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High tech e rapporti umani (Naisbitt John)

High tech e rapporti umani (Naisbitt John)

30 Dicembre 2020 Redazione SoloTablet
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Il concetto contenuto nel titolo del libro era già stato sviluppato in Megatrends per illustrare il rischio che, in una società ipertecnologica, si potessero perdere i contatti umani. Qui è il tema principale del libro, scelto per l'emergere del mercato tecnologico e dei rischi percepiti ad esso associati. Il libro mantiene la sua attualità per le numerose fonti utilizzate (giornali, media, studi sociologici e psicologici, ricerche scientifiche, ecc.) e per la roadmap suggerita a chi volesse disintossicarsi dalla tecnologia o abbandonare momentaneamente gli spazi da essa intossicati. Il distacco dalla realtà, l'accettazione della violenza come normalità, la distrazione sono solo alcuni degli argomenti trattati. In un periodo (anni 90) di Prozac e prodotti farmaceutici simili, il libro rappresentò uno spiraglio luminoso di riflessione critica. Oggi che il prozac è stato sostituito direttamente da prodotti tecnologici come Facebook, il testo di Naisbitt potrebbe suggerire il ritorno al Prozac prima della fuga definitiva.

"Intossicati dai piaceri seduttivi e dalle promesse della tecnologia, ne ignoriamo le conseguenze e ci chiediamo perché il futuro appare imprevedibile. Pochi di noi hanno un'idea chiara del posto che la tecnologia occupa, o dovrebbe occupare, nella nostra vita, del posto che dovrebbbe occupare nella società e, soprattutto, di cosa sia. Noi attribuiamo alla tecnologia uno staus particolare..."

 

Autore

John Naisbitt, autore di Megatrends, coautore di Global Game Change, How the global southern belt will reshape our world  e futurista esperto in previsioni, ha venduto milioni di libri in tutto il mondo fornendo, con le sue visioni e riflessioni, spunti per strategie e nuovi approcci in ambiti e discipline tra loro molto diverse. A Megattrends che ha venduto milioni di copie, sono succeduti best-sellers come Global Paradox (1992), High Tech High Touch (1999 in lingua originale) e Mindset (2006). Prima della sua carriera di autore è stato dirigente in aziende multinazionali come Kodak e IBM e assistente segretario all'educazione durante la presidenza Kennedy. I suoi studi sociali ed economici legati a Megatrends hanno inizio nel 1982.


 

Il libro ha quasi venti anni ma mantiene tutta la sua attualità per il ritratto fedele di scenari futuri previsti con grande acutezza e descritti anticipando molti temi, preoccupazioni e riflessioni che oggi coinvolgono un numero allargato di studiosi e di persone. Il tema principale è l'impatto che la tecnologia ha sulle persone e soprattutto quello che potrà avere lo sviluppo tecnologico sulla società, grazie alla rapidità di diffusione, alla volontà di potenza, alle favolose innovazioni ma anche agli effetti collaterali e le devastanti conseguenze.

Basato su ricerche e interviste a 77 eminenti personalità del tempo, il libro presenta il ritratto più accurato della cultura consumeristica tecnologica del tempo basata su strumenti e canali che nel frattempo sono diventati pervasivi e hanno occupato ogni ambito della vita delle persone, ben al di là di quanto non avesse previsto o profetizzato Naisbitt.

Il concetto di fondo del libro è che stiamo vivendo in una Technologically Intoxicated Zone, capace di confonderci, distrarci e nella quale interagiamo e guardiamo alla tecnologia semplicemente come un insieme di giocattoli e applicazioni ludiche che ci attraggono, ci incantano e ci incatenano.

