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👩‍🚒️👩‍🚒️ Il vuoto che avanza

👩‍🚒️👩‍🚒️ Il vuoto che avanza

20 Febbraio 2020 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Per alcuni il vuoto non esiste, essendo un ambiente saturo di atomi (Leucippo, Democrito, ecc.) o di elettroni (Dirac).

Per altri il fatto di rappresentarlo gli assegna una presenza e un’esistenza anche se non potrebbe averla. Il vuoto in politica non esiste anche se Crozza lo aveva identificato in una figura politica a tutti nota come il niente che avanza. Così facendo gli aveva dato visibilità e forza oltre che esistenza. Ora a dargliela sono i media. 

Oggetto di riflessione da parte di filosofi e fisici, il vuoto è metafora politica potente, abusata dall’una e dall’altra parte per insultare, delegittimare, minacciare. Il vuoto si avverte anche online, in tanti scritti, messaggi e reazioni, soprattutto nei comportamenti massificati e conformistici. E’ un vuoto che esiste, è molto reale, pesa, attrae, dà forma, per la sua dimensione, a un corpo esteso, popolato, sempre in movimento. Lascia dietro di sé altro vuoto che potrebbe essere riempito ma non lo è. 

Per la fisica quantistica il vuoto non è lo spazio vuoto perché tutto l’universo è un grande campo quantistico. Per i media italiani è ciò che resta in un recipiente dopo avervi tolto tutto, è il luogo dell’assenza assoluta. Rimane pur sempre il contenitore.

E di quello si parla.

Il vuoto che avanza.

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