La scomparsa dei riti

22 Febbraio 2021 Redazione SoloTablet
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BIBLIOTECA TECNOLOGICA - L'ultimo libro (2021) dell'autore e filosofo coreano invita a una riflessione sulla stagione del consumismo (iperconsumismo secondo Gilles Lipovetsky) e sull'assenza di una vita simbolica e rituale che ci priva della capacità di pensarci nel mondo e del senso di comunità

Il libro La scomparsa dei riti - Una topologia del presente di Byung-Chul Han è pubblicato in Italia da Nottetempo

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L'odierna ossessione per un'autenticità fondata sul narcisismo dell'Io, la costante ricerca del nuovo e dell'inedito, la bulimia consumistica dell'usa e getta che pervade ogni ambito determinano, nei rapporti e nelle pratiche che caratterizzano la società contemporanea, una sempre più evidente e sintomatica scomparsa delle forme rituali.

Tuttavia, la struttura immutabile e ripetitiva, così come la teatralità dei gesti e l'attenzione riservata alla "bella apparenza", conferiscono ai riti un potere simbolico profondamente unificante. Il silenzio, il raccoglimento, il senso di sacralità necessari allo svolgimento del rito fondano un legame tra il sé e l'Esterno, tra il sé e l'Altro - i riti "oggettivano il mondo, strutturano un rapporto con il mondo", creando una comunità anche senza comunicazione.

A questa comunità senza comunicazione, propria della società rituale, Han contrappone la comunicazione senza comunità, quel "baccano" in cui, in una società sempre più atomizzante, il soggetto si esprime e "si produce" ritrovandosi a girare a vuoto attorno a se stesso, privo di un mondo e di reali interazioni.

Per infrangere questo cortocircuito, e all'interno di una più ampia critica delle patologie del contemporaneo, Byung-Chul Han propone un recupero del simbolismo dei riti come pratica "potenzialmente in grado di liberare la società dal suo narcisismo collettivo", riaprendola al senso di una vera connessione con l'Altro - e reincantando il mondo.

Una breve recensione sul quotidiano l'Avvenire.

Per chi volesse conoscere il pensiero dell'autore suggeriamo l'ntervista a Byung-Chul Han di Niels Boeing e Andreas Lebert. Traduzione di Nicola Bonimelli, pubblicata da TLON 

Per chi non conosce Byung-Chul Han:

 

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