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Essere Digitali (Negroponte Nicholas)

Essere Digitali (Negroponte Nicholas)

19 Dicembre 2018 Redazione SoloTablet
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Un libro che ha fatto la storia e racconta l'evoluzione dei media tecnologici unitamente a una miriade di anticipazioni e previsioni che si sono poi puntualmente realizzate come lo schermo tattile dei dispositivi mobili attuali, i CD-ROM, la televisione ad alta definizione o la carta digitale. Chi non ha avuto modo di leggerlo per la sua giovane età o per aver perso l'occasione di leggerlo alla sua uscita, oggi può trovarlo in versione digitale online, scaricabile anche in forma gratuita. La parte del libro dedicata alle interfacce è didattica e informativa. Vi è raccontata la loro storia a partire da quelle visuali, grafiche, virtuali, ologrammatiche, da quelle usate nelle teleconferenze ma anche offerte da strumenti come il mouse e i sistemi di riconoscimento vocale. Il testo di Negroponte, letto a distanza di venti anni, risulta particolarmente interessante anche per altri tre motivi: la descrizione di cosa significhi essere digitali, il ruolo della tecnologia nell'educazione e il richiamo a fare attenzione agli effetti collaterali della tecnologia.

“Nel modello digitale il mezzo non è più il messaggio. È semplicemente una sua materializzazione. Partendo dagli stessi dati si possono avere automaticamente diverse materializzazioni di un messaggio. In futuro, chi trasmette invierà un flusso di bit che potranno essere convertiti dall’utente in modi modi diversi. Gli stessi bit potranno essere visti da prospettive diverse.” (1995)

Autore

Nato nel 1943, Nicholas Negroponte può essere considerato il capostipite dei divulgatori tecnologici cyber-ottimisti e tecno-utopisti. Molte delle visioni da lui comunicate e le cose da lui scritte negli anni novanta hanno trovato realizzazione e concretizzazione. Laureato in architettura e con un dottorato di computer-aided design a soli 23 anni è diventato membro di facoltà ed ha cominciato una carriera di ricercatore, professore e conferenziere di successo che lo ha reso famoso in tutto il mondo, soprattutto dopo la pubblicazione nel 1995 del suo libro Being Digital. Famoso per i suoi lavori sul Computer Aided Design (CAD) e per la fondazione del gruppo Architecture Machine focalizzato sullo studio delle interfacce uomo-macchina, ha lavorato per IBM sui progetti del primo personal computer e ha contribuito alla progettazione di Internet quando era ancora un semplice progetto militare. È stato tra i co-fondatori della rivista Wired, ha lavorato come consulente per importanti società tecnologiche e ha insegnato nelle Università di Yale, Berkeley e del Michigan. Nel 1985, nel MIT, ha co-fondato insieme a Jerome Weisner il MediaLab, uno dei laboratori tecnologici più prestigiosi del mondo, dedicandosi per sette anni alla raccolta di fondi finalizzati alla ricerca e allo sviluppo e progettazione di nuove idee e prodotti.


Being Digital (Essere Digitali, nella versione italiana) è da considerarsi tra i best e long seller più importanti nella letteratura tecnologica. Da quando è uscito nel lontano 1995 è stato ristampato più volte e tradotto in quasi trenta lingue diverse. Il successo è stato determinato dalla notorietà del suo autore ma soprattutto dalle tematiche e problematiche affrontate, tutte sperimentate in prima persona da Negroponte nelle sue attività al MediaLab. Il centro di ricerca, ricco di fondi e di scienziati, è stato capace di sperimentare numerose nuove idee e di tradurle in progetti, prototipi e prodotti. Molte delle visioni e dei prototipi di quegli anni menzionati nel libro sono oggi gadget tecnologici o soluzioni digitali che hanno cambiato la nostra economia e il nostro vivere sociale.

La prima parte del libro contiene una lunga dissertazione, quasi didattica e propedeutica alla comprensione dei cambiamenti tecnologici dell’epoca e alle visioni presentate, sulla natura del BIT, la componente più piccola dell'informazione digitale, così come l’atomo lo è per la materia.

Facendo ricorso a numerosi esempi l’autore illustra come le nuove entità servano a descrivere le componenti del mondo materiale in cui può essere usato, CD, libri, giornali, fotocopie, riviste e tutto ciò che può essere codificato, usando uno schema appropriato di rappresentazione dei caratteri alfanumerici come una sequenza di ‘0’ e di ‘1’. L’apparizione dei bit non è passeggera ma destinata a produrre un cambiamento duraturo e irreversibile vero il digitale. Con questa realtà dovranno fare i conti i cittadini e i consumatori ma anche le aziende che determineranno il loro successo o insuccesso sull'abilità nel trasformare prodotti e servizi in formato digitale.

Il libro è il prodotto dell’assemblaggio dei numerosi articoli (300+) scritti per la rivista Wired, non è un testo letterario classico ma è ben scritto. La forma adottata è congeniale ai contenuti rendendoli piacevoli alla lettura, stimolando curiosità, interesse e degustazione dei molti futuri digitali che si stavano (a quel tempo) preparando. Composto da molti brevi capitoli, il libro è diventato un classico e può essere letto ancora oggi con piacere e sorpresa per le tante anticipazioni di cui era portatore e che oggi sono prodotti realizzati e in nostro possesso.

