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Con la tecnoconsapevolezza possiamo recuperare la libertà

Con la tecnoconsapevolezza possiamo recuperare la libertà

09 Marzo 2021 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Tiscali News ha sentito Carlo Mazzucchelli autore del libro "Tecnoconsapevolezza e libertà di scelta"

Una intervista di Michael Pontrelli

Dirigente d’azienda, filosofo e tecnologo, Carlo Mazzucchelli è il fondatore del progetto editoriale SoloTablet dedicato alla conoscenza delle nuove tecnologie. Nel suo interessante libro Tecnoconsapevolezza e libertà di scelta ha affrontato un fenomeno sempre più diffuso: il disincanto tecnologico (🌑🌒 2021: il tempo del disincanto tecnologico) che sta spingendo molti cittadini a andare oltre l’iniziale entusiasmo per le nuove piattaforme digitali e a riflettere criticamente e consapevolmente sugli effetti che esse producono (Essenza e apparenza, le verità nascoste della società tecnologica) sulla vita individuale e sociale delle persone. Tiscali News lo ha sentito. 

Cosa è la tecnoconsapevolezza?
“E’ un mio neologismo creato per suggerire l’urgenza di una riflessione critica sulla tecnologia, che ha creato nuove opportunità ma ha antropologicamente riempito spazi umani con una velocità e volontà di potenza su cui di rado ci fermiamo a pensare. Dentro questi spazi, mediati tecnologicamente, si è diventati schiavi di macchine, piattaforme, algoritmi, intelligenze artificiali, ma soprattutto di parole, idee e visioni con le quali la tecnologia sta plasmando le nostre menti e le nostre realtà esperienziali.

Abbiamo accesso a innumerevoli dati, siamo immersi dentro un surplus di informazioni, sperimentiamo un surplus cognitivo ma qualcosa non sta funzionando. Sentiamo emergere nuovi bisogni la cui soddisfazione passa attraverso una maggiore conoscenza, la capacità di ribellarsi al pensiero binario della tecnologia, la riconquista di spazi privati di libertà personali, la fuga dal consumismo indotto dalle promozioni online e dalla schiavitù dei MiPiace.

La tecnoconsapevolezza è un primo passo verso nuove forme di libertà, per sperimentare nuove possibilità. È uno strumento per svelare l’inganno della tecnologia, comprenderne modelli, logiche di business e volontà di dominio a essi collegati. Serve a comprendere quanto i nostri comportamenti siano manipolati e tecno-guidati con l’obiettivo di ingaggiarci, addestrarci e renderci tecnodipendenti. Dalla fase attuale non si torna indietro ma il futuro è ancora tutto nelle nostre mani".

Ha affermato che la “tecnoconsapevolezza è un primo passo verso nuove forme di libertà”. A che tipo di libertà si riferisce concretamente?
“La libertà auspicata nel mio libro non è un concetto teorico ma una reazione alle scelte binarie a cui ci ha abituato l’universo tecnologico e digitale. Scelte arbitrarie e simboliche, spesso slegate da bisogni reali e non volute, rese possibili, condizionate e automatizzate dagli algoritmi, forzate e manipolate per far prendere decisioni rapide, binarie appunto, impedendo la lentezza necessaria a elaborare pensiero, a riflettere e, per esempio, a scegliere di non scegliere.

Ciò che online sperimentiamo come libertà di scelta sta dentro il ruolo di consumatori nel quale i media tecnologici ci hanno intrappolati. Ruoli nei quali scambiamo una interazione come scelta, senza renderci conto che essa è un’esca lanciata dall’algoritmo di turno per la sua programmazione pubblicitaria.

Il tutto in un contesto gratificante che, spingendoci al conformismo, ci rende assolutamente prevedibili e programmabili. La tecnoconsapevolezza è un modo intelligente per contrastare la forza della tecnologia, il suo ricatto sottile, i suoi inganni e le sue promesse. L’obiettivo è di vivere da individui autonomi, liberi, capaci di pensiero critico, anche nell’esercizio della libertà di scelta nei mondi tecnologici che abitiamo”.

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