Tecnosorveglianti

01 Gennaio 2015 Redazione SoloTablet
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Il libro 80 PROFILI DIGITALI di Carlo Mazzucchelli è pubblicato nella collana Tecnovisions di Delos Digital

Tecnosorveglianti 

Il primo tecnosorvegliante per definizione è il Dio cristiano della Bibbia, onnisciente ("Dio ti vede") e sempre presente (onnipresente), di persona o attraverso i suoi rappresentanti e angeli custodi. Tecnosorvegliante è anche l'Inspector del Panopticon (metafora del potere assoluto che da un luogo centrale è in grado di controllare tutto e tutti) di Bentham che controlla e sorveglia con mezzi semplici finalizzati innanzitutto alla deterrenza ("attenti al cane", "seeing without being seen") e al controllo. Le tecnologie usate nel Panopticon, come illustrato da Foucault, sono essenzialmente visive, una chiara prefigurazione delle molte tecnologie di videosorveglianza moderne che hanno trasformato tutta la realtà in un unico immenso carcere sotto stretta e continua sorveglianza. La similitudine tra il saggio di Bentham e la realtà tecnologica odierna va oltre l'esistenza stessa dell'ispettore tecnosorvegliante. Le finestre della residenza dell'ispettore sono munite di persiane in modo che il carcerato non possa sapere se e quando il guardiano lo stia osservando. Esattamente ciò che avviene oggi.  Tutti sono immersi in una realtà tecnosorvegliata, resa reale dal fatto che tutti si sentono sorvegliati, ma anche molto virtuale perchè nessuno sa quando effettivamente lo siano. 

Tecnosorvegliante è il vero protagonista di 1984, denominato non a caso il Grande Fratello, per il controllo diffuso e onnipervasivo che esercita sulla società, attraverso strumenti che oggi potremmo definire multimediali. Il Grande Fratello è diventato la metafora di riferimento per illustrare ogni nuova forma di sorveglianza tecnologica capace di esprimere un controllo assoluto sulle persone. Internet e Google ma anche Facebook e i suoi numerosi fratelli sono oggi raccontati come Grandi Fratelli tecnologici. Un'evoluzione della tecnologia informatica e del computer che ha permesso la creazione di enormi archivi informatici con informazioni rapidamente accessibili da tecnosorveglianti diversi, esperti di polizia, cacciatori di teste e selezionatori per le imprese, servizi investigativi e uffici di marketing. Con l'arrivo delle nuove tecnologie la sorveglianza è passata dalla carta (i milioni di faldoni degli archivi della STASI) agli archivi digitali ed elettronici (server, data center e big data). Con Google e Facebook la tecnosorveglianza si è fatta pervasiva, non percepibile ma sempre presente, ovunque e in ogni momento della vita personale e professionale di ogni persona, nella sua veste di consumatore, cittadino, elettore, lavoratore e imprenditore. 

Tecnosorveglianti sono i governi come quello inglese ("Il re prende nota di tutte le loro intenzioni, Con mezzi che nemmeno possono immaginare" - William Shakespeare, Enrico V) che ha inziato a videosorvegliare le strade di Trafalgar Square a Londra già negli anni 60' con l'intento di controllare il flusso di persone a evento p politici e poi per prevenire possibili attentati dell'IRA. Oggi la video e tecnosorveglianza è diventata una tendenza generalizzata a livello internazionale. A essere tecnosorvegliata è oggi l'intera società postmoderna (Sorvegliare e punire era il titolo di un libro di Michel Foucault) nella quale le nuove tecnologie hanno assunto un ruolo chiave nel suo assetto sociale, tendente a un controllo totale e pervasivo. E' un tipo di sorveglianza diversa dal passato. Agli inizi dello stato moderno la sorveglianza era finalizzata alla raccolta di dati utili all'amministrazione dello stato. La sorveglianza è diventata tecnologica e viene praticata da entità diverse dallo stato quali aziende commerciali, assicurazioni, agenzie e organizzazioni, tutte impegnata e elaborare informazioni e conoscenze su chiunque con l'obiettivo di controllarne e manipolarne le interazioni sociali, le preferenze e le opinioni. 

