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Schermi, sogni e spettri

Schermi, sogni e spettri

30 Giugno 2021 Redazione SoloTablet
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LIBRI E TECNOLOGIA - Il libro è una raccolta di testi scritti da Mark Fisher, intellettuale, scrittore e autore del Blog K-Punk, moto suicida nel 2017. I testi erano stati raccolti originariamente da Darren Ambrose per una pubblicazione in lingua inglese distribuita come “K-Punk. The Collected and Unpublished Writings of Mark Fisher”, 800 pagine tratte prevalentemente dal blog. In Italia la pubblicazione, con la traduzione di Vincenzo Perna sono ad opera di Minimum Fax, che ha deciso di farlo dividendo l’opera in quattro libri tematici. Il primo, Il nostro desiderio è senza nome, affrontava gli scritti politici di Fisher. Schermi, sogni e spettri, raccoglie gli scritti dedicati al Cinema e alla Televisione.

Il libro Schermi, sogni e spettri di Mark Fisher è pubblicato in Italia da Minimum Fax


 Schermi, sogni e spettri, il secondo dei volumi che minimum fax dedica agli scritti di Mark Fisher apparsi sul suo leggendario blog k-punk e su diversi giornali e riviste, comprende le sue riflessioni sul cinema e la televisione.

Fisher è uno spettatore appassionato e curioso, senza pregiudizi ma con un occhio radicale, che analizza con uguale impegno e passione i film che hanno inciso in profondità sull’immaginario contemporaneo (AvatarI figli degli uominiV per VendettaHunger GamesBatman) e le serie tv più innovative e inquietanti (Breaking Bad, The LeftoversWestworld), ma anche il reality, documentari, talk show politici. A interventi d’occasione, ma mai occasionali nel giudizio e nella scrittura, si affiancano scritti su classici come la leggendaria serie inglese Il prigionieroShining o la saga di Guerre Stellari (che, precisa Fisher, si «svenduta» fin dall'inizio).

Fisher affronta così maestri del passato e contemporanei, da Kubrick a Chris Marker, da Cronenberg a Nolan, e li inserisce in un fitto dialogo intellettuale con Marx, Freud, Lacan, Foucault, Žižek e scrittori come Philip K. Dick e Richard Matheson, tra inedite interpretazioni del passato e profetiche visioni sul futuro.

La critica cinematografica è sempre anche critica dell’ideologia, e con l’originalità di pensiero e sguardo che lo contraddistingue in ogni suo intervento, Fisher prosegue anche qui il suo lungo confronto con il presente troppo reale del «realismo capitalista» e con gli spettri dell’utopia e della distopia.

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