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Scuola e tecnologia [14]. Incoraggiare la partecipazione attraverso il dialogo attivo-educativo

Scuola e tecnologia [14]. Incoraggiare la partecipazione attraverso il dialogo attivo-educativo

21 Ottobre 2014 Redazione
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Sul tema scuola e tecnologia Solotablet ha incontrato Ippolita Gallo che vede la scuola di base come continuamente coinvolta in un processo di evoluzione, in cui il suo progetto pedagogico-sociale si innerva nei modelli organizzativi e nelle risorse che sono consentite, quest’ultime attualmente messe a dura prova. Nell’attuale scenario socio-culturale, uno dei nodi cruciali sia costituito dal rapporto tra mezzi di comunicazione e processi formativi e dalla conseguente ridefinizione del ruolo che gli educatori (gli insegnanti in primis) sono chiamati a sostenere.

Se sei un/a insegnante e vuoi contribuire alla iniziativa di SoloTablet puoi contattarci a questo indirizzo. Ti verranno inviate le domande utili a comporre l'intervista.

Per l'anno scolastico 2014 proponiamo a tutti gli inseganti  l'ebook 'Tablet a scuola: come cambia la didattica' scritto da Carlo Mazzucchelli. Seguiteci anche attraverso la nostra rivista digitale Flipboard dedicata alla scuola.


 

Cosa pensa delle nuove tecnologie e che tipo di relazione intrattiene con esse nella sua vita individuale e professionale?

Da alcuni anni utilizzo strumenti informatici e multimediali nella didattica e mi sembra palese il vantaggio iniziale offerto dalle nuove tecnologie, rendendo me stessa “in un sol colpo” l’insegnante più simpatica e le mie materie (L2 e informatica) che insegno più accette dagli alunni.

Ovviamente, felice di tale situazione, non ho perso di vista un concetto fondamentale e altrettanto ovvio: qualsiasi attività scolastica deve essere funzionale alla crescita formativa degli alunni, la multimedialità non fa certo eccezione.

Ritengo che, da un punto di vista educativo, l’utilizzazione di strumenti multimediali può contribuire a migliorare i rapporti interpersonali, per l’implicita necessità di collaborare con gli altri; nel campo cognitivo può favorire la coordinazione oculo-motoria, l’ampliamento delle conoscenze, il miglioramento delle capacità di osservazione, memorizzazione, confronto, la comprensione e l’uso della lingua scritta, le capacità logiche, espressive e creative.

Affinché tali preziosi contributi si realizzino è necessario che la scuola si avvalga di insegnanti-risorse sempre più preparati, che operino stilando una programmazione attenta e flessibile a quelle che sono le potenzialità di ciascun alunno.

Quest’ultimi sempre più inglobati nella nostra “civiltà multimediale”.

In questi ultimi anni, secondo alcuni studiosi di scienze sociali, si assiste ad un cambiamento radicale della percezione di noi stessi e del nostro rapporto con il mondo scaturito dalla concezione di “Multimedialità”, quindi la scuola deve promuovere precisi e chiari  progetti di sviluppo di Didattica 2.0 (3.0)

 

 

E’ favorevole all’introduzione di tablet e applicazioni mobili in aula?

Si assolutamente, perché l’introduzione di tablet, computer ed altri applicazioni mobili e non in aula, attraverso la progettualità condivisa e partecipata degli attori coinvolti, insegnanti ed alunni:

