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🟥 🟥 𝐌𝐄𝐓𝐀𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 𝐄 𝐈𝐋 𝐕𝐄𝐋𝐎 𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐘𝐀

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12 Gennaio 2023 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Il #metaverso non esiste ancora ma è già vincente nello storytelling che lo celebra, forse nelle ultime settimane un po’ surclassato da quello dedicato alla #ChatGPT, un vero e proprio successo marketing e promozionale.

Lo storytelling del Metaverso, in futuro il Metaverso stesso, sembra agire come il velo di Maya del filosofo Arthur Schopenhauer. Un velo capace di eclissare la dimensione del reale nella sua tangibile concretezza, sostituita dall’illusione di poterne fare a meno. E così facendo di fare a meno dell’esperienza del principio assoluto (imcarnato) di realtà e della Verità.

Mentre l’attenzione, la narrazione e la curiosità vanno al “metaverso che non c’è”, a molti sfugge la realtà nella sua concretezza. Una realtà non ritenuta degna (poco attraente direbbe qualcuno!) di essere raccontata perché facendolo bisognerebbe compiere una (auto)riflessione critica sul modo di pensare, di comunicare e di comportarci dentro una contemporaneità fatta di crisi ma anche di molteplici esperimenti di ingegneria umana e sociale.

E di cosa è fatta questa realtà della quale bisognerebbe parlare?
Provo a elencare alcuni elementi, frutto di valutazioni soggettive e come tali passibili di essere falsificate, ma condivise da un numero crescente di persone impegnate a resistere alla narrazione conformistica, positivistica e ispirata dalle teorie felicitarie e progressite di turno:

🟥  L’analfabetismo funzionale dilaga (negli Stati Uniti solo un terzo degli studenti americani all’ottavo anno di scuola dimostra padronanza nella comprensione del testo e della matematica…ho volutamente evitato di parlare dell’Italia).
🟥  La sparizione, qualcuno parla di instupidimento di massa, del pensiero critico.
🟥  Il rinascere di superstizioni da cui nascono complottismi e teorie alternative varie
🟥  La sparizione della politica e il suo discredito diffuso nella popolazione.
🟥  Una società sempre più omologata sul pensiero conformistico di turno, da cui derivano comportamenti infantili, superficialità nel linguaggio e assenza di cultura, fatta eccezione per tutta quella che genera qualche forma di divertimento, estraniazione dalla realtà e gratificazione.
🟥  Precarizzazione delle forme di lavoro ed emersione di una gregarietà dettata dalla necessità, oltre che dalla complicità.
🟥  Una crisi cognitiva (Matteo Meschiari parla di collasso cognitivo).

Sul tema: https://lnkd.in/dEp4bETm

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