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Il delitto perfetto di Baudrillard Jean

Il delitto perfetto di Baudrillard Jean

03 Dicembre 2020 Redazione SoloTablet
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Per essere un testo del 1995 racconta una delle storie più interessanti sulla sparizione della realtà e su chi l'ha uccisa. Il reale come corpo della vittima non è stato trovato e manca il movente. Il delitto descritto è tutto tranne che perfetto ma la perfezione con cui viene praticato è criminale. Il problema da risolvere sta nella identità dell'assassino e nel suo essere la fusione di assassino e vittima insieme. Per capire i mondi simulati e dell'apparire odierni, celati dietro lo schermo di un dispositivo mobile, capire quale sia il delitto perfetto raccontato da Baudrillard potrebbe rivelarsi essenziale.

"Ora l'immagine non può più immaginare il reale, poichè coincide con esso. Non può più sognarlo, poichè ne costituisce la realtà virtuale. È come se le cose avessero inghiottito il loro specchio e fossero divenute trasparenti a se stesse, completamente presenti a se stesse, in piena luce, in tempo reale, in una trascrizione inesorabile. Al posto d'essere assenti da sè nell'illusione , sono costretta a iscriversi sulle migliaia di specchi al cui orizzonte è scomparso non solo il reale ma anche l'immagine. La realtà è stata scacciata dalla realtà (1995)."

 

Autore

Jean Baudrillard (1929-2007) nasce da una famiglia di origini contadine ed è un filosofo e sociologo francese di fomazione tedesca. Esordisce nel 1956 come professore di liceo e lavora presso la casa editrice Seuil. Inizialmente studioso della lingua e della cultura tedesca, pubblica saggi sulla letteratura nella rivista "Les temps modernes" tra il 1962 e il 1963 e traduce opere di Peter Weiss e Bertolt Brecht in francese, oltre a un libro di Wilhelm Mühlmann sui movimenti messianici rivoluzionari. Studia le opere di Henri Lefebvre e Roland Barthes che avranno un'influenza continuativa sulla sua opera. È stato membro dell'istituto di ricerca sull'innovazione sociale al Centro Nazionale della Ricerca Scientifica, e insegnato presso la European Graduate School in Svizzera. Tra le sue opere tradotte in italiano: Il sistema degli oggetti (1972), Lo scambio simbolico e la morte (1979), Della seduzione (1985), L'illusione della fine (1993).

 

Il delitto perfetto riprende alcune intuizioni dei testi precedentemente pubblicat con il titolo Della seduzione e L'illusione della fine. È un testo sulla rappresentazione del mondo, sull'illusione e sulla sparizione della realtà dietro lo schermo tecnologico e non solo. La realtà è stata cancellata dalla simulazione e dai suoi mille specchi  che hanno sostituito alla cosa la sua rappresentazione mentale e virtuale. L'avvento delle nuove tecnologie, a partire dalla televisione hanno fatto scomparire, dietro le loro simulazioni,  anche le cose

Il libro non è semplice come può apparire dal suo titolo. Il riferimento alla televisione e alla Realtà Virtuale è solo un espediente per parlare in termini letterari e filosofici della simulazione e della sparizione del reale. L'approccio scelto è quello del giallo e della fantascienza da cui vengono prese numerose metafore per argomentare sul delitto perfetto in questione. Protagonisti di questo giallo sono anche la tecnologia e i nuovi media digitali che vengono visti dall'autore come responsabili dello sterminio della illusione e della trasformazione della società in società dello spettacolo ma anche dell'estasi della comunicazione che sembra avere contagiato il mondo intero.

In assenza di dispositivi ipertecnologici come quelli arrivati dopo la morte dell'autore, la sua ricerca si concentra sulla televisione e sulla realtà virtuale, oggetto negli anni 90 di un'abbondante letteratura scaturita dalle innumerevoli attività di ricerca e relativi progetti ad essa associati. La televisione viene percepita da Baudrillard come un terminale miniaturizzato che si trova nella nostra testa, ne utilizza i neuroni e si srotola in essa come se fosse un nastro magnetico. Ne deriva una contaminazione tra l'uomo e la macchina e la impossibilità di distinguere il mondo interno da quello esterno. Pur non essendo pregiudizialmente contrario alla tecnologia Baudrillard vede nella realtà virtuale l'affermarsi di realà (alterità) prefabbricate, programmate e autistiche dalle quali spariscono l'illusione e la realtà.

