Stare a casa non è sufficiente

01 Aprile 2020 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchelli La civiltà del vento al tempo del coronavirus è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital.

Stare a casa non è sufficiente 

Forse, finalmente, gli italiani, anche i più stupidi, hanno compreso la serietà della situazione creata dalla pandemia e che il coronavirus non è un’influenza come tutte le altre. Per l’influenza abbiamo il vaccino, per il COVID-19 no! I medici sanno cosa fare con l’influenza, oggi sono impotenti, il vaccino è una promessa per il futuro, non hanno risorse sufficienti grazie a politici irresponsabili che negli anni hanno distrutto la sanità pubblica e i suoi presidi territoriali (in particolare in Lombardia con la legge Maroni dell’agosto del  2015). 

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Inutile panicare, meglio coltivare la (auto)consapevolezza e le buone pratiche. Il panico si manifesta in forme diverse, è utile trovare quanto serve per mitigarlo. Bisogna stare a casa ma anche saper riempire il tempo e dare un senso all’attesa, preparandosi a essere disponibili agli avvenimenti, ai cambiamenti di rotta necessari: mentali, comportamentali e sociali. 

L’attesa ci rende nostalgici del tempo presente fin qui vissuto serenamente. Dovrebbe servirci per dare forma al nostro divenire futuro con comportamenti e azioni liberate dall’urgenza utilitaristica del guadagno e improntate all’amicizia, alla solidarietà, alla conoscenza e all’amore. 

Malati di futuro e di progresso scopriamo che nessuno dei due si realizzerà come esperienza reale se nel futuro noi non ci saremo. Meglio rendersi conto che noi siamo passato, il frutto della sua lenta maturazione, siamo presente, inteso come attualità e contemporaneità, e siamo futuro. 

Non dobbiamo metterci in attesa del futuro ma pensare che noi siamo questo futuro. 

 

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