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Chi sono i tecnoannoiati?

Chi sono i tecnoannoiati?

14 Febbraio 2017 Redazione SoloTablet
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PILLOLE DI TECNOLOGIA - In un'epoca caratterizzata e resa elettrica dalle continue novità tecnologiche, parlare di noia può sembrare un'esagerazione. Eppure i tecnoannoiati esistono e continuano a crescere. Anche in luoghi insospettabili come Facebook che vede più della meta della sua popolazione giovanile dichiararsi annoiata della sua esperienza social (la popolazione di Facebook continua a crescere ma quanto alta è la percentuale di coloro che smettono di usarlo?). La noia porta all'abbandono, anche sulla spinta dei comportamenti degli amici che decidono di lasciare Facebook alla ricerca di nuove forme di intrattenimento e di divertimento, se possibile fuori dalla rete. Le soluzioni alternative ci sono (WhatsApp?) ma rischiano a loro volta di stancare e produrre altra noia.

Il senso di vuoto e di inuitilità solitamente generato dall'emozione della noia assume un peso maggiore online, determinato dalla solitudine tecnologica dell'esperienza virtuale e digitale. La percezione del se' online del tecnoannoiato è disturbata dal ruolo del media utilizzato e dalla difficoltà che nasce dalla relazione con gli altri in assenza di corpo e di fisicità.

L'esperienza di sospensione psicologica e di insoddisfazione che ne deriva sono condizionate dalla ripetitività del gesto tecnologico (il tecnoaanoiato con un iPad prolungherà la gestualità tattile pur di fare qualsiasi cosa), dalla fragilità della relazione a distanza, dalle reazioni emotive che ne derivano e dall'assenza di senso di molte delle attività online. L'assenza di un feedback o di un LIKE, il ritardo nel comunicare un cambiamento di stato sulla pagina Facebook, un cinguettio rinviato sono tutti elementi che indicano assenza di attività e di esperienze vitali.

Non avere nulla da fare onine porta alla noia e ad altre emozioni che da essa possono derivare.

Il tecnoannoiato dopo aver scoperto la noia nella sua interazione con la tecnologia, non abbandona e non scappa, non spegne il dispositivo e non si allontana dalla vita online. Non lo fa perchè la noia è una sentinella di sentimenti più dolorosi come la solitudine e la paura di restare soli.

Stare su Facebook senza messaggi è pur sempre un'esperienza sociale fatta di scorribande sulle pagine di conoscenti e sconosciuti e di esperienze emozionali vissute al loro posto e al loro fianco, guardando una fotografia, leggendo una poesia o ridendo su una battura o vignetta umoristica.

Mentre la noia suggerisce una qualche forma di azione e cambiamento, il tecnoannoiato ha mille modi per rinviare una decisione e per agire. Le tecnologie offrono mille gratificazioni possibili, capaci di riempire l'inquietudine tipica della noia e di alleviare le frustrazioni ma anche di impedire ogni scelta alternativa alla ricerca di vie di fuga.

Vincere la noia da vita online è sempre possibile ma richiede uno sforzo di volontà che non tutti i tecnoaanoiati sono in grado di compiere. Sarebbe sufficiente uscire da ogni social network (logoff), spegnere il proprio computer (switch off), tablet e smartphone, staccare la spina da Internet (disconnected) e tenere spenta la televisione (no more noise).

Fatto questo, in un primo momento, il tecnoannoiato passerà dalla noia alla solitudine ma scoprirà che esistono molte altre alternative, quali l'ascolto più attento di sè stesso (percezione del se'), la conversazione con le persone presenti (dialogo e contatto fisico), la solidarietà e l'empatia derivante da relazioni umane, e soprattutto le possibilità di scegliere liberamente di andare a fare una corsa, visitare degli amici o semplicemente uscire.

 

 

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