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Un tecnosorvegliante perfetto, specializzato e sempre attivo è il dispositivo cellulare. Sempre in compagnia di qualcuno, agisce come una perfetta tecnospia, sorvegliando con la precisione da agenzia investigativa. Se dotato di software e APP adeguate, è in grado di mettere sotto controllo messaggi, chiamate, email ma anche gli amanti, i colleghi o gli amici che li inviano. Senza software secializzati grazie ai suoi sensori raccoglie una miriade di informazioni sul suo utilizzatore, archiviandole o mettendole a disposizione di entità non sempre disinterassate e innocue. Lo smartphone è diventato strumento potente per sorvegliare partner e amanti monitorando l'uso da essi fatto delle applicazioni che utilizzano, ma anche attivando di nascosto fotocamere e microfoni come fa ad esempio l'applicazione di spionaggio mobile FlexiSPY. La tecnologia è al centro della sorveglianza praticata dagli spioni di tutto il mondo impegnati nelle numerose guerre informatiche correnti ma anche delle guerre vere e proprie, dal Vietam a quella del Golfo e contro l'esercito dei fondamentalisti islamici più recenti. Smartphone, Internet, satelliti, droni e altre tecnologie, innovative e digitali, dell'informazione sono al servizio delle guerre informatiche e di numerose polizie cibernetiche, al servizio di realtà come la National Security Agency americana che sorveglia e ascolta il mondo già da molto tempo. 

A differenza dei tecnosorvegliati che hanno nei confronti della tecnologia un rapporto di amore e odio, i tecnosorveglianti vedono nelle nuove tecnologie, nuove opportunità di guadagno, di potere e di controllo. 

Tecnosorveglianti sono i numerosi addetti al monitoraggio del trasporto pubblico e privato e al pronto intervento per eventuali incidenti o imprevisti accidentali e/o criminali. Fanno uso di nuovi strumenti tecnologici per monitorare e raccogliere informazioni in tempo reale, per prevenire incidenti e crimini sulle strade e garantire maggiore sicurezza e protezione. Le tecnologie utilizzate sono molteplici e tutte sono state oggetto di dibattiti e riflessioni teoriche per gli effetti collaterali e le problematiche di tipo etico a esse associate. Tecnosorveglianti sono i numerosi addetti al traffico urbano e motorizzato che usano strumenti come telecamere e rilevatori di velocità per combattere le violazioni al codice della strada e prevenire incidenti e sinistri. Sorveglianti tecnologici sono i numerosi poliziotti ed esperti italiani incollati a computer e apparecchiature varie (microspie gsm, cimici, microauricolari invisibili, microregistratori, microfono da muro e direzionali, cellulari spia, telecamere senza fili, vidoregistratori microscopici, visori notturni, localizzatori satellitari gps e molte altre per un armaentario da spia del terzo millannio) per intercettare, ascoltare, decrittare messaggi in codice e conversazioni dal sen sfuggite di politici corrotti e loro compari di malaffare. Tecnosorveglianti lo sono anche, con scopi positivi, i numerosi medici diventati esperti tecnologici e aggiustatori di organi che non si relazionano più con il corpo umano, ma lo controllano tramite l'aiuto della tecnologia e i dati che servono a descrivere lo stato di salute del paziente e i malfunzionamento dei suoi organi. 

Tecnosorveglianti lo sono i gestori degli shopping center che raccolgono, studiano e utilizzano le informazioni fornite dai consumatori nel loro girovagare fisico e mentale che li porta ad un potenziale acquisto. Lo scopo è di affiancare ogni processo decisionale di acquisto per suggerire percorsi, servizi, informazioni, suggerimenti, aiuti decisionali e sconti, ma anche per monitorare, prevenire e punire eventuali furti o danneggiamenti. 