  • dà modo di concretizzare concetti astratti o troppo lontani dal vissuto del singolo tramite la loro immediata rappresentazione digitale;
  • consente di stimolare l’attenzione attraverso diversi canali: audio, video, testo;
  • utilizza il linguaggio multimediale che risulta sicuramente molto attraente per ogni alunno;
  • incoraggia la partecipazione attraverso il dialogo attivo-educativo;
  • fa partecipare attivamente ad ogni fase del processo di costruzione della conoscenza rendendo l’apprendimento più efficace;
  • rende facile ed immediato l’intervento di tutti i partecipanti;
  • agevola l’insegnante nel compito di scegliere la forma ed il percorso più adeguato per il raggiungimento dell’obiettivo didattico;
  • può “annullare” la distanza tra l’alunno con BES e con DSA ed i compagni: la semplificazione diventa immediata;
  • attraverso la socializzazione si attiva il potenziamento del coinvolgimento gruppo classe nel processo di integrazione dell’alunno con BES e con DSA;
  • i progressi sono immediatamente visibili a tutti;
  • dà modo di tornare più volte su uno stesso argomento, dilatando i tempi dell’acquisizione del processo metacognitivo.

Secondo alcuni la scuola italiana è ricca di risorse, professionalità e competenze ma è mal organizzata e soprattutto incapace di sfruttare le nuove tecnologie. Lei cosa ne pensa? Quali potrebbero essere, secondo lei, le strategie e i programmi da implementare?

La scuola italiana è ricca di grandi professionalità, che non sempre a pieno vengono valorizzate. I media, in particolare, vengono a costituirsi come polo “elettivo” ed hanno una centralità nella tendenza all’individualizzazione della scelte.

La scuola deve fornire competenze.

La competenza in un sistema sociale e tecnologico complesso consiste nella formazione di una serie di mappe cognitive che consentano al giovane di costruire una gamma diversificata di attitudini: l’educare è finalizzato al comprendere, al fare, al progettare, all’affettività.

Competenze, conoscenze, abilità, ovvero le mappe cognitive, si trasformano per i ragazzi considerati nella loro interezza di corpo, mente, emozioni, in capacità.

I nuovi progetti pedagogici con il supporto dei New Media debbono fornire una costruzione della competenza fondata sul metodo piuttosto che sulla quantità dei contenuti.

La nuova centralità che la scuola sta assumendo si propone di preparare gli individui a vivere in una società basata sull’informazione, in cui si richiede una maggiore competenza dell’individuo, che diventa attore attivo e soggetto dotato di strumenti conoscitivi e di capacità di organizzazione razionale del pensiero. Questi cambiamenti hanno aumentato l’importanza della scuola, moltiplicando le occasioni di formazione, dovuta ad una maggiore esigenza di possedere le competenze che permettano di utilizzarle appieno e non in maniera subordinata.

L’insieme delle conoscenze necessarie, anche nella stessa vita quotidiana è aumentato: l’utilizzazione degli strumenti tecnologici, i rapporti con la complessità dell’organizzazione amministrativa e sociale, l’uso dei mezzi di comunicazione di massa, richiedono capacità intellettuali che occorre formare in un ambito specializzato.

Per tutte queste ragioni il rapporto tra scuola e società deve essere assolutamente riconsiderato, non certamente ricorrendo al primo Bruner (Bruner, Harvard University Press, 1996) secondo cui l’istituzione scuola era come una sorta di fucina in cui strutture cognitive e strutture disciplinari interagivano indipendentemente da ciò che avveniva al di fuori. Solo se il sistema scuola riuscirà a ritrovare una sua identità ed un suo primato tra le istituzioni che costituiscono un assetto sociale, si può riannodare possibili e significativi legami che intercorrono tra scuola e società.

 

 

Ha già sperimentato il tablet in classe? Ci potrebbe raccontare qual’è stata la sua esperienza personale e didattica?

Si ho già sperimentato l’uso del tablet, l’iPad e notebook, applicando il BYOD/BYOT con le classi quinte anno scolastico 2014/2015 nel curriculare e nell’extracurriculare. È risultata un’esperienza innovativa e significativa per me e per gli alunni coinvolti.

Ho sentito fortemente il bisogno, oltre che la necessità di offrire opportunità educativo-didattiche da “giocare” anche su una varietà di risposte tecniche e strumentali.

