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Fermati un attimo a riflettere!

Fermati un attimo a riflettere!

07 Novembre 2021 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Siamo tutti impegnati come professionisti, manager d’azienda, formatori, scienziati, ecc. Tutti dovremmo anche impegnarci come esseri umani, cittadini di un mondo in crescente fibrillazione e sofferenza. Se lo facessimo la prima cosa da fare ci porterebbe a guardare fuori da noi stessi, rivolgere lo #sguardo altrove, vicino e lontano, OLTREPASSARE.

Fuori dai mondi virtuali nei quali ci siamo rintanati, fuori dai pregiudizi che condizionano il nostro pensare e agire, fuori da comunicazioni e narrazioni auto-centrate e conformiste, fuori dal sé vissuto egoisticamente e in modo da capire meglio sé stessi e l’altro che incontriamo, il suo ruolo nel determinare chi siamo o vorremmo diventare.

Guardare fuori, volgere lo sguardo ci aiuterebbe a capire che la vita è un’avventura piena di sorprese, scommesse e scelte, fatta di continui adattamenti, oltrepassamenti e navigazioni, dentro realtà esistenziali dominate dall'incertezza, evitando di farsi ossessionare dal voler tenere tutto sotto controllo. Come se fossimo macchine!

Lo sguardo rivolto fuori ci porterebbe a notare l’indigenza e la povertà crescenti , a comprendere meglio l’inattuabilità di una filosofia del progresso come quella a cui abbiamo in molti aderito. E non si tratta di sposare filosofie diverse come quella della decrescita ma di riflettere sul fatto se il progresso sia effettivamente tale. Riflettere potrebbe aprire gli occhi sugli effetti, non sempre positivi o vantaggiosi, sui danni, sulle conseguenze che dal progresso derivano.

Riflettere sul progresso è riflettere sulla tecnica, meglio sulla #tecnologia e sulle sue conquiste. La riflessione, per chi la volesse fare, dovrebbe occuparsi di tematiche grandi, alte, quali lo stato futuro della democrazia (e se il modello di controllo della società cinese fosse quello vincente?), della libertà individuale (sappiamo ancora aspirare alla libertà? Il suo richiamo da parte dei No-Vax solleciterebbe riflessioni approfondite…), dei diritti (privacy ma soprattutto quelli legati al lavoro, e non solo), del potere economico (precarietà e disuguaglianza ormai dominano ovunque). Si tratterebbe di riflettere sulla regressione culturale in atto e sulla pericolosa deriva e deformazione del nostro linguaggio, sulla sostituzione della politica con piattaforme social governate da pochi, su come viviamo oggi le relazioni con gli altri, in termini di sentimenti, emozioni, ecc.

Tutto questo riflettere, per me diventato un bisogno dettato dall’urgenza, deve essere fatto per le nuove generazioni e per dare forma al futuro che verrà. A ispirarlo deve essere la generosità e la solidarietà. Parole dal significato etico a cui è possibile associare una speranza, che il futuro può essere migliore di quanto molti ormai se lo descrivono.

Come dice E. Morin: “Sperare è partecipare a ciò che si sa essere giusto”. E il giusto oggi è pensare oltre, sempre insieme ad altri, in comunità con loro.

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