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Il cloud come leva per la trasformazione digitale

Il cloud come leva per la trasformazione digitale

13 Novembre 2018 Gian Carlo Lanzetti
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Gian Carlo Lanzetti
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Soltanto il 7% delle aziende italiane fa Digital Transformation e soltanto nel 53% delle aziende nazionali sono presenti delle skill digitali. Per contro però il cloud rappresenta una opportunità straordinaria di velocizzazione e ottimizzazione dei risultati aziendali.

Sono indicazioni di scenario che arrivano dal 17° Forum IT di Grandangolo che ha riunito le seguenti otto aziende: A10 Networks, Arcserve, Arrow ECS, Qualys, SonicWall, Talentia Software Italia e Vertiv. 

Per sfruttare al meglio le tecnologie emergenti e la loro rapida implementazione nella gestione quotidiana, l’azienda deve sapersi però reinventare, trasformando radicalmente tutti i modelli e processi. La trasformazione digitale richiede di spostare l’attenzione verso l’edge dell’azienda e i data center più agili che possano supportare le nuove infrastrutture IT. Significa anche abbandonare la tecnologia legacy, la cui manutenzione può rivelarsi costosa, e cambiare la cultura aziendale al fine di supportare l’accelerazione derivante dalla trasformazione digitale. 

Ogni azienda partecipante al Forum ha la sua strategia e le sue peculiarità produttive e organizzative ma tutte, è il messaggio comune, operano n un settore ricco di prospettive anche se per questa stessa ragione estremamente competitivo.

Spazio agli ADC di nuova generazione

Per A10 Networks, azienda specializzata in Application Visibility Performance and Security, le aziende stanno cercando di divenire sempre più rapide e flessibili nel rispondere agli inevitabili cambiamenti dettati dall’IT e dall’uso dei software. Per questa ragione, roll-out veloci, controllo ed ottimizzazione delle applicazioni generano ricavi, vantaggio competitivo e soddisfazione del cliente. Inoltre, le applicazioni devono essere sicure e consegnate in modo rapido indipendentemente da dove il cliente si trovi.

I suoi ADC (Application Delivery Controller), come l’Harmony Controller, consentono agli amministratori di gestire, controllare ed automatizzare in modo intelligente l’implementazione dei servizi di distribuzione delle applicazioni. Le aziende, in questo modo, possono massimizzare la loro agilità, ricevere informazioni utili e garantire la disponibilità e la sicurezza delle applicazioni, semplificando al contempo le operazioni e riducendo quindi i TCO.

“Gli ADC di prima generazione mancavano di visibilità e supporto per la gestione centralizzata, che collegava infrastrutture on-premise e cloud con le diverse API e i relativi toolset- ha affermato Gunter Reiss, VP Worldwide Marketing and Business Development di A10 Networks. I processi attuali sono manuali, inefficienti, facilmente soggetti a errori e comportano l'impossibilità di modificare in modo proattivo e automatico l'infrastruttura in base a profili di traffico dinamici. A10 sta affrontando queste sfide per migliorare l'agilità delle aziende.”

La società conta in Italia una cinquantina di clienti, interessati soprattutto alla gestione dei file criptati all’interno dei quali si annidano il 70% delle minacce a suo dire. A10 Networks ha altresì fornito un altro dato interessante: in Italia si troverebbe il 6% della capacità di calcolo installata nel mondo (47% negli Stati Uniti), una quota decisamente buona e tale da giustificare gli investimenti nel nostro paese. 

Verso soluzioni integrate e iperconvergenti

Per Aerserve, azienda specializzata in soluzioni di protezione dati e software di recovery,

il 64% dei decision-makers IT a livello internazionale concorda sulle difficoltà emerse negli ultimi anni di proteggere i dati business-critical, nonostante gli sforzi profusi per adottare soluzioni efficienti e vantaggiose economicamente. Quasi la metà dei responsabili IT, infatti, ha solitamente meno di un’ora di tempo per recuperare i dati critici, prima che la loro perdita inizi ad incidere sul fatturato. E’evidente che le aziende non riescono a proteggere efficacemente le infrastrutture IT con gli strumenti odierni, che non semplificano la gestione del problema e provocano l’aumento dei TCO. 

