FUTURO

10 Giugno 2021 Etica e tecnologia
Etica e tecnologia
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futuro [dal lat. futurus] – Che sarà o verrà in seguito; che, rispetto al presente, deve ancora avvenire. Il tempo che verrà o gli avvenimenti che in esso si succederanno:
prevedere, indovinare, predire. In grammatica, tempo futuro, categoria del verbo che indica l’azione in quanto si deve svolgere nel futuro. Sotto l’aspetto morfologico, il futuro italiano proviene da una precedente forma perifrastica del latino volgare: darò da dare habeo; in varie lingue, invece, la perifrasi è ancora presente: così in tedesco, dove si ricorre all’ausiliare werden «divenire», o in inglese, dove si utilizza shall «dovere» e will «volere». (Treccani)

[fu·tù·ro] 

Il futuro è tecnologico, il futuro è morto, si è fatto presente continuo perché oggi tutto accade in tempo reale o non accade. E’ un futuro che per generazioni abbiamo immaginato, sognato, provato ad anticipare e prevedere e che oggi è qui, è arrivato, si è fatto presente, ha compresso il tempo, e ha colonizzato lo spazio. L’utopia si è spenta, è stata clonata in un grande BIG NOW! 

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Il futuro continua a essere per molte persone parte del loro immaginario ma la libertà di prefigurare futuri possibili è sempre più limitata dalla continua proposizione di futuri possibili, istituzionalizzati e predefiniti da aziende tecnologiche e dalle varie oligarchie delle tante chiese tecnologiche della Silicon Valley. Oligarchie e aziende che, sfruttando la miriade di dati e informazioni fornite dagli utenti delle loro piattaforme e dai loro dispositivi, sono impegnate in campagne marketing pervasive e invasive per condizionarci nel prefigurare quei futuri nei quali vorrebbero farci (soprav)vivere. 

Noi siamo tante personalità in una, noi viviamo nella molteplicità, anche temporale, noi immaginiamo futuri diversi. Le nuove tecnologie sono impegnate al contrario a costruire recinti, a definire confini, elettronici, sociali, esperienziali, a trasformarci in soggettività determinate da profili digitali, a prefigurare per noi e a farci immaginare il loro futuro, consumistico, ordinato, obbediente, senza distinzioni tra fattuale (reale) e virtuale conformista, ibridato e forse anche transumano. 

Dentro un tempo algoritmico, non biologico, è sparita la distinzione tra passato, presente e futuro, si vive un disorientamento temporale reale fatto di presentismo, di impulsi binari e di tante distrazioni che ci impediscono di ancorare noi stessi a ciò che ancora riteniamo stabile e che potrebbe servire da ancoraggio dentro porti sicuri, evitando di farsi portare al largo da rimorchiatori potenti e sconosciuti. L’idea di andare al largo che i rimorchiatori suggeriscono è attrattiva, quasi magnetica, in realtà è una grande finzione, una falsa verità, una trappola congegnata ad arte perché il mare delle piattaforme non è aperto e da scoprire ma chiuso dentro un acquario mondo le cui pareti assomigliano a quelle del Truman Show filmografico. L’inganno è grande perché le pareti dell’acquario sono descritte e sono da molti percepite come elastiche, espandibili e in continua espansione. 

Ciò che colpisce di tutto ciò che stiamo sperimentando è che pochi ne siano allarmati. Nessun grido di allerta è in grado di raccogliere moltitudini, attirare attenzione e scatenare riflessioni critiche. Eppure i motivi per farlo ci sarebbero tutti: qualcuno sta colonizzando il nostro immaginario e, nel farlo, anche il nostro futuro. La colonizzazione avviene nel modo più intelligente e subdolo possibile e passa attraverso i Big Data, i miliardi di dati che ogni congegno elettronico è oggi in grado di raccogliere e archiviare. Questi dati sono usati per mille utilizzi marketing finalizzati a trasformarci in consumatori e merci, ma soprattutto per prevedere i nostri comportamenti futuri. La previsione, con l’applicazione di algoritmi predittivi sempre più intelligenti, potenti (calcolo), psico-condizionanti e invasivi, non è più solo finalizzata a promuovere meglio e a far acquistare un prodotto ma a dare forma al futuro. Un futuro alla Second Life, predeterminato nelle funzionalità disponibili, negli spazi allestibili e nelle attività possibili. 

Siamo quindi passati da futuri non prevedibili e solo immaginabili a futuri che altri hanno scelto e immaginato per noi e che noi, anche per opera delle molteplici azioni di convincimento a cui siamo costantemente sottoposti, accettiamo come nostri, anzi che addirittura pensiamo come immaginati da noi. Fortunatamente la pretesa e l’ambizione della tecnologia di costruire i nostri futuri saranno irrise dalla impossibilità di eliminare o sminuire i futuri possibili che sempre nasceranno dalla immaginazione umana, anche quella praticata attraverso l’ibridazione con le macchine. 

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Per resistere alla pretesa della tecnologia presente e dei potentati che essa rappresenta bisogna per prima cosa decostruire le profezie che i numerosi sacerdoti (data scientist, esperti IA, ingegneri sociali, ecc.) della chiesa tecnologica continuano a diffondere. Bisogna continuare a essere umani instillando il dubbio su ogni certezza, comprese quelle collegate ai futuri prossimi venturi, descritti come inevitabilmente digitali e tecnologici, forse transumani. Bisogna resistere all’imposizione di risposte preconfezionate e continuare a porre(si) domande. Rifiutare il mantra di futuri anticipati e che confermano la loro probabilità come gli algoritmi vorrebbero farci credere. Infine bisogna demistificare le magie della tecnologia e i suoi tentativi di costruire realtà, anche future, come se fossero semplici sistemi fisici di cui si conoscono tutte le regole e i meccanismi e che, per questo possono essere prevedibili, controllabili, orientabili e gestibili. 

Prepariamoci comunque a futuri distopici e, in attesa, ritorniamo a leggere Philip Dick!


Autore

Carlo Mazzucchelli

Dirigente d'azienda, filosofo e tecnologo, Carlo Mazzucchelli è il fondatore di SoloTablet, un progetto dedicato a una riflessione critica sulla tecnologia.

Esperto di marketing, comunicazione e management, ha operato in ruoli manageriali e dirigenziali in aziende italiane e multinazionali.

Focalizzato da sempre sull'innovazione ha implementato numerosi programmi finalizzati al cambiamento, a incrementare l'efficacia dell'attività commerciale, il valore del capitale relazionale dell'azienda e la fidelizzazione della clientela, attraverso tecnologie all'avanguardia e approcci innovativi. Giornalista e storyteller, autore di 16 ebook, formatore, oratore in meeting, seminari e convegni.

È esperto di Internet, social networking, ambienti collaborativi in rete e strumenti di analisi delle reti sociali.

Autore di 20 libri sulla tecnologia (Collana Technovisions Delos Digital)

 

 

 

 

 

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