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Perché la rete ci rende intelligenti (Rheingold Howard)

Perché la rete ci rende intelligenti (Rheingold Howard)

19 Dicembre 2019 Redazione SoloTablet
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Un libro intelligente e piacevole alla lettura, una guida piena di sorprese per una immersione nelle tecnologie della Rete e per coltivare l'obiettivo di diventare utenti digitali e utilizzatori esperti di tutte le tecnologie di cui disponiamo. Un libro da scegleiere da parte di coloro che sono alla ricerca di un testo sui media digitali e vogliono confrontarsi con analisi profonde, non superficiali e non scontate.

“Il mio atteggiamento è diventato più critico nel corso degli anni. La cultura online è cambiata. Anche io sono cambiato. E non è più uguale il modo in cui considero l’importanza della socializzazione in rete.

Anche se rimango impressionato, adesso sono molto più consapevole e diffidente riguardo ai tranelli, ai pregiudizi nascosti, ai traffici immorali e alle manie di grandezza che possono danneggiare la cultura online”

 

Autore

Howard Rheingold è critico letterario, sociologo e saggista statunitense, specializzato sulle implicazioni culturali, sociali e politiche dei nuovi media. È considerato uno dei più eclettici interpreti delle nuove tecnologie e studioso del loro impatto sociale. Ha coniato il termine comunità virtuali, nelle quali vede uno strumento di affermazione di una democrazia decentralizzata e suggerisce l'avvento di comunità globali. È autore di innumerevoli testi e libri tra i quali Higher Creativity (1984) scritto con Willis Harman, Talking Tech (1982) e The Cognitive Connection (1986) scritto con Howard Levine, Excursions to the Far Side of the Mind: A Book of Memes (1988), Exploring the World of Lucid Dreaming (1990), scritto con Stephen LaBerge, Tools for Thought: The History and Future of Mind-Amplifiers (1984) Virtual Reality (1991), The Virtual Community (1993).


Il libro di Howard Rheingold (in Italia pubblicato da Cortina Editore con il titolo Perché la rete ci rende intelligenti”) non è arrivato per caso e non è ancora  fuori tempo. È uno dei molti libri prodotti negli ultimi anni che affrontano con punti di vista radicali il ruolo delle tecnologie nelle nostre vite personali e sociali analizzandone gli effetti considertai deleteri e preoccupanti e mettendo in guardia su un’evoluzione senza storia. Senza storia per l’umanità. Un'evoluzione nella quale a essere escluso potrebbe essere l’uomo stesso, per far posto alla macchina o a un surrogato ibridato di tecnologia e carne umana, di software e intelligenza artificiale, di realtà parallele e spazi virtuali.

Tra le molte tecnologie prese in considerazione, quelle che richiamano maggior interesse e generano il maggiore numero di pubblicazioni, sono quelle legate a Internet e alla Rete. Sono le tecnologie Web ma anche le applicazioni di social networking, i media sociali, i progetti alla Second life di nuova generazione, i dispositivi mobili e le loro APP. Sono tutte tecnologie pervasive e ineludibili perché hanno penetrato e, in qualche modo, colonizzato il nostro immaginario e modo di pensare prima ancora che i nostri comportamenti e azioni. Sono tecnologie che riflettono il ruolo fondamentale raggiunto dall’informazione e dei modi con cui ne usufruiamo per comprendere il mondo ma anche come la alimentiamo.

L’informazione è ovunque, è sempre più in eccesso e lo è soprattutto nei luoghi abitati e frequentati dalla rete. Sono luoghi nei quali diventare usufruitori passivi di informazioni, messaggi, opinioni e manipolazioni, è estremamente facile, se non si dispone degli strumenti cognitivi e mentali per difendersi e proteggersi da produttori di tecnologie sempre più potenti e aggressivi per la ricchezza che dal loro potere ne deriva.

Il punto di partenza per costruire un primo argine di difesa è la consapevolezza che, per non farsi schiacciare dalla mole di informazione disponibile,  sia necessario conoscere a fondo gli strumenti disponibili e utilizzati. Parliamo di motori di ricerca come Google, di social network come Facebook e Twitter, di dispositivi mobili come tablet e smartphone, di media digitali e di Internet.