Le tecnologie multimediali hanno consentito agli alunni di sperimentare l’interattività, la possibilità di interagire con ambienti dinamici, fatti di animazioni e video pieni di colori nei quali ogni bambino si è trasformato da spettatore passivo in partecipante attivo. Ho voluto offrire ai miei alunni valide motivazioni all’apprendimento, in modo da coinvolgerli nello svolgimento delle attività proposte e seguirli nei processi di progettazione e di ricerca.

In questo modo si è prospettata una nuova scuola viva e partecipata in cui bambini e bambine sono stati attori attivi ed impegnati in forme di rappresentanza democratica e di assunzione di responsabilità nelle decisioni (Cooperative Learning). In tale visione la classe si è strutturata in laboratorio per promuovere la consapevolezza di un progetto comune di cittadinanza responsabile agita in ambito scolastico e non solo.


Se ha sperimentato il tablet in classe ci può raccontare alcuni dei progetti realizzati?

A questi link si può visionare il progetto:

IL LABORATORIO DELLE IDEE E DELLE DISCIPLINE: un approccio costruttivista al sapere per “FARE SCUOLA”

http://ippolitagallo.wordpress.com/2014/04/26/un-approccio-costruttivista-al-sapere-il-laboratorio-delle-idee-e-delle-discipline/

http://prezi.com/yfapbdkvbtqo/il-laboratorio-delle-idee-e-delle-discipline-lidea-progettuale-/

http://prezi.com/puf4mr4hqt7g/il-laboratorio-delle-idee-e-delle-discipline-classi-quinte-a-b-plesso-via-roma-primo-circolo-didattico-di-castrovillari-cs-anno-scolastico-20142014/

Al più presto tutto il progetto verrà pubblicato, in quanto consta di varie parti (documenti progettuali):

IL PROGETTO

  • Fasi incontro attività: MACROSTRUTTURA e MICROSTRUTTURA del percorso educativo-didattico
  • Scheda Metodologico-Didattica del percorso educativo-didattico
  • Modulo_lavoro_brainstorming  (word)
  • ALLEGATI: schede/griglie di valutazione varie che riguardano il monitoraggio/verifica del progetto e di alcune attività operative proposte
  • Prodotti digitali: due eBook Multimediali “Un viaggio nella Mitologia Greca” e “Il Mito di Orfeo e Euridice” (50 pagine ciascuno dinamiche, interattive e multimediali)

Il lavoro digitale è stato impegnativo e corposo con un impiego di ore maggiore di quelle previste, dovuto all’implementazione dei contenuti nelle due risorse digitali  come promotrice e coordinatrice di tutto il progetto.

 

Come giudica le reazioni degli studenti?

I ragazzi sono stati parte attiva di tutto il progetto, si sono dimostrati interessati ed impegnati in modo costruttivo e significativo. L’utilizzo di strumenti multimediali ha stimolato la motivazione e l’attenzione di tutti, generando processi emotivi coinvolgenti in fase di apprendimento.

Il progetto ha promosso la motivazione, favorito dall’aspetto accattivante ma mirante all’obiettivo formativo prefissato (attività operative con il proprio strumento tecnologico) in grado di mantenere un livello alto di attenzione. Proprio perché vicino agli stili cognitivi degli alunni, sempre più multimediali, così sviluppando la creatività, assicurando la presenza attiva e collaborativa, facilitando il processo di comunicazione e di apprendimento.

Ho potuto osservare che nel corso delle attività proposte gli alunni si “sono lasciati coinvolgere facilmente” nel lavoro, sostenendosi a vicenda nei passaggi difficoltosi e superando le incertezze attraverso la collaborazione e la condivisione; vivendo le attività come connesse a sé e, pertanto, le hanno interiorizzate. Tutti hanno lavorato davvero tanto senza meccanicismi, ponendosi domande e cercando risposte, spinti dalla curiosità e incoraggiati dall’entusiasmo di vivere un’esperienza esclusivamente innovativa.

