Ho sposato Linkedin

01 Aprile 2020 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchelli La civiltà del vento al tempo del coronavirus è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital.

Ho sposato Linkedin 

Chi frequenta Linkedin, la piattaforma di networking professionale, ha sposato la filosofia della Rete, le sue metafore e i suoi concetti, piattaforme e dispositivi, applicazioni, funzionalità e logiche algoritmiche. 

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Tutti d’accordo ma…

Come per ogni sposalizio la crisi è sempre dietro l’angolo, non necessariamente dopo sette anni. La crisi può interessare singoli individui o moltitudini, può generare un effetto massificato e virale, ma più probabilmente emergere come scelta individuale, libera (volere di volere) e liberatoria. La crisi potrebbe dipendere dal non essere riusciti a trovare risposte a una domanda banale “What is in it for me” e a confermare le “Compelling reasons…” per continuare ad abitare la piattaforma. 

Il divorzio non è necessario, anzi potrebbe essere controproducente. Lo sarebbe anche se si cercasse di prolungare nel tempo una relazione senza scopo, perché priva di conquiste concrete. 

La separazione potrebbe servire per riflettere sulla tecnologia e sui temi quasi mai oggetto di riflessione su Linkedin: libertà di scelta e trasparenza, sorveglianza (privacy Bye Bye) e controllo attraverso l’uso e l’abuso dei dati, condizionamento dei comportamenti e manipolazione dei sentimenti, conformismo e autodeterminazione, democrazia, disuguaglianze, precarietà, annebbiamento psichico e cinismo. 

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