Con il suo libro Howard Rheingold viene in aiuto a chi è in cerca di maggiore consapevolezza e vuole trovare nuovi strumenti e modalità per una resistenza umana alla tecnologia, senza per questo demonizzarla. Lo ha fatto con un contributo di elaborazione di penseiro molto utile e ricco di suggestioni e informazioni sull’uso intelligente delle potenzialità della rete e per lo sviluppo di una intelligenza collettiva online.

Il tentativo, coerente con quanto prodotto nei libri precedenti, è di suggerire una riflessione attenta su quanto facciamo e su come spendiamo (sprechiamo) il nostro tempo nell’uso della tecnologia. L’autore lo fa proponendo un’alfabetizzazione digitale che possa portare alla costruzione di una società più seria, attenta e responsabile in grado di arricchirci individualmente ma anche di farci evitare conseguenze personali e sociali sgradevoli e generatrici di angosce e infelicità.

L’alfabetizzazione digitale passa, secondo Howard Rheingold, attraverso cinque fondamentali capacità: attenzione, partecipazione, collaborazione, consumo critico dell’informazione e intelligenza nella vita online e in rete. Queste capacità non si evolvono da sole ma vanno coltivate pervicacemente nel tempo. Per farlo bisogna imparare il come, il modo, la tempistica, l’urgenza, l’importanza e l’efficacia delle nuove pratiche tecnologiche. Su ognuno di questi aspetti l’autore offre una marea di informazioni, analisi, suggerimenti, esempi di buone e cattive pratiche, riferimenti culturali e bibliografici (sitografici), casi di studio, allarmi e criticità.

Rheingold ci spiega come l’attenzione operi nella nostra mente e come la possiamo utilizzare per focalizzarci sulle porzioni di informazioni veramente utili, sfrondandole dallo tsunami informativo nel quale siamo immersi. Sulla partecipazione ci è raccontata la qualità che ne deriva a blogger, cittadini della rete, utilizzatori di twitter e membri di comunità di interesse e di pratica, che la praticano consapevolmente e generosamente.

La collaborazione è esaminata dal punto di vista lavorativo come scambio di conoscenza e di conoscenze ma viene anche usata dall’autore per impartire una delle sue lezioni sull’uso della rete e del networking. La rete, come ogni strumento tecnologico, non è ne buona né cattiva ma un suo uso consapevole può renderci tutti più intelligenti e socialmente collaborativi, più propensi e disponibili a condividere sforzi personali per il raggiungimento di fini e risultati condivisi e sociali.

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Il potere delle parole

Il libro di Rheingold si offre a una facile lettura, in alcune parti è un po’ prolisso o forse semplicemente didattico perché vuole convincere e  non lasciare nulla di intentato per instillare nuova consapevolezza e capacità di pensiero critico. È un libro che suona come un richiamo a svegliarsi e a prendere coscienza che, se non reagiamo, il rischio è di vederci sfrattati nelle nostre capacità di condizionare il nostro mondo esterno e interno, nel giro di poche generazioni.

La cosa interessante da osservare è che questo libro è arrivato sul mercato, unitamente ad altri contributi tra loro simili nel sottolneare l'importanza di una nuova consapevolezza nell'uso della tecnologia. Lbri come quello di James P. Stayer, fondatore della società No-Profit Common Sense Media, dal titolo Talking Back to Facebook o quello di Eugeney Morozov dal titolo L’ingenuità della rete - Il lato oscuro della libertà di Internet (edizioni Codice), quello di Eli Pariser dal titolo Il filtro (edizione Il Saggiatore), quello di Sherry Turkle dal titolo Insieme ma soli (edizioni Codice) e infine vanno ricordati i libri di Nicholas Carr.

Tutti questi libri, compreso quello di Howard Rheingold, sostengono le loro tesi dispiegando una grande ricchezza di dati, di statistiche e risultati di indagini e ricerche che stanno evidenziando il periodo di grande cambiamento e paradigmatico che stiamo vivendo a causa della pervasività e della prepotenza della tecnologia. Sono citati ed elencati numeri relativi ai caricamenti di nuovi testi, video, contenuti audio. Sono evidenziati dati e informazioni dettagliate su quanto tempo spendono online i bambini e gli adolescenti ma anche gli adulti e gli anziani. Sono enumerati i successi commerciali di smartphone, telefoni cellulari e tablet.

