un solletico, uno sfioramento occasionale.

Il Contatto non è una droga ma un bisogno di fondo essenziale e gratuito. Sin dalla vita perinatale; quando ne traevamo conforto, rassicurazione, senso del limite e di appartenenza.

E da lì rimaneva come regolazione psicobiologia a supporto della nostra vita di relazione adulta, necessaria per godere della prossimità, per sentirsi parte di un gruppo, per collaborare e condividere.

Senza il rumore di fondo del fare forsennato emerge nella sua assenza come bisogno ineludibile.

Dobbiamo ascoltarlo.

La vicinanza è alla base della salute e del benessere, personale e sociale, unico antidoto a distanza e sperequazione.

Si apprende dalla nascita e si coltiva per sempre. Nei gesti, nelle emozioni, nei battiti del cuore e nei processi endocrini sottili.

Sta dentro di noi e porta verso l’altro.

Finirà l’inverno e tornerà il tempo possibile del contatto, ma necessiterà ancora del silenzio e della sosta, per non essere riseppellito dalla cacofonia.

Approfittiamo adesso, nell’attimo sospeso.

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