 

 

La tecnologia sta cambiando la scuola così come la vita delle persone. Effetti e risultati non sono facilmente prevedibili, soprattutto dal punto di vista cognitivo e dell’apprendimento di nuove conoscenze. Secondo lei quale futuro ci aspetta?

La scuola di base è continuamente coinvolta in un processo di evoluzione, in cui il suo progetto pedagogico-sociale si innerva nei modelli organizzativi e nelle risorse che sono consentite, quest’ultime attualmente messe a dura prova. Nell’attuale scenario socio-culturale, uno dei nodi cruciali sia costituito dal rapporto tra mezzi di comunicazione e processi formativi e dalla conseguente ridefinizione del  ruolo che gli educatori (gli insegnanti in primis) sono chiamati a sostenere.

La scuola deve, soprattutto,  poter fornire ai ragazzi competenze tali che permettano una connessione tra le tante esperienze che attraversano nei percorsi di vita attribuendo a queste esperienze continuità e coerenza. Le pratiche pedagogiche, per raggiungere tali obiettivi, vengono orientate a sviluppare un nuovo esercizio della relazione educativa, dove il soggetto nelle sue componenti biologiche, psicologiche, sociali e nelle sue capacità di adattamento e di trasformazione è al centro di ogni strategia educativa o progetto di costruzione sociale. Le nuove strategie e pratiche educative messe in atto dai processi di cambiamento si basano sul riconoscimento della soggettivazione dell’esperienza e sull’accoglimento dei differenti processi di costruzione e di attribuzione di senso posti in essere dagli attori sociali.

In tale ottica è determinante, se non fondamentale, insegnare la soluzione dei problemi, più che la soluzione di un problema o di una serie di problemi: imparare ad imparare. Proporre il passaggio da una dimensione puramente acquisitiva della formazione ad una formazione che apprezzi la dimensione espressiva, creativa ed anche emotiva.

Un lavoro educativo ben riuscito dovrebbe condurre all’acquisizione di competenze tali da permettere costruzioni di identità differenziate, distinte e collocate secondo criteri etici di coerenza ed autenticità.

È indispensabile che l’insegnante prenda coscienza degli elementi importanti che contribuiscono a riconfigurare la situazione di apprendimento/insegnamento, determinati sai dalle trasformazioni delle strumentazioni didattiche (le nuove tecnologie), sia più in generale dalle trasformazioni della società nella quale egli vive e lavora, perché è soltanto a partire da questa consapevolezza riflessiva che il cambiamento può attuarsi.

Questa scuola è la scuola dell’impegno e della condivisione di uno sforzo sensato e significativo: esplorare, ricercare, sperimentare, provare, significa impegnarsi, faticare; anche  programmare “per e con” i ragazzi è un esercizio impegnativo e mai banale, che integra le relazioni e produce cultura.

In questo nuovo modo di “FARE SCUOLA” è necessario, se non addirittura indispensabile pianificare un PROGETTO SCUOLA che tenga pienamente conto della COMPETENZA DIGITALE e l’utilizzo strategico dei NEW MEDIA. A  tal proposito è importante ricordare ciò che dichiara la RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente.

 



Profilo professionale e didattico di Ippolita Gallo

 

Docente Scuola Primaria in qualità di specialista Lingua Inglese presso il Primo Circolo Didattico di Castrovillari (CS) Calabria

Blog http://ippolitagallo.wordpress.com/

Sito web http://www.ippolita.it/

v Laureata in Sociologia Comunicazione e Media

v Master I Livello Progettista EPICT per la Scuola

v  Altre informazioni e formazioni della docente visionabili nel proprio Curriculum Vitae et Studiorum a questo link.

 

“E’ in gioco con la multimedialità

una diversa conoscenza del sapere

e quindi dell’apprendimento:

reticolarità, connessionismo, fluidità

non sono le nuove parole d’ordine della didattica,

ma gli elementi concettuali aggreganti

della vita intellettuale e materiale della tarda modernità”.

(R. Maragliano)

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