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👩‍🚒️👩‍🚒️ Campi minati e autostima

👩‍🚒️👩‍🚒️ Campi minati e autostima

25 Marzo 2020 Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
Carlo Mazzucchelli
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Siamo dentro uno sconfinato campo minato.

La mappa si aggiorna ogni giorno ma i confini sono labili, sconosciuti, fanno sentire smarriti.

Le mine sono coronavirus ma non solo e siamo responsabili della loro proliferazione e disseminazione.

La retorica neoliberista dominante ci ha convinti a fare affidamento solo su noi stessi.

Siamo diventati bravi nel recitare la parte competitiva dell’imprenditore, dello startupper, del lavoratore indipendente.

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Per seguire lo storytelling vincente ci siamo raccontati innumerevoli panzane, ritrovandoci nell’impotenza che uccide l’autostima.

La sensazione nasce da timori, paure, ansie che generano paralisi, isolamento, sfiducia nelle istituzioni e negli altri, forse anche in noi stessi.

Oggi scopriamo che tanti sforzi sono stati vani e che i cocci sono tutti nostri.

I posti di lavoro persi per colpa della pandemia sono calcolati in milioni.

Non quantificabili gli imprenditori di sé stessi senza reddito e lavoro. Unica risposta possibile è il filo d’Arianna della solidarietà.

Il filo può indicare l’uscita dal campo minato, fornire la speranza per guardare avanti.

La crisi è diventata permanente, gli strumenti inadeguati.

Il disagio e l’angoscia si vincono insieme, nella solidarietà e collaborazione.

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