MERAVIGLIA

10 Maggio 2021 Etica e tecnologia
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meravìglia (maravìglia) [lat. mīrabĭlia, «cose meravigliose», mīrabĭlis «mirabile, meraviglioso». Sentimento vivo e improvviso di ammirazione, di sorpresa, che si prova nel vedere, udire, conoscere cosa che sia o appaia nuova, straordinaria, strana o comunque inaspettata: lieta, dolce, grata o spiacevole, dolorosa; con molta, non poca, viva, somma, immensa, attonita meraviglia

[me·ra·vì·glia]

Un tramonto infuocato che accende il mare di mille colori… un paesaggio innevato così bianco da accecare… la perfezione e la tenerezza del volto di un neonato: chi non ne riconoscerebbe la meraviglia? Ma io voglio di più. 

Una vacanza in montagna qualche anno fa. Con un amico arriviamo ad un rifugio e ci concediamo una bevanda dopo una giornata veramente faticosa.

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Entra un bambino e chiede un gelato. Il gestore, un ragazzo molto giovane, inizia a servire il piccolo cliente con una premura e un’attenzione che ci lascia esterrefatti. Si inginocchia per essere alla sua altezza ed elenca dettagliatamente tutti i gusti disponibili e come poterli abbinare, le quantità possibili e i relativi prezzi… Ci guardiamo e ci accorgiamo di avere entrambi gli occhi lucidi. La meraviglia è anche scoprire quanta gentilezza nascosta c’è intorno a noi! 

Uno dei ricordi più belli degli anni delle elementari di mio figlio è legato alla Giornata dello Sport: una manifestazione organizzata dal Comune insieme a tutte le scuole, che vedeva in primo piano gli insegnanti di educazione motoria, con la collaborazione però di tantissimi genitori volontari.

 

Squadre rigorosamente miste, con bambini di differenti scuole; giochi semplici e divertenti;

tanta voglia di arrivare primi, tifo scatenato sugli spalti, ma alla fine nessun vincitore e nessun perdente, bambini felici che ritornavano alle loro aule ciascuno con la propria medaglia e la merenda offerta in regalo a tutti.

Le gradinate erano un tripudio di voci e colori: c’erano i bambini che non stavano gareggiando in quel momento, tutte le maestre, amici e genitori che si erano ritagliati una mattinata libera… Ogni anno mi emozionavo, cercando di non farmi scoprire da mio figlio.

La meraviglia è vedere quante cose belle si possano fare quando si collabora per un bene comune, mettendosi al servizio gli uni degli altri! 

Quando mio figlio frequentava il campo estivo, spesso davo la mia disponibilità per aiutare i bambini nei lavoretti. Mi fermavo poi con le altre mamme a riordinare, restando in oratorio fino al termine del pomeriggio. L’ultima attività che facevano i ragazzi era il cosiddetto “cerchio di gioia”: si mettevano appunto in cerchio occupando l’enorme cortile, e al centro gli animatori adolescenti guidavano i diversi canti, accompagnati ovviamente da balli scatenati. Si passava dalle canzoni più divertenti, da villaggio turistico per intenderci, a quelle con i testi più impegnati, legati ai valori che l’oratorio voleva trasmettere.

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Sono costretta a ripetermi… mi emozionavo tutte le volte davanti a quell’esplosione di gioia e di energia, vedendo i buffi movimenti dei bambini più piccoli che faticavano a seguire il ritmo, ma soprattutto osservando i grandi, che nonostante la stanchezza dopo 8 o 9 ore di servizio gratuito in oratorio si impegnavano ancora al massimo per far divertire i più piccoli..

Il bene gratuito è davvero una meraviglia!

 

Sono ferma al semaforo di una superstrada dopo aver riaccompagnato a casa un’amica. E’ sera tardi e sono molto stanca, quasi un po’ infastidita per aver dovuto fare quel viaggio che all’inizio toccava ad un’altra persona.

All’improvviso davanti a me sfreccia una stella cadente… dopo tante ore passate col naso all’insù la notte di San Lorenzo senza mai averne vista una, ora eccola qui, nel posto più impensato e in un periodo dell’anno completamente diverso…

La meraviglia è questa coincidenza così singolare: se non avessi portato a casa Anna sarei ancora in cerca di una stella alla quale poter esprimere il mio desiderio.

 

Autrice

Marta Trombetta

Marta Trombetta è nata ad Angera, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, nel 1968, e ora vive a Taino con la sua famiglia.
Diplomatasi come Perito Aziendale Corrispondente in Lingue Estere, ha lavorato come impiegata commerciale, per poi aprire una sua attività.
Il sogno di scrivere racconti per ragazzi l'ha accompagnata per molto tempo. Le idee sono state sempre molte ma poiché ha dedicato competenza, studio e attenzione non solo nel suo lavoro ma anche nella crescita di suo figlio, ha sempre rimandato.
Ma ora l'uscita del primo libro "Un Tello per amico" inaugura l'inizio di un percorso che verrà arricchito dagli altri racconti che usciranno nei prossimi mesi.
Intanto altri progetti rimasti a lungo in stand by iniziano a prendere sempre più forma.

 

 

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