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Il doppio oltrepassamento del virtuale

Il doppio oltrepassamento del virtuale

07 Maggio 2021 Etica e tecnologia
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Abbiamo tutti ben presenti potenzialità e pericoli rappresentati dalla nozione di realtà virtuale, intesa come una sorta di second life, in cui sono scardinati i limiti dello spazio e del tempo; tuttavia dobbiamo guardare oltre queste applicazioni marginali, addirittura futili, per inquadrare il problema in una prospettiva molto più ampia, con effetti a cascata nel mondo della tecnoscienza, della finanza e dei media. Ancor più di questo, la grande svolta dobbiamo cercarla nel mondo umano, prima ancora che nelle tecnologie che siamo capaci di sviluppare.
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L’espandersi della “grande rete” come immensa ragnatela planetaria ha segnato la nascita di uno spazio di “pura comunicazione”, che sta trasformando non solo i flussi d’informazione e gli appetiti per il possesso dei big data, ma anche la qualità delle relazioni, le abitudini di vita, il modo di pensare, portandoci alle soglie di una nuova fase evolutiva dell’umanità.

Si tratta di una fuga pericolosa dal mondo “reale” in una sorta di “non-luogo” immateriale, oppure una inedita opportunità di arricchimento esperienziale e di potenziamento della nostra libertà?

La risposta, ancora una volta, dipende da noi. Le tecnologie digitali in qualche caso – non sempre, però – possono darci quel che desideriamo, ma non possono dirci quel che dobbiamo desiderare.

Per questo, rispetto alla promessa di un oltrepassamento digitale del mondo che ci è più vicino, con la possibilità di gestire i problemi decisionali più complessi – dal livello globale dell’economia al livello individuale della telemedicina – sulla base di algoritmi infallibili (?), abbiamo bisogno di un secondo oltrepassamento, quello più importante: oltrepassare le promesse mirabolanti e impersonali delle tecnologie digitali, per riprendere in mano la vita, senza delegare alla robotica le nostre responsabilità indelegabili.

Torniamo così all’idea spirituale e non digitale di virtualità, coltivata nel mondo antico.

Non tornare indietro rispetto alla tecnoscienza, ma oltrepassarla per riprendere il posto di guida.

 

Autore

Luigi Alici

Allievo di Armando Rigobello, Luigi Alici  ha insegnato Filosofia Morale nell'Università degli studi di Perugia, Filosofia teoretica presso la LUMSA di Roma e Filosofia morale nell'Università di Macerata , dove è stato coordinatore del Dottorato di ricerca in Filosofia e Teoria delle Scienze Umane , presidente del Presidio di Qualità di Ateneo, direttore della Scuola di Studi Superiori "Giacomo Leopardi".

Insegna "Etica della vita e della cura" per il master interuniversitario in "Medicina narrativa, comunicazione ed etica della cura", presso la Facoltà di Medicina dell'Università Politecnica delle Marche.Studioso dell'opera di Sant'Agostino, è autore di numerose pubblicazioni dedicate al rapporto tra interiorità e intenzionalità, comunicazione e azione, libertà e bene. Le sue ricerche più recenti, a partire dai temi della fragilità e della cura, sono dedicate al rapporto tra natura, tecnologia e libertà.

È stato presidente nazionale dell'azione Cattolica Italiana dal 2005 al 2008. 

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