Respirare aria di futuro

12 Aprile 2020 Redazione SoloTablet
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Il libro di Carlo Mazzucchelli La civiltà del vento al tempo del coronavirus è pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital.

Respirare aria di futuro 

Vivere il virtuale è un modo per respirare aria di futuro. Un futuro percepito come felicitario, benefattore, sempre sorridente, pieno di promesse, ricco di emozioni.  

Offline il futuro appare malato, arrabbiato, ingiusto e diseguale, un po' perverso, distopico. La schizofrenia che ne deriva fa perdere la calma, genera inquietudine, nervosismo, ansie e malumori che si manifestano nei tanti gesti violenti, prima di tutto sulle donne, sui più deboli e sui diversi, della quotidianità dei nostri giorni. 

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Resistenza e resilienza

Il futuro digitale ci piace, rasserena, è binario, semplificato, sintetico e memetico, ci equipara agli altri, nei comportamenti, nei linguaggi e nelle aspettative, ci libera dal pensiero critico, ci fa vivere in ambienti/caverna (riferimento alla Caverna di Platone), città/centri commerciali (Saramago[1], Ballard[2]) capaci di assorbire qualsiasi cosa determinando il destino di tutti con la promessa della salvezza futura. 

Il futuro vive di possibilità e creatività, non può essere automatizzato, neppure attraverso l’uso di intelligenze artificiali, è frutto di scelte che emergono da una presa di coscienza e dalla libera volontà. Non è prevedibile come lo è quello della macchina tecnologica e neppure determinabile da algoritmi intelligenti, piattaforme, strumenti analitici e Big Data. 

La scelta non è tra futuro digitale e futuro ma tra futuri automatizzati e futuri liberi.

[1] Caverna è un libro di Josè Saramago. La caverna del romanzo è un centro commerciale. 

[2] Regno a venire, romanzo di J.G Ballard. Protagonista è il Metro-Centre, tempio del consumismo più sfrenato

 

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