Essendo la cultura sempre più intrisa da gadget tecnologici e loro narrazioni, dalla TV alla musica, a Internet, ai videogiochi e lo smartphone (che oggi Naisbitt avrebbe sicuramente aggiunto), Internet e le APP, viviamo in un'area caotica e disorganica nella quale amiamo e al tempo stesso odiamo la tecnologia. Nelle soluzioni tecnologiche vediamo principalmente la loro capacità a risolvere problemi e a fornirci soluzioni già pronte alle quali ci affidiamo ciecamente. Così facendo perdiamo le nostre abilità e non sappiamo più distinguere ciò che è reale da ciò che è falso e virtuale. Ad esempio i ragazzi faticano a distinguere gli scenari violenti dei loro videogiochi da quelli, forse meno violenti, dei quartieri in cui crescono e gli anziani si abituano ad animali modificati geneticamente trattandoli come se fossero specie autoctone o esistenti da sempre.

Dall'analisi Naisbitt estrae alcuni suggerimenti, primo fra tutti la necessità e l'urgenza di una consapevolezza dell'inquinamento tecnologico prodotto. Una riflessione critica può portare ad una coscienza diversa grazie a un esame attento delle relazioni che si sono venute affermando tra consumatori e prodotti tecnologici, tra essere umani e macchine. Una maggiore consapevolezza può aiutare a individuare l'impatto che le tecnologie hanno sulla vita delle persone, sulle loro credenze, attività religiose, scelte sociali e politiche, artistiche e molto altro.

Quando parla di tecnologia Naisbitt non si riferisce solo alla tecnologie dell'informazione. L'autore compie un viaggio di immersione in numerosi ambiti tecnologici e scientifici dei quali cerca di descrivere la cultura, le prospettive, le dinamiche e gli effetti. Dal viaggio compiuto ne deriva un testo guida che spiega come trarre il massimo dalla tecnologia minimizzandone gli effetti negativi sulla nostra cultura e società. 

Nel suo viaggio Naisbitt affronta interrogativi complessi, ancora oggi irrisolti e oggetto di continua attenzione e discussioni: la tecnologia è capace di liberarci dai vincoli del mondo fisico o ci lega strettamente alle macchine in una relazione di dipendenza? La tecnologia ci fa risparmiare del tempo o crea un vuoto che ci sentiamo in obbligo di riempire cin nuovi compiti e responsabilità? Dove si stanno portando i progressi nel campo della genetica e della biotecnologia? Nelle prossime realtà tecnologiche futuribili cosa sarà naturale e cosa artificiale e quanto l'artificiale rischia di prevalere sul naturale? Cosa succederà quando dai laboratori usciranno macchine intelligenti e robot simili agli esseri umani? Si potrà ancora parlare di esseri umani?

Il libro passa in rassegna le tecnologie dell'informazione che stanno cambiando le comunicazioni e quelle che stanno trasformando discipline e scienze diverse come l'arte, la biologia, la medicina, la genetica e l'ingegneria. L'analisi non porta a previsioni catastrofiche ma mette in luce la necessità che gli esseri umani ritrovino il controllo e il potere sul loro destino e si dotino di una bussola, non necessariamente tecnologica, per guardare al loro futuro 

Chi leggesse il libro oggi potrebbe comprendere meglio le numerose rivoluzioni tecnologiche che si sono succedute dalla sua pubblicazione e quanto sia condizionata la vita individuale sperimentata nelle aree intossicate da una tecnologia diventata non solo pervasiva ma anche pericolosa, in particolare per le sue macchine di sorveglianza e controllo che possono incidere sulla privacy e sulla riservatezza ma anche sulle libertà individuali e sulla democrazia.

Al termine della lettura potrebbe applicare a stesso/a il test che Naisbitt suggerisce nell'introduzione per capire se e quanto si sia intossicati dalla tecnologie 

  • ricerca di soluzioni già pronte in tutti i campi, dalla religione alla nutrizione
  • quanto temiamo o veneriamo la tecnologia
  • incapacità o difficoltà a distinguere il vero dal falso, l'originale dall'imitazione
  • quanto accettiamo la violenza come un fatto normale
  • amore per la tecnologia come se fosse un giocattolo
  • una vita vissuta in modo distante (anaffettivo) e distratto

Scheda libro

Titolo intero: High tech e rapporti umani

Titolo originale: High tech, High touch - technology and the search for meaning

Genere:

Listino: 25,00

Editore: Nicholas Brealey

Collana:

Pagine: 250

Data uscita: 1 marzo 2001

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