80 Identikit digitali

01 Gennaio 2015 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchlli 80 PROFILI DIGITALI - Identità, personalità e stili di vita determinati tecnologicamente, è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital

Tecnocandidi e tecnoillusi 

Il tecnocandido è un tecnottimista concreto e realista che, come il Candido di Voltaire, prende atto e sperimenta sulla sua pelle gli effetti negativi della tecnologia ma non perde il suo ottimismo di fondo. La sua filosofia di vita, suggeritagli dai molti Pangloss da cui è circondato, è improntata alla ricerca del ‘migliore dei mondi possibili’ e alla sua realizzazione terrena, senza stravolgimenti e grandi rivoluzioni, in modo tranquillo e sereno nonostante le numerose avversità e disavventure che si trovano sul sentiero da percorrere. La tecnologia è il compagno di viaggio e il novello Pangloss del tecnocandido che, nella sua ingenuità, prende pian piano consapevolezza della dura realtà. 

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Nella scelta di nuovi prodotti tecnologici si affida senza problemi ai nuovi Pangloss (tecnofili e tecnoentusiasti, associabili a marche e loro prodotti) e ai loro suggerimenti. Non sposa completamente la visione del mondo da essi propugnata ma si lascia facilmente e ingenuamente convincere ad aggiornare frequentemente modello di smartphone o a scaricare APP che è già certo di non usare. Le disavventure e i costi ai quali va incontro non lo aiutano a diventare maggiormente consapevole della realtà tecnologica in cui è immerso o a sviluppare un'autonoma capacità tecnocritica. Meglio affidarsi ai commenti di amici e ai contatti Facebook, o frequentare forum e comunità online per trovare conferme a scelte già intimamente fatte. 

Come Candido, non perde mai la sua innocenza e il suo ottimismo, perchè non conviene, non se la sente e non è nella sua natura. Il tecnocandido sperimenta il lato oscuro della tecnologia e le false promesse dei suoi profeti ma non perde la fiducia nella sua capacità positiva e nelle sue potenzialità. Se un dispositivo acquistato lo ha deluso, lo cambia. E poco importa se, dopo l'iniziale entusiasmo e sorpresa, il risultato non è dissimile da quello ottenuto con il modello precedente. 

I tecnocandidi sono testimoni di una sfiducia laica e razionale nei confronti delle promesse esaltanti e futuribili della tecnologia. Rifiutano l'ottimismo facile e, vista la pervasività della tecnologia, quasi scontato. Sono assimilabili al ragazzino che, alzando il suo ditino, gridò e rese evidente a tutti la nudità del re di turno. Guardano alle nuove tecnologie con grande curiosità ma, al tempo stesso, non si lasciano convincere da coloro che vedono in esse mondi possibili futuri, senza contraddizzioni, sopprusi e effetti negativi. Sono convinti che la tecnologia sia ben lontana dal realizzare nuove utopie e che convenga "coltivare il proprio giardino", dedicandosi alle proprie attività quotidiane, secondo i propri desideri e le proprie capacità. Un modo semplice ma percepito come efficace per difendersi da un'evoluzione tecnologica che non sembra più interrompibile, e i cui potenziali effetti negativi sono percepiti come inevitabili. 

Tecnocandidi nel significato di indifesi sono molti nativi digitali delle ultime generazioni, completamente alla mercè del Pangloss tecnologico di turno, sia esso il produttore di uno smartphone, tablet o Xbox. Tecnocandidi sono anche molti adulti che si lasciano attrarre dalle promozioni scontate di centri commerciali e negozi online, si fidano delle informazioni fornite, scelgono sulla base del prezzo e finiscono per trovarsi a casa un oggetto tecnologico già vecchio e superato da modelli più recenti e più ricchi di funzionalità. 

Il tecnocandido è associabile al tecnoilluso, a suo modo candido nel credere nel progresso infinito della tecnologia e alle sue promesse di mondi utopici (etopici) fatti di benessere individuale e sociale. Il tecnoilluso che ha sposato la tecnologia 2.0, le sue regole e narrazioni della realtà, sarà chiamato a fare i conti con il mondo quale esso è, nella sua realtà complessa e incomprimibile a semplice strumento e oggetto. Nella sua condizione di candido in cui si trova e nella sua illusione distorta (percezione reale falsata da rappresentazioni condizionate da reazioni affettive, da disattenzione e da grande fantasia) del potere infinito della tecnologia, il tecnoilluso rischia delusioni amare e di dover fare i conti con le scorie e gli effetti negativi della tecnologia. 

Il tecnoilluso è convinto di viaggiare a velocità sostenuta lungo autostrade digitali che promettono di arrivare ovunque e di connettere ogni cosa. A causa della velocità non vede i rifiuti che si accumulano ai bordi della strada e le catapecchie che le affiancano, non percepisce il ruolo assunto dalla tecnologia nel favorire oligarchie politiche e finanziarie  e nel produrre nuove forme di povertà. La consapevolezza che non tutto è oro ciò che oggi luccica, trasformerà il tecnoilluso in un tecnocandido potenzialmente depresso, in vittima consapevole di avere subito un evento diventato impossibile da superare. 

A sperimentare questo tipo di delusione sono candidati i molti bambini, ragazzi e adolescenti di oggi. Nativi digitali tecnoillusi, cresciuti nell'onnipotenza della tecnologia e nell'uso quotidiano di gadget tecnologici, capaci di trasformare il mondo così come la vita di ogni giorno. Nativi digitali alla ricerca di maggiore consapaevolezza sugli effetti della tecnologia per poter sognare nuovi mondi su cui proiettare altre illusioni, più reali e capaci di trasformare il mondo, anche con l'aiuto della tecnologia.

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