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Tecnomessianici e tecnofondamentalisti

Tecnomessianici e tecnofondamentalisti

01 Gennaio 2015 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchlli 80 PROFILI DIGITALI - Identità, personalità e stili di vita determinati tecnologicamente, è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital

Tecnomessianici e tecnofondamentalisti 

Con il termine messianesimo (dalla parola ebraica mashìah, che significa “unto”) si fa solitamente riferimento all'attesa di un messia, un uomo o una serie di uomini dotati di carisma a capaci di soddisfare le finalità di chi li ha inviati. E' una visione ideologica, religiosa e politica del mondo che prospetta in un futuro prossimo venturo un rinnovamento e un cambiamento radicale della società grazie all'intervento di un'entità religiosa o all'affermarsi di nuove realtà politiche e messianiche capaci di avverare profezie e soddisfare apsettative a lungo coltivate. Il risultato finale è l'instaurazione di un mondo buono, le cui caratteristiche non sono mai completamente prevedibili. 

Solitamente applicato all’ambito religioso, il messianesimo che diventa tecnologico si fonda sulla tecnofilia e sulla certezza (fede) che la tecnologia ci salverà. Al Dio di Israele, al Cristo messianico o al mito millenaristico e rivoluzionario si sostituisce la tecnologia come entità astratta e come realtà composta da una miriade di oggetti, tutti collegati e interagenti tra loro. Non c’è bisogno di fare nulla, dobbiamo (tecnodeterminismo), solo aspettare che le nuove tecnologie e i loro prodotti risolvano tutti i nostri problemi. 

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Il messianesimo tecnologico si manifesta come una fede cieca nella Rete e nelle tecnologie, riconoscendone la loro superiorità collettiva (intelligenza collettiva e connettiva) rispetto al singolo individuo. La tecnologia che risolve ogni cosa è per i tecnomessianici una specie di manna che cade dal cielo nella forma di macchine, robot, cavi, schermi, social network e mondi digitali. I messia della nuova religione laica sono guru tecnologici e carismatici, leader politici tecnocratici, teologi in cerca di dare nuovo senso al messianesimo religioso, grandi marche come Google o Apple, scienziati alla Kurzweil che credono nell'arrivo salvifico della singolarità, tecnoutopisti e tecnoentusiasti certi di potere realizzare nuove città utopiche e tecnologiche sulla terra. 

Il primo movimento culturale a farsi interprete di un messianesimo tecnologico e scientifico è stato il positivismo con la sua visione di un inarrestabile progresso capace di liberare l'uomo, come risultato di un connubbio stretto tra scienza e tecnica. La tecnologia è per il positivismo uno strumento potente di liberazione dalle paure e dalle angosce del futuro ma anche capace di fornire risposte a domande sempre ricorrenti perchè alla base della stessa evoluzione umana. Una visione deterministica che ha generato reazioni contrastanti soprattutto in studiosi cattolici che contestano la deviazione religiosa della tecnologia e la sua carica millenaristica di stampo laico e che punta a fare tabula rasa di tutto ciò che è venuto prima. 

Il messianesimo tecnologico trasuda dalle riflessioni intellettuali di tecnofili e tecnoeuforici come Manuel Castells, dagli store della Apple con i suoi commessi sacerdoti in divisa e i suoi adepti in perenne coda in attesa del nuovo miracoloso dispositivo, ma anche da esperti di organizzazione aziendale, dalle pratiche tecnologiche di programmatori, hacker e nerd. La cosa più curiosa e insieme interessante delle riflessioni degli studiosi e delle pratiche messianiche è il frequente ricorso a terminologie e signifcati religiosi, come se la tecnologia avesse nella realtà sostituito le divinità tradizionali con una sua propria iconografia spirituale, carica di valori e messaggi messianici. Questi valori sono presenti anche in molte visioni e mitologie aziendali fondate sull'innovazione e il movimento e governate da imprenditori di successo che diventano moderni messia di produzioni espansive, relazioni sociali e organizzative diverse e di un progresso senza fine. 

Di tecnomessianesimo è intriso il blog di Beppe Grillo e il programma politico del Movimento 5 Stelle nato intorno ad un Blog e all'uso intensivo della Rete. L'attesa del rinnovamento totale di cui è propugnatore è un atteggiamento tipico dei vari messianesimi della storia basati sull'avvento di qualcosa destinato a rivoluzionare l'esistente, sostituendolo con nuovi mondi e nuove realtà 'paradisiache' nelle quali troveranno abitazione e crescente benessere gli eletti e i fedeli. Il percorso verso il paradiso prossimo venturo è segnato dalla partecipazione a una comunità digitale e da eventi, anche loro digitali, che non hanno bisogno di trovare riscontro nella realtà dei fatti perchè finalizzati a dare forma al mondo nuovo che deve arrivare. 

Il tecnomessianesimo può dare origine a forme di tecnofondamentalismo, un atteggiamento che porta ad abbracciare ciecamente e in modo acritico qualsiasi cosa la tecnologia sia in grado di offrire con la certezza che abbia in sè la risposta a ogni tipo di problema. E' un atteggiamento che non prevede alcuna forma di riflessione su come potrebbe essere diversamente o su possibili alternative ma si adegua a quanto vien proposto accettandone passivamente rischi e effetti collaterali. 

Tecnofondamentalisti sono ad esempio tutti coloro che hanno sposato la filosofia della Rete di Google e fanno affidamento per le loro ricerche ad un motore di ricerca che in realtà non è più in grado di fornire le risposte di cui i naviganti della rete hanno bisogno. Convinti della bontà della strategia di Google comunicata come focalizzata sul cliente e i suoi bisogni, non si interrogano neppure sul ruolo di Google nella pratica della censura in paesi come la Cina, sul consumo di energia dei suoi data center, delle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti, degli algoritmi di pagerank o dell'uso che viene fatto dei profili individuali violando la privacy delle persone. 

Mentre molti tecnofobi e tecnoapocalittici rivolgono il loro sguardo al passato e al buon tempo andato, i tecnofondamentalisti hanno lo sguardo rivolto al futuro e alla sua progettazione. Sono portatori di uno strabismo capace di mutare cognitivamente, socialmente e culturalmente la vita delle persone dando forma a nuovi valori che possono orientare l'agire collettivo. Nella pratica tecnofondamentalista a prevalere sono la tecnologia impiegata e la strategia a essa associata che prevale in modo insesorabile su principi, convinzioni personali, normative istituzionali e sociali, e senso comune.

 

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