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09 Settembre 2021 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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In metro, verso RHO Fiera e il Salone del Mobile di Milano, deludente, nonostante le cucine di Boeri e gli alberi in vaso (ecologici) rivestiti all'esterno per non mostrare il vaso da pannelli di legno che avranno portato alla morte numerose piante (antiecologico e tipico dello storytelling manipolatorio attuale).

Attorno me tutti o quasi (gli stupidi ci sono sempre e sono resistenti) dotati di #mascherina, in particolare di tipo FP2, tutti, proprio tutti intenti a interagire con il loro #cellulare (io unico, da Baby Boomer IMPENITENTE, con un giornale in mano). Una scena che si ripete ovunque si vada a Milano e ovunque caschi l’occhio, al bar come l ristorante, in coda per il Fuori Salone così come da RED in Corso Garibaldi.

Lo #smartphone (TAPTAP) ha cambiato la vita di tutti, a causa della #pandemia anche quella dei più giovani (il 60% dei bambini delle elementari hanno un cellulare, il 15% dei bambini sotto i 5 anni anche e sono connessi). La connessione non ha cambiato in meglio le nostre vite, anche se le ha forse facilitate e velocizzate. Le mille #funzionalità del dispositivo (TAPTAP) spiegano forse perché non ne possiamo più fare a meno ma rendono anche più difficile quanto esso ci stia allontanando dalla #realtà fisica intorno a noi, stia generando solitudine e alienazione.

Ciò che colpisce (o dovrebbe colpire) è che tutto avviene con la nostra complicità, dentro contesti consci e inconsci nei quali siamo impegnati in azioni (TAPTAP) ripetitive, binarie, istantanee, con l’unico obiettivo di alimentare #BigData i cui dati vengono gestiti per catturare la nostra attenzione finalizzandola a fini commerciali e consumistici.

Staccare la spina, disconnettersi, abbandonare lo smartphone in un cassetto non sono la soluzione. Non lo è neppure il semplice criticismo. Ciò che serve è una riflessione critica, approfondita (SOLOTABLET - Una riflessione critica sulla tecnologia è necessaria) sugli effetti dei dispositivi che usiamo. Il primo passo per una riflessione critica seria è porsi delle domande.

Le domande sono alla base di un progetto presentato al Fuori Salone del Mobile di Milano che ho personalmente trovato geniale e del quale, ovviamente, nessuno parla. Il progetto FANTASTIC SMARTPHONES è stato ideato dagli studenti della ECAL University of Art and Design Lausanne.



Il progetto, che invito tutti a cercare per prenderne visione, propone innumerevoli strumenti tecnologici ( BIOBOT, PODBOT, CARDIOBOT, SLEEPBOT, MEANWHILE, WALL OF FAME, KINETIC SCROLL, TAPTAPTAP, ADAM & EVE, TITOCLOCK, E MOLTI ALTRI) pensati per far riflettere, anche con molta ironia sull’uso che facciamo dei nostri smartphone.

Il tutto all’interno di un approccio pensato per suggerire una visione critica di una società che è diventata dipendente da un oggetto, lo smartphone, che sembra essere diventato indispensabile…

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