80 Identikit digitali

01 Gennaio 2015 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchlli 80 PROFILI DIGITALI - Identità, personalità e stili di vita determinati tecnologicamente, è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital

Tecnodipendenti, tecnodopati, tecnodrogati 

La dipendenza è definita in vari dizionari come un'anormalità funzionale del corpo causata da intossicazione farmaceutica, come condizione patologica intollerabile a lungo senza ricorrere all'uso di sostanze stupefacenti o alcol, o come condizione nella quale non si è in grado di giudicare razionalmente o distingure con chiarezza tra certe cose e idee. La dipendenza da un punto di vista neuropsichiatrico è un fenomeno che si manifesta come tolleranza, assenza o dipendenza da qualcosa, accompagnata da problemi sociali. Il termine, limitato in passato all'abuso di sostanze e droghe o gioco, si applica oggi anche a Internet, al videogioco, all'uso compulsivo dei dispositivi mobili, alla dipendenza da TV e schermi tecnologici, all'eccessiva frequentazione di social network e all'uso di altre tipologie di tecnologie. Le dipendenze tecnologiche hanno trovato espressione in nuovi comportamenti che caratterizzano la personalità e in tratti del carattere fortemente condizionati dall'uso della tecnologia. 

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L'uso eccessico della tecnologia ha prodotto tecnodipendenti, tecnodopati, tecnodrogati, tecnoalcolizzati e anche tecnomitridatizzati. In comune tra loro hanno tutti la necessità e il piacere matto di presenziare 24 ore al giorno i loro spazi digitali online, di messaggiarsi di continuo e di non poterne fare a meno, di potenziare le loro prestazioni, assumendo o usando nuovi prodotti tecnologici o di perdersi in realtà psichedeliche e irreali come conseguenza dell'abuso di pratiche tecnologicghe. Sono dipendenti dal mezzo tecnologico, prima lo schermo del televisore messo nella loro camera da genitori poco consapevoli del ruolo dei nuovi media, poi dagli schermi molteplici di cui oggi sono circondati, primi fra tutti quelli dello smartphone e del tablet. Vanno in ansia se non possono sintonizzarsi con i loro amici e contatti attraverso i muri delle facce di Facebook, se non riescono a tenersi aggiornati sulle novità degli amici o non riescono a comunicare e coondividere le proprie. Devono fare ricorso a soluzioni tecnologicamente avanzate per vincere una gara, per aumentare le loro prestazioni o per gonfiarsi i muscoli in una palestra GetFit o Virgin. Sono spinti a comportamenti folli e irrazionali ogni qualvolta perdono il loro dispositivo elettronico o rimagono tagliati fuori da conversazioni, 'meetup', iniziative o eventi sociali online. 

I tecnodipendenti sono generalmente giovani, nativi digitali che non hanno vissuto la preistoria tecnologica, ma sono protagonisti della rivoluzione attuale. La tecnodipendenza è però distribuita in modo omogeneo anche nelle altre generazioni e classi di età. I nativi digitali sono spesso diventati dipendenti per colpa di adulti o genitori che li hanno iniziati alle nuove tecnologie senza conoscerne gli effetti cognitivi, psicologici e comportamentali o sottovalutandoli, soprattutto in certe fasce di età dei loro figli o nipoti. Gli immigrati e tardivi digitali lo sono spesso in modo inconsapevole e per dare risposte placebo a problemi quali la solitudine, l'ansia, il malessere personale, ecc. Nel caso dei tecnodopati il ruolo dei genitori è svolto da manager e medici sportivi poco attenti all'etica e agli sportivi. Questi ultimi manifestano una leggerezza e incoscienza elevate nell'assunzione di sostanze che li possono portare al successo ma rovinare, se scoperti, la loro carriera sportiva e a conseguenze fisiche non irrilevanti nella loro vita post-sportiva. 

Tutti i tecnodipendenti devono confrontarsi con i loro comportamenti ossessivi e reiterati che non riescono a cambiare nonostante siano a conoscenza degli effetti negativi. La consapevolezza del malessere che ne deriva è spesso offuscata dall'osservazione di ciò che fanno gli altri nell'uso del media tecnologico e nella quantità di tempo ad esso tempo dedicato. Ad esempio non è raro che nativi digitali, impegnati in una azione di disintossicazione debbano confrontarsi con immigrati digitali che chiedono di non essere disturbati perchè troppo impegnati a 'giocare' con il loro dispositivo tecnologico. 

I tecnodipendenti soffrono di insonnia, di ansie improvvise legate alla lontananza dal terminale o all'assenza di aggiornamenti di stato degli amici o di nuovi messaggi, di reazioni emotive incontrollate, dipendenti da messaggi e scritti che si prestano a interpretazioni diverse generando dilemmi, conflitti, incomprensioni e problemi di comunicazione e relazione. 

I tecnodipendenti più incalliti, intossicati tecnologicamente e presenti ovunque sono oggi i possessori di smartphone. Non possono immaginare di uscire di casa senza, si sentono paralizzati quando lo dimenticano, lo perdono o viene loro rubato, lo consultano in continuazione e in modo compulsivo, non riescono a spegnerlo per creare un distacco anche cognitivo da esso, non vedono la persona anziana di fronte a loro mentre sono seduti in metropolitano ma a volte non vedono neppure pali della luce o semafori mentre camminano per strada impegnati a messaggiare o a cinguettare. 

La dipendenza si manifesta con segnali precisi ma difficilmente il tecnodipendente vuole prenderne coscienza. Questi segnali si manifestano quando non si è connessi a causa dell'assenza del segnale, dalla caduta della connessione o di malfunzionamento di un dispositivo, quando si è vittima di rimorsi per azioni compiute online come l'acquisto compulsivo di prodotti non necessari, quando non ci si accorge della realtà che passa dietro gli schermi a cui lo sguardo è incollato, quando non si riescono a ricordare numeri di telefono di amici e conoscenti perchè la memoria è stata relegata in una scheda USB o in un componente smartphone, quando si rompono rapporti o relazioni affettive con l'invio di un semplice  messaggio testuale rifuggendo incontri faccia  a faccia ma soprattutto quando ci si sente persi e si comincia 'a dare i numeri' per la mancanza di uno smartphone o telefono cellulare. Altri segnali arrivano dall'aumento dell'ansia e dell'impazienza, dall'incapacità a relazionarsi con gli altri o a rallentare il ritmo nelle attività di tutti i giorni, dalla perdita di concentrazione e di capacità di elaborazione di pensiero. 

La dipendenza non è sempre vissuta in modo negativo da tutti i tecnodipendenti. La tecnologia è diventata un elemento essenziale della vita di tutti e come tale riflette ciò che siamo diventati ("We are what we eat, but what we eat is also a reflection of who, we think, we are." - Eric Davies). Non c'è da meravigliarsi se alcuni tecnodipedenti ne vogliano fare uso, esattamente come altri hanno fatto uso in passato di LSD e oggi di cannabis. E' attraverso la tecnologia che questi tecnodipendenti pensano di dare forma alla loro creatività, di visualizzare mondi futuristici e immaginari ma soprattutto di anticipare il cyborg futuro della singolarità in arrivo.

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