“Grazie a soluzioni come la nostra Arcserve Business Continuity Cloud, eliminiamo la necessità di ricorrere a molteplici strumenti di protezione dati – ha sostenuto Fulvio Generoso, Business Development Manager Italia di Arcserve - facendo confluire il tutto in un’unica soluzione integrata e progettata specificatamente per il cloud backup, il disaster recovery, l’elevata accessibilità e l’archiviazione della posta elettronica. Si tratta dell’unica soluzione sul mercato in grado di affrontare queste sfide, soprattutto nell’era della trasformazione digitale dove la protezione dei dati assume un’importanza fondamentale, e raggruppa tutti i processi di protezione dei dati in un’unica console di gestione, distinguendosi dalle altre soluzioni per completezza ed intuitività. Rispetto ad altri produttori di soluzioni per la protezione dei dati che hanno semplicemente preso dei prodotti e li hanno migrati al cloud   Arcserve consente economie di scala in modo univoco con una soluzione progettata specificamente per la protezione dei dati in cloud. Il nostro impegno, da sempre, è orientato a rispettare i vincoli delle organizzazioni nostre clienti, impegnate nella sfida di ridurre i costi di acquisizione degli strumenti di backup multipli, assicurando loro la massima salvaguardia dei dati business-critical. Alle aziende servono infrastrutture dinamiche, ossia iperconvergenti, cloud e DaaS-Disaster as a Service.” 

Arcservice, che opera in Italia attraverso due distributori e una rete di partner (modello totalmente indiretto), ha anche fatto sapere di non essere più agnostica verso le partnership, anticipando per l’anno prossimo un importante accordo di collaborazione con una azienda di hardware. 

Offerte innovative ed estese

Per essere competitivi bisogna avere una proposta innovativa ed estesa, soprattutto da parte di un distributore, anche per evitare di essere bypassato dal cloud. Arrow, il distributore che vanta in portfolio brand di rilievo in ambito sicurezza, ha così deciso di ampliare il raggio di azione della divisione dedicata alle soluzioni di infrastruttura e inserisce Microsoft Azure, arricchendo la gamma di prodotti e servizi erogabili dalla propria piattaforma cloud ArrowSphere.

“Oggi le infrastrutture sono il punto centrale delle strategie di Digital Transformation e le organizzazioni hanno bisogno di modernizzare le proprie infrastrutture per poter cogliere le opportunità offerte dall’hybrid cloud – ha puntualizzato Stefano Rossini, Direttore Divisione Network & Infrastructure di Arrow ECS Italia. Tutti i vendor da noi distribuiti assicurano soluzioni innovative tecnologicamente avanzate, volte a migliorare l’efficienza e la qualità del lavoro delle aziende. Un reseller o un system integrator che vuole restare competitivo sul mercato ICT, non può prescindere dal siglare una partnership con Arrow ECS. L’ampia gamma dell’offerta ArrowShphere assicura una piattaforma multicloud e la massima redditività per i rivenditori e permette di creare un’offerta completa, combinando servizi cloud e prodotti tecnologicamente innovativi, per offrire al cliente ogni volta la soluzione perfetta. Inoltre, sarà possibile accedere istantaneamente agli strumenti, alle risorse di formazione, di marketing e gestione operativa necessari per avviare rapidamente gli abbonamenti per una proposta cloud . Siamo certi di poter massimizzare il nostro valore anche nel cloud, insieme al canale, supportando tutti quei partner che hanno capito come sfruttare l’ecosistema del cloud. Oggi, partner e rivenditori non sono più dei semplici “boxmover”, ma si dimostrano sempre più capaci di aiutare i propri clienti a scegliere la migliore soluzione cloud, agendo come veri e propri consulenti.”

Arrow prosegue così nella mission di diventare interlocutore a valore anche per quelle aziende che vogliono sfruttare l’agilità e la velocità assicurati dalle nuove modalità di fruizione dell’IT flessibile ed efficace, per vincere le nuove sfide dettate dalla trasformazione digitale. Con ArrowSphere, il distributore estende il valore nel cloud, assicurando a reseller e system integrator soluzioni e servizi ritenuti al top della gamma. 

