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🐟🐟🐟 Tu chiamala se vuoi conversazione!

🐟🐟🐟 Tu chiamala se vuoi conversazione!

22 Settembre 2021 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Uno dei motti che hanno fatto la storia della Rete è che INTERNET E’ #CONVERSAZIONE!

Poi sono arrivati lo STORYTELLING (narrazione), le piattaforme social e le loro conversazioni online. Dimentichiamoci dello #storytelling, oggetto di mille interpretazioni.


Cosa ne è stato della conversazione?

La mia percezione è che quanto avviene online quasi mai sia riconducibile al #dialogo e al #dibattito, e tantomeno alla conversazione.

Quasi mai perché, almeno su questa piattaforma, le eccezioni ci sono e le pratiche conversazionali sono tenute in grande considerazione da molte persone che ne conoscono bene modalità, finalità, struttura e ontologia (ciò che fa della conversazione quel che di fatto essa è).

Dimentichiamo quanti considerano la semplice interazione o l’espressione di un #MiPiace come forma (attimo sfuggente) di conversazione. Dimentichiamo anche coloro che scambiano il dialogo, il dibattito, la #dialettica con la conversazione. Dimentichiamo infine tutti coloro che più che conversare litigano, si insultano a male parole, e si cimentano nel vano tentativo di avere ragione.
 
Chi conversa non dovrebbe farlo per affermare una #verità e neppure per sfoggiare il proprio uso del #linguaggio nel rappresentare la #realtà. In una conversazione più che essere protagonisti ci si perde. A catturare sono gli argomenti trattati che avviluppano gli interlocutori partecipanti fino a portarli a perdersi (Gadamer). Ciò che conta di una conversazione non è l’avere ragione, il dimostrare la propria #conoscenza, competenza, proprietà di linguaggio e abilità conversazionale ma il processo che porta a una maggiore comprensione, oltre che conoscenza, forse #saggezza.
 
Se in una conversazione ci si affida ai propri concetti per difenderli e imporli nella loro componente di validità e verità, si rischia di irrigidirsi e non comprendere gli altri, ma soprattutto di rendere impossibile o difficile l’ascolto.
 
La cosa caratterizzante la conversazione è la sua singolare particolarità. Ogni conversazione è diversa, tanto è vero che i filosofi la paragonano all’evento. La prima e il secondo non sono mai lineari, si sviluppano in modo tortuoso, con svolte e inversioni repentine e quasi sempre senza che si sappia in anticipo come andrà a finire.
 
Leggendo molti post online si ha spesso l’impressione che chi scrive o commenta si senta in comando, abbia degli obiettivi più o meno dichiarati da raggiungere (spesso banali come quelli della visibilità o dell’espressione narcisistica del sé) attraverso le conversazioni che ne derivano. Una genuina conversazione però non vede nessuno al comando, non ci sono obiettivi da raggiungere, non si può cercare di fare da guida o rimanere indifferenti.
 
Bisogna lasciarsi andare, farsi coinvolgere e avviluppare. 
 
È sempre la conversazione a condurre e la verità, anche senza essere un obiettivo, spesso è destinata a EMERGERE.

 

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