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APP Marketing: lo sviluppo non è che l'inizio

APP Marketing: lo sviluppo non è che l'inizio

01 Febbraio 2015 Redazione SoloTablet
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CAPITOLO 12

Il libro APP MARKETING: lo sviluppo non è che l'inizio di Carlo Mazzucchelli è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital

 

APP: scelte, decisioni, implementazioni 

Ogni sviluppatore, software house e azienda lo sa molto bene. Decidere quale strada intraprendere nello sviluppo di un’APP non è semplice. Una applicazione Mobile può far aumentare la produttività e l’efficienza aziendale, ma scelte, decisioni e implementazioni devono essere quelle giuste e scelte con cura!

Scegliere non è semplice, anzi è molto complicato.

Nella realtà aziendale o imprenditoriale attuale, alla ricerca di strategie per la mobilità e pervasa da applicazioni mobili alla ricerca di facili vantaggi, il rischio di fare scelte sbagliate e investimenti onerosi e senza tornaconto reale, è elevato. I problemi principali non sono quelli solitamente dibattuti in riunioni manageriali o tra esperti. A determinare il successo o l'insuccesso di una APPlicazione possono essere infatti aspetti quali il rispetto della privacy, la finalità e lo scopo associati alla applicazione, l'uso che ne fanno gli utenti, il supporto che il dipartimento IT è in grado di fornire.

In ogni caso, anche se l'implementazione di una APPlicazione non si traduce nei benefici e vantaggi desiderati, le applicazioni non sono mai da buttare ma da ripensare e riproporre con altre modalità e finalità. Il più delle volte la decisione di sviluppare una nuova APP nasce dalla scelta, spesso puramente tecnologica, tra sviluppo di applicazioni native o web. Una scelta così netta nella realtà non si pone quasi mai. La scelta dipende da molteplici fattori come l’esistenza in un’organizzazione delle risorse e delle competenze adeguate, della cultura e dei budget che servono o dalla impossibilità di avere versioni diverse della stessa applicazione.

Lo sviluppo nativo non deve essere sovrastimato così come quello di applicazioni Web non può essere ritenuto inefficace. Se è vero che le applicazioni native possono trarre vantaggio delle specificità di ogni ambiente operativo, quelle web sono più facili da aggiornare, sono più compatibili e tramite HTML5 possono a loro volta trarre vantaggio delle funzionalità specifiche della piattaforma su cui sono state implementate.

Più della scelta tecnologica e del suo costo, nella scelta di quale ambiente di sviluppo selezionare, conta la maggiore o minore facilità nella gestione e nel supporto da un punto di vista tecnologico e dalla facilità d’uso da parte dell’utente finale. Applicazioni difficili da gestire e poco facili da usare difficilmente troveranno il supporto dell’utenza finale.

Un altro aspetto sempre più critico dello sviluppo di APP, oltre alle prestazioni, è il tema della privacy. Le performance di un’applicazione dipendono spesso da nuovi algoritmi e interfacce e dalla ridefinizione di processi e procedure, resi possibili dalla mobilità, ma anche dalla capacità di raccogliere dati per una loro misurazione. Le aziende fanno questo con strumenti di MDM (Mobile Device Management) che associano i dati raccolti a persone ben identificate e mai anonime. Questo tipo di ‘spionaggio’ è percepito dagli utenti come un abuso e deve essere attentamente gestito, ad esempio informando l’utente che lo si sta facendo e raccontando come lo si fa. Infine bisogna poi chiedersi se e quanto l’applicazione implementata soddisfi un reale bisogno e se sia funzionale alla ottimizzazione di un processo o attività.

 

 

 

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