Preferiamo non vedere

01 Aprile 2020 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchelli La civiltà del vento al tempo del coronavirus è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital.

Preferiamo non vedere 

Un fantasma si aggira per il mondo, la crisi, anzi la fame. Molti continuano a non vederla raccontandosi storie felicitarie, auto-assolutorie. 

Come è possibile non riflettere criticamente sulle notizie di questi giorni? Colpiscono quelle provenienti dagli Stati Uniti che raccontano la tempesta perfetta, da tempo in formazione, causata dal contagio e da scelte politiche inadeguate a fronteggiarlo. 

Milioni di nuovi disoccupati negli USA (ne sono previsti 40 prima della fine del contagio) stanno ricorrendo alle associazioni caritatevoli che distribuiscono cibo (domanda +800%). Persone che non lo avevano mai fatto si aggiungono a 40 milioni di americani che già lo fanno. Effetto della crisi corrente, di quella mai finita del 2008. 

Una realtà che non si vuole capire, né si ha il coraggio di vedere. 

Una realtà riempitasi di eserciti di lavoratori stagionali pagati a ore, di poveri, affamati, e disperati, di perdenti, senza casa e senza futuro. Una realtà che racconta la trasparenza del male, effetto della recessione che dura dalla crisi finanziaria mai risolta del 2008, di politiche sociali inesistenti, di tanto egoismo, elitario, di classe e individuale. 

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La fotografia apocalittica è ben visibile, così come lo è stata quella, diventata virale, che ha raccontato una sepoltura di massa nel cortile di una residenza condominiale abbandonata di New York. Impressiona che non la si possa vedere, capire, raccontare. In questi giorni molti hanno capito che bisogna cambiare strada, verso una strada di verità. 

Occuparsi di povertà è testimoniare questa verità.

 

 

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