La simulazione analizzata da Baudrillard nasce dai segni prima ancora che dalla tecnologia ma è su quest'ultima che si concentrano molte riflessioni perché i nuovi media, con la loro capacità di eliminare distanze e tempo, hanno il potere di distruggere l'immaginazione creando delle realtà più reali della stessa realtà (iperrealtà) e avendo un effetto anestetizzante nei confronti del desiderio e dell'attenzione oltre che dell'illusione. La realtà che ne emerge rischia di essere quella descritta da autori di fantascienza come Gibson, Ballard o Dick. Una realtà in balia della ritrasmissione tecnologica degli eventi e dei fatti che rischia di produrre una profonda trasformazione antropologica dell'essere umano, senza che emerga alcuna resistenza da parte delle potenziali vittime.

Il pensiero di Baudrillard è sempre di grande attualità perché offre una griglia intellettuale per interpretare fenomeni presenti. Nell'era di Facebook e delle sue realtà virtuali, vissute come se fossero le uniche reali, il giudizio sulla trasformazione in atto può essere diverso ma ciò che rimane è il profondo cambiamento in corso della esperienza umana nel mondo. Questo cambiamento che porta alla sparizione del reale è analizzato nel libro attraverso un viaggio in ambiti esperienziali diversi come il corpo e la chirurgia, il ruolo della donna e la riproduzione, la morte, l'alienazione, l'altro e il mondo nel suo complesso.

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L'analisi serve all'autore a mettere in guardia dal rischio della fine dell'uomo per come lo abbiamo conosciuto finora. Un uomo privato delle illusioni (apparenze, fantasie, proiezioni, ecc.) come strumenti vitali e dinamici di organizzazione simbolica del mondo e capaci di costruire scene diverse dalla realtà. Attore di questa privazione è il virtuale, il protagonista metaforico del delitto perfetto che porta alla scomparsa del reale e delle illusioni a esso associate. Il timore verso il virtuale tecnologico sta nella sua pretesa e promessa di perfezione che mira a eliminare il reale imperfetto, pieno di contraddizioni, di negatività e di morte. Ma quando il reale è stato depurato dentro una formula perfetta, è pulito e al tempo stesso capace di riprodursi in maniera identica nel tempo, togliendo spazio a ogni forma di illusione.

Dal testo di Baudrillard emerge un'altra riflessione di cogente attualità, quella sui media tecnologici e le loro nuove forme di comunicazione.  Il suo atteggiamento è di critica perché i nuovi media sono elementi essenziali nella strategia che punta al mondo della perfezione ma soprattutto perché si frappongono tra realtà e soggetto in modo tale da eliminare ogni possibilità di interpretazione. L'evento macinato dai nuovi media è pura simulazione, un simulacro e come tale non è reale, non esiste più, cancella la distinzione tra vero e falso, eliminando il principio di verità. Come le altre tecnologie anche i media attuali operano una scomposizione della realtà togliendo realtà al mondo. Una operazione con effetti che non possono non suggerire una riflessione critica e spietata, oltre che urgente.

Scheda Libro

Titolo intero: Il delitto perfetto - La televisione ha ucciso la realtà?

Titolo originale: Le crime parfait

Genere: Mass Media

Listino: 18,00

Editore: Cortina Raffaello

Collana: Scienza e idee

Pagine: 168

Data uscita: 01/03/1996

Bibliografia

  • Il sistema degli oggetti, (1968)
  • La società dei consumi, il Mulino, (1976)
  • Simulacri e simulazione, (1985)
  • La sparizione dell'arte, Politi, (1988)
  • Guerra virtuale e guerra reale. Riflessioni sul conflitto del Golfo (con Mario Perniola e Carlo Formenti), Mimesis, (1991)
  • L'altro visto da sé, Costa & Nolan, (1992)
  • Il sogno della merce, Lupetti, (1995)
  • Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?, Cortina Raffaello, (1996)
  • Cyberfilosofie. Fantascienza, antropologia e nuove tecnologie, Mimesis, (1999)
  • Lo scambio impossibile, Asterios Editore, (2000)
  • È l'oggetto che vi pensa, Pagine d'arte, (2003)
  • Violenza del virtuale e realtà integrale, Le Monnier, (2005)
  • Patafisica e arte del vedere, Giunti, (2006)L'illusione dell'immortalità, Armando, (2007)

 

 

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