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L’uomo windows (Romeo Pasquale)

L’uomo windows (Romeo Pasquale)

19 Dicembre 2020 Redazione SoloTablet
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Molti traumi e angosce moderne nascono dalla mancanza di riposo, dalla incertezza e precarietà, dalla crisi e dalla frammentazione dell'identità. La tecnologia offre numerose opportunità di divertimento ma impedisce anche di superare i traumi ingenerando comportamenti dissociati e borderline. Si vive in mille finestre o mille contatti di Facebook ma senza vivere profondamente nessuna esperienza e sperimentando stress continui. Attraverso la metafora della finestra, Romeo guida il lettore a riflettere sul perché molte delle paure e patologie attuali si manifestino in modo incrementale e in maniera parallela alla tecnologia.

“Sembrano aumentare nella società contemporanea i momenti di angoscia e di separazione, il senso di precarietà, la mancanza di riposo e la difficoltà a provare un senso di identità costante […] Interessante il tema delle finestre dell’uomo windows: mille finestre aperte, mille amici di Facebook senza in realtà profondamente nessuno, una specie di frammentazione dell’esistenza, che significa vivere contemporaneamente molte strade senza intraprenderne profondamente nessuna.”

Autore

Pasquale Romeo è psichiatra, psicoterapeuta, ha scritto numerosi articoli, è stato direttore editoriale della rivista Research, ha curato rubriche e condotto trasmissioni televisive. Ha ricevuto a Reggio Calabria il premio "Anassilaos Giovani" nel 2001 per il curriculum formativo e professionale e il Premio "Pericle" nel 2006 a Bovalino per la comunicazione socio-culturale. È presidente del Centro Studi sulle Dinamiche Familiari di Reggio Calabria. Responsabile Nazionale per la Disciplina Psichiatrica Gruppo di Ricerca dell'Università di Siena di Medicina Legale.


In questo studio sull’identità psicologica e della personalità, l’autore ipotizza la nascita dell’uomo windows, che potrebbe essere il risultato adattativo ed evolutivo di una società traumatizzata da varie cause: l’invio da parte della società attuale di messaggi discordanti e dissonanti; la perdita della capacità di affrontare lo stress di una società definita ultra-moderna; l’apertura di una nuova modalità operativa, come può essere quella di aprire molte finestre di funzionamento sul computer, tipica dell’uomo windows di questa modalità operativa a quella di pazienti borderline.

Il libro di pasquale Romeo è uno dei molti contributi che la psichiatria (vedi anche il libro Demenza Digitale di Spitzer, presente nella sezione dedicata ai tecnofobi: “L’utilizzo del computer nei primi anni della scuola materna può provocare disturbi dell’attenzione e successivamente dislessia. In età scolare si registra un incremento dell’isolamento sociale, come dimostrato da studi americani e tedeschi”sta dando nell’elaborazione di nuove teorie per studiare e comprendere le nuove vite parallele che viviamo, all'intersezione tra mondi virtuali e attuali (reali).

Nel suo libro Romeo ipotizza la nascita dell’Uomo Windows, come risultato adattativo ed evolutivo di una società traumatizzata dalle molteplici contraddizioni emergenti, dall'incapacità a sostenere stress e difficoltà della vita. Il modo operativo con cui si agisce su queste difficoltà è sempre più simile a quello tecnologico di un sistema operativo come Windows. Si aprono molteplici finestre e ci si immerge come se si disponesse di identità personali multiple con le quali vivere vite parallele senza neppure accorgersene. Si finisce per passare, come sullo schermo di un personal computer, da una finestra-vita a un’altra, in un fluire continuo superficiale e poco gratificante. È un’esperienza che può produrre effetti positivi e diventare un rimedio contro la sofferenza e la presa di coscienza ma genera anche una pericolosa via di fuga costante alla ricerca di alternative ed evitando di fare i conti con i propri insuccessi, con la carenza di autostima personale e con tutto ciò che non ci piace.

Il libro di Romeo nasce da ricerche sul campo e pratiche mediche a contatto con pazienti e registra il cambiamento antropologico intercorso dall’arrivo delle nuove tecnologie digitali che hanno trasformato gli esseri umani in appendici robotizzate di gadget tecnologici e loro applicazioni. È una trasformazione che vede tutti connessi e collegati ai loro auricolari, iPod, iPad, iPhone ma al tempo stesso persi in mondi chiusi che impediscono di rendersi conto del mondo a loro esterno. Ne derivano una grande dipendenza dal mezzo tecnologico, una solitudine sofferente e un’indifferenza individualista che isola e crea problemi ma anche stimoli, input e pressioni dalle quali possono nascere nuove opportunità.

L’interesse dell’autore è incentrato sul problema dell’identità e della personalità, sulle loro trasformazioni cognitive, psicologiche e psichiatriche come effetto delle nuove tecnologie che ci rendono vittime di un mondo attraente e ad elevato coinvolgimento ma finiscono per impedirci qualsiasi via di uscita futura. Queste trasformazioni non avvengono in modo casuale ma sono la conseguenza di una società sempre più dominata dalla tecnologia, sempre più liquida. Una società instabile, precaria, incerta e discontinua che sta incidendo sulla genesi e sulla maturazione dell’individualità personale, alterandola e generando nuovi disturbi della personalità.

Una responsabilità grande è delle grandi Marche e delle catene di distribuzione che hanno sfruttato le tecnologie per sviluppare una cultura consumistica che ha portato a un appiattimento dei desideri e alla produzione di consumatori senza identità e sempre più uniformati a stili di vita imposti. Le numerose vite parallele aperte nelle molteplici finestre che continuiamo ad aprire, sembra dire l’autore, sono un'opportunità ma si trasformano in una specie di gioco digitale e tematico nel quale esprimere identità fittizie. Peccato che dopo aver passato la maggior parte del tempo a giocare con queste identità, si scopra di avere perso contatto con quella vera, l’unica veramente ricercata e necessaria per superare i traumi della personalità e fare i conti con il proprio Sé.