Investire nel digitale oltre che fornitori di tecnologie 

Non basta proporre al mercato soluzioni innovative di trasformazione digitale. E’necessario anche investire in tecnologia dentro la propria organizzazione, come sta facendo Centro Computer, società di consulenza specializzata in soluzioni cloud, digital signage, networking e unified communication,

Questo player ha scelto di rinnovare Erp, Crm e sito  oltre che formare il personale al nuovo corso, senza lesinare risorse ha detto Roberto Vicenzi, Vicepresidente di Centro Computer 

Anche per questa ragion Centro Computer registra un’interessante crescita di mercato con la previsione di un fatturato annuo superiore a 38 milioni euro per il 2018, che corrisponde ad un livello di crescita del 10% rispetto all’anno precedente. Sono già 2.000 le aziende che si sono affidate alle sue soluzioni, per aggiornare i sistemi esistenti o utilizzare soluzioni tecnologiche adatte a soddisfare le crescenti esigenze di efficienza, produttività e ottimizzazione dei costi. Tra questi, emergono nomi di primarie realtà italiane, come Sorgenia, Granarolo, Coop, Geox ed il gruppo bancario BPER.  

Poiché il tema del cloud oggi è dominante e Centro Computer propone tre nuovi servizi quali Mobility Management, Digital Signage Management e Print Fleet Management, che consentono il controllo del TCO aziendale attraverso un sistema di pagamento basato su canoni annuali o mensili. Il tutto è perfettamente in linea con i nuovi modelli richiesti dallo smart working, assicurando al system integrator anche la fidelizzazione del cliente. In particolare, i servizi di Mobility Management permettono di ottimizzare i tempi e le modalità di lavoro delle risorse con l’uso di smartphone e tablet e delle applicazioni a loro connessi. Queste tre soluzioni hanno permesso a Centro Computer di registrare notevoli incrementi in termini di fatturato annuo rispetto al 2017, con percentuali di crescita che corrispondono al +78% per i servizi di Mobility Management, al +32% per il Digital Signage Management ed al +25% per il Print Fleet Management. 

“I risultati ottenuti nel 2018 confermano il nostro impegno costante e la professionalità con cui da 35 anni supportiamo e implementiamo con successo i progetti dei nostri clienti – ha osservato ancora Vicenzi –. Continueremo ad investire per ottenere risultati ancora più soddisfacenti, sia in termini di ampliamento dell’offerta, sia in termini di fatturato, arricchendo anche le nostre competenze nelle aree di business legate al mondo IOT e AI. Nel prossimo quinquennio vediamo opportunità di sviluppo decisamente superiori a quelle degli ultimi cinque anni.” 

Più partnership e acquisizioni

Un altro tema sollevato e discusso durante il Forum è stato quello delle partnership, a cui sono interessate un po' tutte le aziende. E’il caso di Qualys che sta definendo accordi finalizzati a permettere ai clienti di ottimizzare gli investimenti. Il vendor, che ha provveduto ad acquisire anche alcune aziende ‘talentuose’ soprattutto in India, è un fornitore di soluzioni di sicurezza e compliance basate sul cloud. Assicura un set completo di soluzioni di sicurezza e conformità per il controllo di endpoint e degli host per i cloud, tra cui la gestione delle vulnerabilità, la conformità alle policy, il monitoraggio dell'integrità dei file e la scansione delle applicazioni web.

La sicurezza degli endpoint nelle aziende è sempre più critica. L’informatica è onnipresente e si è verificata una moltiplicazione inarrestabile degli strumenti utilizzati dagli utenti, dispositivi utilizzati sia ai fini personali che professionali. In particolare, il rischio sicurezza degli endpoint presenta una duplice minaccia: da un punto di vista tecnico, dove la varietà e il volume degli endpoint fanno sì che i perimetri aziendali si dissolvano, e da un punto di vista culturale, poiché i collaboratori non amano seguire linee comportamentali adeguate. Inoltre, le aziende stanno adottando nuovi modelli legati alla trasformazione digitale, rendendo ancora più difficile il controllo di tutti i servizi di cui oggi possono servirsi e non ultima, la crescita del cloud ha aggiunto un’ulteriore criticità quando si utilizzano piattaforme di molteplici provider, ognuno con le proprie policy di sicurezza. 

