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LA POCHEZZA DEL DIBATTITO ONLINE

LA POCHEZZA DEL DIBATTITO ONLINE

23 Agosto 2021 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Veniamo da mesi di dibattiti, riflessioni e scritti sulla cultura della cancellazione. Si è discusso se e perché sia conveniente cancellare canoni letterari e filosofici, autori e opere, statue e molto altro. Il tutto dentro un calderone e un minestrone che hanno elevato il dogmatismo a pratica sociale e dentro un conformismo, dettato dal politicamente corretto, da paura.

A questo dibattito, pur interessante e forse necessario, a me viene la voglia di reagire con il famoso sberleffo di Benigni nel suo bellissimo film IL MOSTRO: “In culo alla maggioranza”. In realtà lo prendo come spunto per condividere un desiderio: la cancellazione del dibattito VAX-NOVAX che ha riempito le piattaforme online. 

Ogni opinione è lecita e non è mia intenzione suggerire alcun tipo di censura. Ciò che però vorrei gentilmente e educatamente far notare è quanto questo dibattito sia fuorviante, fuori luogo, fuori misura e soprattutto manipolatorio. Lo è perché altri sono i temi su cui dovrebbe essere focalizzata l’attenzione di tutti e altre sono le risorse, anche intellettuali, da mettere in campo, per superare quella che sembra a tutti gli effetti una grande operazione di disinformazione e misinformazione ma soprattutto di distrazione di massa. 

Non parlo dei NOVAX, loro fanno il loro mestiere, esprimono quello che pensano, difendono le loro idee e posizioni con i mezzi, anche tecnologici, di cui dispongono e combattono, più o meno consapevolmente e onestamente (oneste non sono certamente le manipolazioni partitiche e politiche) le loro battaglie. 

Parlo di quanti, intellettuali, professionisti, lavoratori, precari ecc. che sembrano avere dimenticato che, più della pandemia, a pesare è la crisi economica. Più del Coronavirus è il suo (ab)uso politico da parte dei vari Poteri in opera per rafforzare politiche, leggi, scelte e visioni che stanno tutte dentro lo scenario neoliberista che tanti danni ha già determinato. Più che le scelte a far riflettere dovrebbero essere le visioni: sanità privata e ospedali aziende, università sempre più in mano al capitale privato, la scuola gestita come se fosse un’organizzazione aziendale, l’ambiente come specchietto per allodole che non prenderanno mai il volo, ecc... Il tutto dentro una ideologia tecnocratica che vuole trarre vantaggio dalle innovazioni tecnologiche ma solo per favorire i pochi a svantaggio dei più. 

Non so se e quanto di questi argomenti so dovrebbe parlare sulle piattaforme online. Su di esse sta oggi molta intelligenza, molta dirigenza, molta conoscenza, molta managerialità. Per questo per me sono lo spazio ideale nel quale alcune tematiche potrebbero essere proposte e discusse, anche favorendo confronto e conflittualità tra opposte visioni e idee.

Nella realtà, con alcune eccezioni, il dibattito è asfittico, parte sempre dalla ricerca narcisistica della spettacolarizzazione e della visibilità, non si cura della verifica delle fonti, anzi sembra nascere sempre dalle stesse, non approfondisce e non va all’origine dei problemi. Ne deriva una grande superficialità e fragilità, uno storytelling conformistico, appassito e noioso, politicamente corretto, tutto dentro i canoni felicitari e esibizionistici delle piattaforme online, che non tiene conto della realtà. 

Una realtà che sappiamo essere fatta da tanta precarietà e difficoltà, da crescente disuguaglianza, dalla sparizione della scala sociale e delle opportunità per i meno agiati, da tanti disagi psichici e sofferenze reali, anche materiali, da tante crisi in emergenza come quelle della globalizzazione, dell’ambiente, del mercato capitalistico attuale, dei modelli e dei paradigmi sui cui si sono basate le politiche economiche dalla caduta del muro di Berlino in avanti, ecc.

Visto che di tutto ciò a dibatterne sono pochi, non ci rimane che fare finta di appassionarci al dibattito VAX-NOVAX. 

In alternativa basta staccare la spina!

 

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