Romeo punta la sua attenzione anche sul surpuls cognitivo (tema oggetto del libro di Clay Shirky) derivante dal sovraccarico di informazione. È un sovraccarico che genera stress e ci porta a gestire l’informazione come se fosse tutta uguale e senza alcuna priorità. Esattamente come succede con i mille file che continuiamo ad aprire sul nostro desktop per poi dimenticare di averli aperti e senza sapere a quali dare maggiore o minore attenzione. Il surplus informativo non aiuta neppure a conoscenza e lo sviluppo di nuove conoscenze.

Il pensiero da polifonico, molteplice e democratico che era, è diventato unico, sempre più condizionato da parte di coloro che detenendo il potere controllano anche la tecnologia e la cultura dominante. Nelle vite virtuali si celebra e si praticano la socialità e il dialogo. Nella realtà il confronto viene meno e la socialità è sempre più confinata all’interno di tribù, guidate da capi sciamani il cui pensiero non può essere messo in discussione.

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La riflessione di Romeo non si limita a soffermarsi sull’individuo e la sua identità ma entra nel merito della discussione sulla post-modernità come il momento in cui il dissolvimento dell’identità ha raggiunto il suo compimento. È un dissolvimento che si manifesta come paradosso. Tanto più facile è diventato costruirsi un’identità e tanto più complicato lo è tenersela stretta. Il post-moderno è il regno della liquidità. Qualunque scelta è libera, anzi libertina, ma manca di consistenza e solidità, non è vincolante, non lascia tracce, non dà diritti né impone responsabilità.

Il risultato è una condizione umana che ci si ritorce contro, che diventa frammentata, senza passato, che ci spinge alla velocità e all’immediatezza e che ci impedisce di fermarci un attimo per cercare un orizzonte, una bussola e un timone. Quando ci proviamo, di fronte all’inevitabile fallimento, disorientati e angosciati, finiamo per accettare il consiglio che ci viene dai media di rifugiarci nel carpe diem, nel disimpegno, nell’evasione, in una parola nella fuga. Tutte soluzioni che non servono a ridurre l'angoscia e a trovare una identità o un senso di appartenenza salvifico e capace di generare benessere.

Avendo perduto la sua solidità e il suo legame con il passato, immersa nel pensiero unico dominante e condizionata dai nuovi media e dalla ipertecnologia, la nostra identità porta ad una vita borderline. Si vive in un eterno presente senza più radici e nessuna continuità storica. Tutto l’opposto di ciò che tutti cerchiamo, stabilità, senso di appartenenza e legami, continuità e futuro. Invece di soffrire di inquietudini interiori che nascono dall’anima, ci facciamo dominare da solitudini senza fine (la perdita dell’orizzonte) e senza tregua (l’eterno presente) che provengono dall’esterno e che non possiamo più dominare.

Negli ultimi due capitoli l’autore ritorna a interrogarsi sull’uomo Windows come la manifestazione della liquefazione della struttura temporale dell’esistenza e la sua fine come progetto unitario per poi suggerire alcune soluzioni utili a prevenire vaccinandosi e a guarire, evitando così il ricorso a psicologi e psichiatri (ricerca di alternative affettive) o a giocattoli ancora più interessanti.

Per Romeo la prima cosa da fare è ripensare a nuove forme di reciprocità e solidarietà migliorando gli aspetti individuali che rendono l’uomo più forte nella vita e nella relazione con l’altro. L’uomo windows deve sviluppare alcuni parametri psichici essenziali quali la fiducia, l’autonomia, la capacità di iniziativa, l’industriosità, la visione del futuro, la capacità di praticare il gioco dei ruoli e quella di saper copiare.

Il libro di Romeo non sembra avere trovato grande pubblico e non è entrato nel dibattito sulla tecnologia ma è un testo che suggerisco a tutti coloro che sono alla ricerca di spunti per affrontare situazioni di malessere derivati dalle troppe finestre aperte sui numerosi display dei dispositivi che utilizzano. Un modo per prendere consapevolezza che “L’identità virtuale non è più virtuale ma ha preso piede anche nel mondo reale.” e che è diventato urgente porsi nuovamente la domanda esistenziale “chi sono io?”.

Scheda libro

Titolo intero: L'uomo windows

Titolo originale: L'uomo Windows

Genere: Psicologia

Listino: 10,00

Editore: Armando Editore

Collana: Uroboros

Pagine: 95

Data uscita: 16/12/2013

 

Bibliografia

  • Tradire: l'Altra Faccia dell'Amore
  • Soli, soli, soli Bietti Media S.r.l. Edizioni 2008
  • Amore e caos  Rubbettino Editore Giugno 2008
  • Tradire, l’altra faccia dell’amore - Bastogi Editrice Italiana Luglio 2008
  • Ment-ire (raccolta di articoli divulgativi pubblicati sul quotidiano Il Domani della Calabria) Fondazione Editrice Sperimentale Reggina - Luglio 2008
  • La metafora della navigazione Il Mio Libro.it - Ottobre 2008
  • Senza legami Armando Editore  Aprile 2009
  • Co-autore di professione psichiatra : guida pratica alla formazione, all’inserimento lavorativo e all’aggiornamento, Il pensiero scientifico Editore, Ottobre 2009
  • Co-autore di: Tra scienza e società Giuffrè Editore Settembre 2008

 

 

 

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