“I passaggi ritenuti importanti per prevenire le minacce dagli endpoint in azienda sono molteplici – ha sottolineato Emilio Turani, Managing Director per Italia, Spagna, Portogallo e Central Eastern Europe di Qualys.  Come prima cosa occorre fare l’elenco accurato di ciò che esiste all'interno dell'organizzazione, dai device come i PC, agli altri dispositivi come stampanti o sensori IoT. Di certo, ogni soluzione tecnologica adottata deve essere abbinata allo sviluppo di una formazione interna in tema di sicurezza, che informi con puntualità i collaboratori sulle tecniche sempre più sofisticate usate dagli hacker e sui comportamenti che occorre rispettare in risposta ai singoli incidenti riscontrati. Oggi gli hacker continuano a puntare gli endpoint proprio perché sono ottimi veicoli dei cyberattack per una combinazione di fattori. L'endpoint è il punto in cui ogni falla di sicurezza risulta più facile da sfruttare, sia attraverso i nuovi canali social, sia con virus nascosti all'interno di documenti o altre vulnerabilità collegate ai browser.” 

Sicurezza nel mirino dei fornitori

Altra azienda attiva nel settore della sicurezza è SonicWall (ex Dell): protegge oltre un milione di reti in tutto il mondo. Essa sottolinea che nella prima metà del 2018 l’Italia è stato il Paese più colpito dal ransomware a livello europeo e, nonostante la spinta generata dal  GDPR, i pericoli non sono ancora diminuiti. In particolare, gli attacchi malware rilevati dagli utenti sono aumentati del 102% solo nel primo semestre del 2018, con una media giornaliera di 79 attacchi malware subiti. Inoltre, gli attacchi crittografati crescono a livelli record e, sempre nei primi sei mesi dell’anno, sono aumentati del 275% rispetto allo stesso periodo del 2017, segnalando chiaramente che la trasformazione digitale, se non gestita, può creare ulteriori rischi. 

La difesa perimetrale tradizionale non è pertanto  più adeguata alle attuali infrastrutture IT ed è richiesta una combinazione di tecnologie multiple per rispondere all’allarme sulle minacce crittografate.

“Gli attacchi crittografati sono oggi una grande sfida” - ha sottolineato Fabrizio Cirillo, Senior Channel Sales Manager di SonicWall Italia. Ancora troppo poche sono le imprese consapevoli del fatto che i cybercriminali utilizzano la crittografia per aggirare i tradizionali controlli di sicurezza di rete, mentre altre non attivano le tecniche di mitigazione del rischio come l’ispezione Deep Packet del traffico SSL e TLS (DPI-SSL). Secondo le nostre stime, gli attacchi crittografati aumenteranno fino a diventare il metodo standard per la distribuzione del malware. E questo avverrà in tempi rapidi, anche grazie alle accelerazioni previste dalla trasformazione digitale.” 

Per rispondere alle criticità SonicWall indica come indispensabile l’aggiornamento del firewall, suggerendo uno strumento in grado di ispezionare il traffico criptato, decifrandolo e re-cifrandolo per consegnarlo alla sua destinazione dopo aver eliminato i contenuti pericolosi. La difesa deve anche tenere conto dei possibili punti vulnerabili, come l’email, le applicazioni web (a volte legacy e che nessuno aggiorna da tempo) ed infine gli stessi endpoint che evidenziano vulnerabilità sconosciute, almeno fino a quel momento, e spesso con più vettori di attacco combinati. 

Nei programmi di questa azienda rientra la migrazione della sua offerta anche verso le organizzazioni di maggiore dimensione rispetto a quella tipicamente focalizzata oggi sulle Pmi. 

Enfasi sulla collaborazione

Il cloud per sua natura implica un approccio che esalti, all’interno delle aziende, la collaborazione, di cui è un esponente convita Talentia Software, azienda francese leader nello sviluppo di soluzioni per la gestione delle performance aziendali nell’area economico-finanziaria e delle risorse umane. Questa azienda dedica anche molte energie alla ricerca nei suoi tre centri deputati a questa attività, di cui uno in Italia, a Bari.

