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Siti porno e riservatezza dei dati personali

Siti porno e riservatezza dei dati personali

19 Febbraio 2019 Redazione SoloTablet
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Dopo quanto si è scritto sulle aziende tecnologiche e la loro fame bulimica di dati, nessuno può pensare di non essere stato informato. Dati e informazioni sono petrolio nero, risorsa sempre più inesauribile e usata per scopi non sempre trasparenti e quasi mai con l’autorizzazione informata di chi questi dati li produce. Ciò vale a maggior ragione per piattaforme digitali, già predisposte al rischio come i siti porno o di sesso online. Con una differenza importante. I dati condivisi su questo tipo di siti sono molto ma molto sensibili, più che oro nero, diamanti!

Dal 2018 in poi un dato è certo, tutti siamo diventati più trasparenti, visibili, tracciabili, sorvegliabili e manipolabili. Chiunque può scommettere che qualcuno stia sicuramente guardando cosa fa online, dove soggiorna e che luoghi frequenta. Un qualcuno sempre affamato e impegnato a capire come trarre vantaggio e profitto dai dati che è riuscito a raccogliere o a rubare online.

Una realtà questa che, considerando l’elevata percentuale di visite di cui godono, in molti casi interessa siti porno, di sesso e intrattenimento per persone adulte online. A renderlo noto sono state anche numerose indagini che hanno evidenziato comportamenti, preferenze e gusti degli utenti, ma anche fatto capire come i report prodotti da queste indagini, spesso condotte da società che posseggono siti o producono  contenuti porno, servono anch’esse a raccogliere dati utili per future iniziative marketing e promozionali.

Chi frequenta questi spazi virtuali oltre a controllare con attenzione la  configurazione della privacy, dovrebbe cercare di capire quali dati vengano ricercati e raccolti e come vengano utilizzati.  Domini come Pornohub ad esempio memorizzano gli IP dei dispositivi usati e i dati prodotti dai cookie, comprese informazioni sui luoghi, i tempi e gli orari delle visite, il tipo di hardawre e software usato e molto altro. Per esempio ciò che guardano, quanto tempo dedicano a ogni tipo di video o contenuto, le ricerche che fanno, le preferenze e i gusti sessuali espressi, ecc. Su questo tipo di siti gli utenti possono lasciare dietro di sé una miriade di tracce, possono commentare, scaricare video per guardarseli offline, creare e curare elenchi dei video preferiti. In pratica qualsiasi tipo di azione offre alle piattaforme e agli algoritmi che le permettono una marea di dati dai quali apprendere conoscenze utili alle promozioni future così come alla crescente personalizzazione delle offerte e dei servizi.

La raccolta di dati sfrutta piccoli accorgimenti, scarsamente percepibili dagli utenti, finalizzati a cogliere i dettagli che servono a profilare meglio le audience e le loro preferenze. I dati tracciati dai siti porno sono sicuramente usati per personalizzare l’offerta e incentivare la frequentazione ma potrebbero anche essere venduti. Ciò che fanno piattaforme più note come Facebook, Twitter o Google. Anche se non lo fanno bisogna tenere conto che i dati lasciati per strada dagli utenti dei siti porno possono essere raccolti anche da altre entità, ad esempio i browser e i motori di ricerca utilizzati. Alcuni browser come DuckDuckGo offrono soluzioni che non prevedono il tracciamento delle visite online ma forse l’unico canale protetto è quello VPN. Meglio ancora forse tornare a consumare il porno delle riviste cartacee. Meno efficaci e soddisfacenti dei video online ma probabilmente più sicure dal punto di vista della privacy.

Se non si vuole ricorrere alle riviste, meglio essere consapevoli che online nulla rimane realmente incognito, soprattutto nulla scompare per sempre. Qualche traccia rimane sempre ed è sempre utilizzabile, soprattutto se si usa il motore di ricerca di Google che ha sempre attivo Google – My Activity un servizio disponibile anche all’utente per riscoprire la cronologia e le attività svolte online in passato. Il problema che Google conosce molto di più. Conosce ciò che si è cercato, salvato sul proprio computer e cancellato, dispone di un profilo commerciale sul quale personalizzare le pubblicità e le promozioni, conosce le APP utilizzate e dispone dell’intera storia delle interazioni sulla piattaforma YouTube. Per capire quante e quali siano le informazioni memorizzate è sufficiente chiedere e scaricare il file dei dati che Google costruisce su ogni persona, file che possono arrivare ad alcuni GB e contenere milioni di dati. Facebook non è da meno e con Google condivide la capacità di tracciare anche le webcam dei dispositivi, per non parlare di altre informazioni come eventi, foto, email, ecc.

Di fronte a questa potenza e pervasività di controllo e sorveglianza difficile pensare che possano sfuggire le informazioni relative ad eventuali ricerche o frequentazioni associate a siti porno e altri contenuti pornografici. Queste informazioni non solo vengono tracciate ma finiscono nella cache (file temporanei) usati dai motori di ricerca e lì possono rimanere a lungo, forse per sempre. Anche quando le tracce di questo tipo di esperienze online sono state cancellate dallo smartphone o dal PC, dalle cronologie dei browser e dalle loro cache.

La pornografia online è in costante crescita. Lo è anche la dipendenza. Un problema reale, che suggerisce una riflessione diversa da quella prevalente sui media. L’attenzione è quasi sempre rivolta ad aspetti di tipo etico e morale. Dovrebbe invece essere sempre più focalizzata su temi della privacy e della sicurezza. Il fatto che siano sottovalutati dagli utenti così come dai media sottolinea l’urgenza di parlarne, anche online. Chi si sia frequentatori di siti porno o meno!

Parlare di sicurezza e privacy serve alla tecnoconsapevolezza, utile per riflettere su quanto segue:

  • Tracciamento dei profili digitali, delle attività e dei comportamenti online. Solitamente i dati sono usati per personalizzare messaggi promozionali e pubblicità, ma cosa succede quando lo sono per compilare le cronologie dei browser?
  •  Furto di dati. I dati raccolti online dalle piattaforme digitali finiscono in contenitori che possono essere violati per le loro vulnerabilità. I dati personali possono pertanto finire nelle mani sbagliate
  • Cybercriminalità: i dati rubati possono servire per azioni criminali e frodi online
  • Malware e Ranbsomware
  • Problemi legali: chi visita siti porno potrebbe incorrere in problemi di tipo legale, ad esempio nel caso in cui fossero coinvolti minori. Una breve sosta su video pedo-pornografici che si traduce in tracce registrate nella cache potrebbe trasformarsi in incubi futuri, anche per persone che pedofili non sono

In conclusione, online meglio non illudersi sulla possibilità di salvaguardare la propria privacy. Chi visita e frequenta siti porno o di contenuti per adulti deve però anche essere consapevole di essere sempre a rischio!

 

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