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🟥 🟥 FIANCO A FIANCO

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26 Ottobre 2023 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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…stiamo sprofondando nell’oblio del mondo reale, con il rischio di attualizzare un suo oblio eterno.

Sottotraccia percepiamo di vivere tempi di autoinganno spontaneo, ma non possiamo ammetterlo, neppure a noi stessi, ne va della nostra autostima, coltivata nella caccia continua di MiPiace, di gratificazioni e verità che non sono verità. Incapaci di reagire contribuiamo inconsapevolmente all’aumento del nostro malessere, che è già grande, perché i tempi che viviamo sono talmente interessanti da provocare mal di testa e stipsi improvvise. Più del malessere cresce l’inquietudine che finisce per esercitare una influenza fortissima sulla vita individuale di molti. 

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Malessere e inquietudine fanno crescere il timore allarmante di analizzare e comprendere la realtà della realtà, la realtà delle cose, la realtà della vita. Il timore va di pari passo con la difficoltà a trovare strumenti adeguati a sentire, comprendere e analizzare. Strumenti che non siano contraffatti come lo sono molti di quelli che oggi utilizziamo e che hanno la capacità di narcotizzare la mente, di agire da farmacon (nella sua forma venefica) creando in noi un’avversione per la realtà dei fatti, delle situazioni e degli eventi, suggerendoci la scelta della passività, della rinuncia e della fuga. In fuga impediamo a noi stessi di percepire le tendenze in atto, gli eventi in emergenza, i cambiamenti (virtuali, in potenza) già in atto che daranno forma, anche a nostra insaputa o senza la nostra partecipazione attiva, agli scenari futuri prossimi venturi e possibili. 

Il malessere però, nella sua forma di farmacon, potrebbe dare origine alla voglia (volontà) di allontanare questa sensazione sgradevole, modificandola e rendendola più gradevole. C’è chi fa questo abusando di anfetamine, videogiochi, presenze online, alcool, ecc., “affogando i dispiaceri in una bottiglia”. C’è chi sposa il cinismo e lo scetticismo. E c’è chi capisce che l’unica vera azione utile, nella situazione attuale, è quella di promuovere e agire per un cambiamento radicale. 

Promuovere il cambiamento radicale in un mondo malato e confuso è la cosa più complicata possibile. Soprattutto perché moltitudini di malinconici borderline, ormai condividono l’idea che non ci sia più niente da fare, nulla che meriti veramente di impegnarsi in qualche forma di azione, di pensiero, di rivendicazione diversa da quelle in circolazione. L’individualismo è responsabile di questo scetticismo e cinismo diffusi, ma le energie in sonno, che risvegliandosi come geyser islandesi potrebbero fare la differenza, sono potenti e innumerevoli. 

L’autoconservazione che guida le azioni di molti non è più la risposta adeguata, ma chi oggi ha veramente il coraggio di incamminarsi verso il cambiamento? La mia percezione è che siano pochi, anche perché i cambiamenti necessari sono radicali. E voi cosa pensate?

 

 

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