L’attenzione è rivolta al BIT nelle sue rappresentazioni statiche dell’informazione, ma anche alla sua trasmissione e ai mezzi capaci di veicolarlo in modo efficiente. La diversità di questi mezzi suggerisce approcci diversificati, come la compressione dell'informazione, l’ottimizzazione dei sistemi usati dagli utenti e nuove modalità di trasmissione e irradiamento dei bit. A questi argomenti Negroponte dedica numerose pagine del suo libro. Pagine che non possono essere saltate se si vuole comprendere la storia dell’evoluzione tecnologica che, dai tentativi ed errori iniziali, ha portato alla rivoluzione odierna, in termini di prodotti, di connettività, di applicazioni e di qualità.

La parte più interessante del libro è quando parla di TV, di computer e di prodotti avveniristici (per il tempo) e che erano alla ricerca di una loro sostenibilità economica e di scala.  Il futuro della televisione è visto come completamente digitalizzato e assorbito dai computer e dalle loro interfacce sempre più umane e capaci di sodisfare bisogni personalizzati, anche attraverso assistenti personali. Il futuro del computer è legato alle soluzioni, alle architetture e alla programmazione Open ma soprattutto alle nuove interfacce capaci di far meglio interagire e comunicare l’uomo con il computer e il computer con l’uomo.

Sul tema il libro contiene pagine preveggenti e che spiegano molto bene come si sia arrivati all'interfaccia tattile e sensoriale dell’iPad e dei dispositivi mobili attuali. Un capitoletto in particolare illustra il ruolo del dito nell'interazione con il computer e come possa essere usato per spostare e ruotare oggetti con la semplice pressione delle dita di una mano.

Già nel 1995, per Negroponte, l’interazione e la comunicazione uomo-macchina dovevano essere semplici, immediate, capaci di comprendere messaggi nascosti e la mimica facciale e, a tendere, capaci anche di anticipare i gusti e le preferenze individuali. Per questo tipo di interfacce Negroponte proponeva lo sviluppo di agenti intelligenti, entità software evolute capaci di comprendere le nostre esigenze, di essere programmati e di svolgere mansioni solitamente a carico degli esseri umani. Oggi questi agenti sono presenti in forma miniaturizzata in molti dispositivi domestici e sono collegati tra loro a formare reti di oggetti sempre più intelligenti (IoT) e capaci di fornire servizi e soluzioni. La visione di maggiordomi digitali che trova spazio in Beig Digital e ha trovato forma e rappresentazione in film come Star Trek, Voyager e Star Wars, è oggi diventata una realtà, così come lo è quella delle tecnologie indossabili.

Altre anticipazioni sono contenute nella parte finale del libro quando Negroponte parla di posta elettronica e microchip. Leggere quelle pagine oggi fa sorridere e riflettere sul passaggio quantico che è avvenuto in poco meno di venti anni. Nel suo libro Negroponte sentiva la necessità di illustrare il funzionamento di una casella postale e di una comunicazione asincrona per definizione ma anche capace di trasportare allegati come video o semplici testi. Curiose le riflessioni sugli effetti della posta elettronica sulle abitudini di vita, sia personali che professionali e sull’uso del tempo.

Lungimirante la descrizione di computer portatili tascabili o indossabili capaci di seguirci ovunque e di permetterci in tempo reale di consultare mappe delle città mentre siamo in giro per la città o alla ricerca di una destinazione. Non mancano nel libro riferimenti a nuovi giocattoli capaci di rispondere a stimoli esterni e di interagire con i bambini, ad apparecchiature domestiche intelligenti e capaci di comunicare con un computer per fare una ordinazione al supermercato e a molto altro che lasciamo alla curiosità del lettore tecnologico del 2014.

Per leggere il libro non c’è bisogno di acquistarne una copia cartacea. È disponibile in formato digitale ma anche in forma gratuita su alcuni siti web aperti al pubblico.

Una lettura che suggerisco anche se eseguita in modo frammentato (attraverso un motore di ricerca) e veloce perché piena di soprese e utili informazioni che raccontano bene come siamo arrivati fino qui, alla rivoluzione digitale e mobile del terzo millennio.

Scheda libro

Titolo intero: Essere digitali

Titolo originale: Being Digital

Genere: Informatica

Listino: 10,70 (in formato EPUB)

Editore: Vintage

Collana:

Pagine: 288

Data uscita: 21/01/1995

Bibliografia

  • Scientific American, September 1991 Vol. 265 No. 3.
  • Products and Services for Computer Networks Soft Architecture Machine, MIT Press, 1975.
  • Computer Aids to Design and Architecture, Petrocelli/Charter, 1975.
  • The Architecture Machine, MIT Press, 1970.
  • Oltre 300 articoli nel mensile Wired e altre pubblicazioni.
  • Being Digital, Sperling & Kupfer Editori, 1995

 

 

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