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Cronache marziane di Roy Bradbury

Cronache marziane di Roy Bradbury

19 Novembre 2019 Redazione SoloTablet
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BIBLIOTECA TECNOLOGICA - Un libro che rimane nell'animo del lettore. U libro capace di emozionare e far riflettere. Un libro ricco di perle, un classico della letteratura di fantascienza, un esercizio di stile da parte di un maestro, una infinità di messaggi che riempiono di significati i molteplici racconti di una colonizzazione di Marte che l'uomo sta sognando ancora oggi.

Il libro Cronache Marziane Roy Bradbury è pubblicato in Italia da Mondadori


"Cronache marziane" (1950) è il resoconto della conquista e della colonizzazione di Marte tra il 1999 e il 2026: anno in cui lo scoppio di una guerra atomica richiama i terrestri sul proprio pianeta. Marte, pianeta antichissimo, resta nuovamente abbandonato. Sui suoi immensi mari di sabbia privi di vita passano i grandi velieri degli ultimi marziani, creature simili a fantasmi, ombre e larve di una civiltà che i terrestri, esseri ingombranti venuti da un mondo sordo e materialista, non hanno saputo vedere né comprendere.

Dalle prime fallimentari esplorazioni umane all'invasione e infine al declino: "Cronache marziane" (1950) è il resoconto della conquista e della colonizzazione di Marte da parte dei terrestri. Tutto avviene in meno di trent'anni, tra il 2030 e il 2057, quando lo scoppio di una guerra atomica costringe i terrestri a rientrare e Marte, pianeta antichissimo, resta nuovamente abbandonato. Sui suoi immensi mari di sabbia privi di vita passano i grandi velieri degli ultimi marziani, creature simili a fantasmi, ombre e larve di una civiltà che gli ingombranti terrestri venuti da un mondo sordo e materialista non hanno saputo vedere né comprendere. Capolavoro della fantascienza, "Cronache marziane" è in realtà molto di più: in queste pagine ricche di inventiva e di poeticissime immagini, Bradbury travolge i limiti della letteratura di genere, ritrovando l'universalità simbolica della fiaba e dell'epos: «Cronache marziane» scrive infatti nell'Introduzione «sono Tutankhamon che esce dalla tomba quando avevo tre anni, le saghe norrene quando avevo sei anni, e gli dèi greco-romani che mi affascinavano tantissimo quando avevo dieci anni: insomma mito puro». Ma non solo: Bradbury sente l'urgente bisogno di parlare del mondo che lo circonda: il "suo" Marte è il ricettacolo dei fantasmi dell'epoca, un pianeta dell'immaginario americano degli anni Quaranta che racchiude sogni, desideri, speranze di un Paese partito alla conquista dello spazio che assiste allo sgretolarsi delle proprie ambizioni e illusioni. Postfazione di Tristan Garcia.

 

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