Talentia Software propone una nuova cultura aziendale, dove il mindset è più improntato sulla collaborazione a discapito della gerarchia. Il coinvolgimento di ogni singola persona apporta, non solo la condivisione della vision dell’azienda, ma anche un senso di responsabilità comune sui processi e le informazioni. 

“La soluzione Talentia HCM (Human Capital Management), a servizio delle imprese nella gestione dei processi HR, - ha spiegato Marco Bossi, il suo Managing Director - è scalabile e modulabile. Continuous Feedback, nella fattispecie, è il modulo che consente ai dipendenti di collaborare in modo proattivo attraverso valutazioni reciproche, all’interno di team o in tutta l’azienda. Questo fornisce ai Responsabili HR l’opzione di definire competizioni amichevoli, ma soprattutto informazioni sui talenti e sullo sviluppo delle performance. Anche E-Learning, il modulo che agevola ulteriormente dipendenti e manager sul fronte training, si presta al Talent Management con corsi fruibili da ogni device, tramite App. Funzionalità a supporto delle prime fasi del processo di Onboarding (accoglienza ed inserimento di nuovi dipendenti in azienda) sono previste invece nella nuova versione di HCM. Garantire ad ogni cliente soluzioni su misura per una gestione delle performance aziendali ottimale è la nostra mission. Per la gestione dei dati economici e finanziari, Talentia FP (Financial Performance) è il nostro software che dispone di tutte le funzionalità analitiche e di pianificazione utili ad una visione completa e proattiva. Parte integrante di questa soluzione è il Budget HR, uno strumento dedicato ai responsabili HR che consente di pianificare il costo del personale, simulando scenari e ipotesi multiple di cambiamenti retributivi, ma elemento di comune interesse e di collaborazione con i CFO.” 

Sull’edge per necessità 

Si investe soprattutto sull’edge perché è lì che l’utenza ha bisogno. Una ammissione in tal senso vene da Vertiv che ha presentato al mercato nuovi prodotti che rispondono specificatamente alle sfide poste dalla rete edge, tra cui la necessità di implementazione veloce, il monitoraggio e la gestione da remoto ed il servizio end-to-end. La disponibilità sul mercato di questi prodotti espande ulteriormente il portfolio di soluzioni edge del vendor. Poter scegliere tra un’ampia gamma di prodotti e servizi è fondamentale per il settore edge, dove le esigenze di IT possono essere diverse ed in costante evoluzione. Avere un partner unico, che fornisce soluzioni e supporto per infrastruttura end-to-end, rappresenta un gran valore per le aziende che hanno bisogno di implementare applicazioni e dispositivi edge ma che non dispongono delle risorse o dell’esperienza necessarie per sostenere questo modello di business. 

“Stiamo assistendo all’evoluzione e allo sviluppo progressivo dell’edge secondo quattro archetipi principali, ognuno dei quali prevede requisiti tecnologici diversi”, ha specificato Stefano Mozzato, country manager Italia di Vertiv. “Il nuovo portfolio edge offre ai nostri partner di canale ed ai nostri clienti un’ampia scelta di soluzioni per l’implementazione flessibile e veloce di applicazioni edge, che soddisfano ogni esigenza specifica. Vertiv VR Rack, ad esempio, è una soluzione solida e flessibile di rack che permette un’implementazione estremamente rapida. Sono disponibili otto modelli standard, tutti caratterizzati da un design strutturale che dispone di circa 2,5 pollici di profondità utilizzabile in più rispetto ai rack di dimensioni simili, rendendo più facile l’installazione e la manutenzione delle attrezzature necessarie. Il rack è completato da una gamma di accessori tool-less che aiutano a velocizzare l’implementazione e a facilitare la gestione del rack.. Ci stiamo sempre più focalizzando su prodotti e servizi che vadano oltre l’alimentazione e il condizionamento puro e semplice dei data center. Inoltre nei nostri piani c’è anche la manutenzione predittiva, che proporremo con approcci tecnologici differenziati”.

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