Siamo ospiti della vita

01 Aprile 2020 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchelli La civiltà del vento al tempo del coronavirus è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital.

Siamo ospiti della vita 

Noi bruciamo dal desiderio di trovare un assetto stabile e un’ultima base sicura per edificarci una torre che s’innalzi all’infinito, ma ogni nostro sforzo scricchiola e la terra si apre fino agli abissi.” – Immaginare altre vite, Remo Bodei

 

Tendiamo a dimenticare che siamo ospiti della vita” (R. Bodei). Un messaggio forte al tempo del Coronavirus. La morte mai è stata sentita così vicina da generazioni di persone che mai si erano confrontate con essa come era capitato alle generazioni precedenti. 

Quella che si sta combattendo è una emergenza diversa, subdola, invisibile ma ci sta anche riconciliando stoicamente con la morte. Un evento che fa parte della vita e determina il lasso di tempo di ogni esistenza. Narcisi e cinici come siamo diventati abbiamo dimenticato che non siamo eterni, neppure immortali. 

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La pandemia sta falciando tra le file di una generazione che vecchia lo è diventata, forse nel corpo ma non nell’anima. Le nuove generazioni, allevate dentro chiese felicitarie e progressiste e annebbiate dalle promesse della tecnologia, hanno l’opportunità di coltivare virtù fin qui dimenticate. 

La sfida non è generazionale ma sociale, legata alla modernità. Il Coronavirus invita tutti a vincere insipienza e ignoranza, inesperienza e incompetenza, a coltivare qualità utili a irrobustire menti e corpi portandoli alla vecchiaia: “temperanza, sobrietà, frugalità, virtù, economia, considerazione, moderazione, calma” (M. Onfray).

Aggiungerei gentilezza, generosità e solidarietà.

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