Telesorveglianti e controllori invisibili, forse poco noti ma molto presenti, sono i molti operatori marketing e commerciali incaricati dalle loro aziende di usare tutte le tecnologie disponibili al fine di favorire i consumi, coltivare la relazione con il cliente e la sua fidelizzazione. Sono in genere specialisti della vendita e della manipolazione, della comunicazione e della seduzione, bravi nel creare bisogni, indurre al conformismo consumistico e a farlo senza le forme di violenza e imposizione che solitamente caratterizzano gli effetti della tecnosorveglianza asservita al potere. Operano in modo strumentale con mezzi e media tecnologici come la posta elettronica, il call center, i pannelli pubblicitari e gli spot televisivi ma anche le applicazioni di business intelligence e data mining. Lo fanno allo scopo di suggerire, personalizzare, e manipolare i comportamenti dei consumatori, di cui conoscono praticamente quasi tutto e ai quali sono quasi sempre invisibili. 

A un livello puramente tecnologico, tecnosorveglianti sono gli spyware (raccolta di informazioni sull'attività online per trasmettere ad entità che le useranno senza consenso), i coockies (file in fomato testo con informazioni utili alla navigazione web), i cavalli di troia (virus informatici), i cosiddetti Web Bug (immagini invisibili inserite in una pagina web capace di eseguire codice applicativo) e i vari virus malevoli (malware) informatici che agiscono a nostra insaputa procurandoci danni dopo aversi studiato e osservato a lungo ma anche in modo molto facile perchè glielo permettiamo. 

I cambiamenti tecnologici vanno di pari passo con quelli sociali ed economici. In ambito lavorativo le tecnologie sono servite alle aziende per attivare nuove forme di tecnosorveglianza dei lavoratori. Paradigma ed elemento caratterizzante di un'economia globale, flessibile, altamente concorrenziale e dominata dall'urgenza della elevata produttività, le nuove forme di controllo e monitoraggio ci riportano ai tempi della rivoluzione industriale e dello schiavismo ma attraverso l'impiego di nuove tecnologie, non solamente elettroniche. Le nuove tecnologie dei tecnosorvegliati aziendali sono calibrate sulle attività di un lavoratore mobile in modo da poterne tenere sotto controllo tutti i movimenti e tutte le attività. Le modalità di controllo prevedono la video-tele-audio-sorveglianza, il monitoraggio di posta elettronica e strumenti di messaggistica vari, il conteggio delle battute su una tastiera e il tracciamento costante di ogni singola attività online. Il controllo dei tecnosorveglianti si stende però anche in ambiti insospettabili come i bagni, come nel caso di un'azienda giapponese che ha installato WC altamete tecnologici capaci di compiere una analisi dell'urina con l'obiettivo di rilevare eventuali abusi di stupefacenti o di sostanze alcoliche. 

Infine, tecnosorvegliante per eccellenza e Grande Fratello moderno, oggi coadiuvato dalle numerose NSA e supportato da sempre nuove tecnologie, è Echelon (attivo dagli anni 70'), il grande orecchio dell'agenzia nazionale per la sicurezza americana e strumento fondamentale per la cattura e uccisione di Bin Laden ma anche responsabile dei numerosi incidenti che producono vittime innocenti su molti fronti di guerra attuale. Il Grande Fratello Echelon non potrebbe soddisfare i tecnosorveglianti umani (Manager dei Dizionari) che lo utilizzano se non potesse disporre di supercomputer (battezzati non a caso Dizionari), di sistemi di intercettazione, gestione di enormi banche dati e  intelligenza artificiciale, di algoritmi di analisi, ricerca e selezione, di sistemi satellitari e di decrittazione e di altre innovazioni tecnologiche. Nonostante le molte proteste che Echelon ha scatenato, anche a livello politico e di sicurezza nazionale dei paesi spiati, oggi il sistema è utilizzato da numerosi paesi che utilizzano decine di sistemi di intercettazione diverse, non più semplicemente a scopi militari e politici ( anche se dopo la crisi dell'Ucraina sta risorgendo, la guerra fredda è cessata con il crollo del muro di Berlino) ma soprattutto commerciali.

 

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