Mentre altri autori propongono misure radicali per liberare le persone dalla tecnologia, Rheingold esprime la sua visione positiva e progressista. Mette in guardia e suggerisce un uso intelligente e consapevole della tecnologia e lo fa osservando in modo molto pragmatico che staccarci dalla rete e dai nostri dispositivi smart e mobile è ormai diventato impossibile. A sostenere le sue tesi e idee l’autore chiama a supporto contributi e visioni di autori come Platone (famosa e ripresa anche dall'autore la citazione del Fedro sul ruolo della scrittura) e altri pensatori che nel passato hanno affrontato cambiamenti di paradigma simili come quello dell'introduzione della scrittura, della macchina da stampa, del personal computer e di Internet.

Le conclusioni di Rheingold arrivano dopo 350 pagine ma sono illuminanti e le riporto in sintesi per chi il libro decidesse di non leggerlo.

Sull’attenzione:

  • I social media favoriscono la distrazione ma con l'esercizio si può imparare a essere attenti
  • Lasciare senza controllo la nostra attenzione e le nostre reazioni ai social media può essere dannoso per la salute
  • Respirate! Il respiro unisce mente, cervello e corpo.
  • L'apprendimento comincia con il fare attenzione agli altri (figli soprattutto).
  • Attenti al multitasking
  • Bisogna anche sapere dire di no (citazione da Steve Jobs)
  • La consapevolezza nasce dal rendersi conto di come si sta usando la propria attenzione
  • Nell'uso dei media sociali bisogna avere ben chiari i propri scopi

Come rilevare le bufale online e difendersi dal motore di ricerca:

  • Sapendo come cercare c'è una risposta valida per ogni domanda
  • Fare le domande pensando alle risposte che si vogliono ottenere
  • Non fermarsi a una sola ricerca e consultare più pagine di risultati
  • Tenere sempre presente che siamo noi a stabile quanto sia veritiero un risultato di una ricerca
  • Cercate sempre un autore e le fonti
  • Fare attenzione alle bolle create dai filtri
  • Prendere rapide microdecisioni
  • Attenzione all'infotention

Sulla partecipazione:

  • Ogni dispositivo è una macchina tipografica
  • Curare i contenuti
  • Essere coscienti delle proprie tracce digitali
  • Presumere la buona fede

Sulla Collaborazione:

  • Cooperare implica coordinarsi
  • Chiarire bene la forma di collaborazione
  • Le reti e i nuovi media digitali sono strumenti di produzione e di distribuzione economica
  • La contribuzione delle persone non risponde sempre a logiche di mercato
  • Le persone usano i media sociali per consumare oltre che per creare

Sulla intelligenza della rete:

  • Le reti hanno strutture che influenzano i comportamenti degli individui e dei gruppi
  • Le reti a piccolo mondo facilitano lo scambio e la circolazione veloce dell'informazione
  • Le tecnologie online amplificano la portata delle reti sociali tradizionali
  • La posizione che si ha in una rete sociale è importante
  • Il capitale sociale si sviluppa dagli individui e dai gruppi, grazie a reti di fiducia e a norme di reciprocità

Scheda libro

Titolo intero: Perché la rete ci rende intelligenti

Titolo originale: Net Smart: How to Thrive Online

Genere: Scienze Pure

Listino: 23,80

Editore: Corina Raffaello

Collana: Scienza e idee

Pagine: 418

Data uscita: 08/05/2013

Bibliografia

  • Parlare di scienza. I termini e i concetti che bisogna conoscere, Roma, Editori Riuniti, 1985.
  • La realtà virtuale, Bologna, Baskerville, 1993.
  • Comunità virtuali. Parlare, incontrarsi, vivere nel ciberspazio, Milano, Sperling & Kupfer, 1994.
  • Smart mobs. Tecnologie senza fili, la rivoluzione sociale prossima ventura, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2003.
  • Perché la rete ci rende intelligenti, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2013.

 

 

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