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🔥🔥🔥 𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐎𝐒𝐈𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐄𝐌𝐄𝐑𝐆𝐄𝐍𝐙𝐀

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26 Settembre 2021 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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E se provassimo tutti a OLTREPASSARE la parola emergenza?

Colpisce di questi tempi osservare dove vada l’attenzione dei media e quali siano gli argomenti scelti per raccontare la realtà. Colpisce che la parola più (ab)usata sia #emergenza così quanto essa sia manipolata, conformisticamente raccontata e accettata.
 
L’emergenza su cui tutti (o quasi) sono focalizzati è quella del #Coronavirus.
 
Nessuno (o quasi) è seriamente focalizzato sulle vere emergenze attuali, delle quali nessuno parla: #cambiamentoclimatico e disastri naturali, sparizione della bio-diversità, crisi della democrazia, crisi finanziarie che si susseguono, crescente #disuguaglianza, precarizzazione continua del lavoro, crisi delle migrazioni.  Emergenze che non sembrano interessare il dibattito e lo #storytelling mediali e che suggeriscono una verità: “le emergenze più grandi sono quelle che non combattiamo” (S.Zabala).
 
E’ possibile che l’enfasi data alla emergenza dipenda dalla comprensione dei dati di cui siamo circondati, molti dei quali usati per narrazioni alternative della realtà che alimentano fatti alternativi, #relativismo intellettuale e sparizione della verità.
 
E’ possibile che pochi si interroghino cercando di interpretare dati, fatti e realtà in modalità diverse da quelle accettate e praticate dalla maggioranza delle persone?
 
Possibile che pochi abbiano voglia di trasgredire, pensare diversamente, sfuggire agli schemi imposti dalle #interpretazioni correnti, uscire fuori dalle cornici (gabbie) semantiche dentro le quali sono forzatamente (ri)condotti?


 
Possibile che pochi approfittino del #linguaggio per rompere conformismi, rigidità interpretative e convenzioni con l’obiettivo di sperimentare il processo della #comprensione, non solo dei concetti ma anche degli altri, e dell’ascolto?
 
Tante domande non capziose ma alle quali la risposta è una sola: sì è possibile! Rientra nella realtà attuale fatta di celebrato #realismo, accettazione passiva dell’ordine, controllo diffuso, abile e sottile manipolazione semantica della realtà.
 
Risposte diverse le stanno dando alcuni filosofi come M.Cacciari, G.Agamben, S.Žižek e altri, ma quanti sono coloro che leggono o hanno tempo di leggere questi studiosi e pensatori? Quanti sono interessati a un dibattito di questo tipo?

Anche per questa domanda la risposta è facile, pochi o nessuno!

Una risposta diversa sarebbe però necessaria!

Tutti dovrebbero impegnarsi a cercarne una. Sia per l’assenza di attenzione alle reali emergenze, sia per il fatto che bisogna prepararsi alle emergenze in arrivo. E non c’è modo migliore per prepararsi che anticiparle, abbracciarle come se fossero già qui, agire con la #consapevolezza che le proprie azioni possono avere conseguenze buone o cattive. Come direbbe il filosofo bisogna che tutti diano un contributo a (distruggere) costruire nuovi orizzonti attraverso e nei quali poter leggere i fatti, siano essi veri o falsi (S.Žižek).

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