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La nuova rivoluzione delle macchine (McAfee Andrew, Brynjolfsson)

La nuova rivoluzione delle macchine (McAfee Andrew, Brynjolfsson)

19 Agosto 2019 Redazione SoloTablet
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Un viaggio affascinante dentro le macchine tecnologiche e digitali e le loro capacità di trasformare il modo in cui viviamo e lavoriamo. In un futuro già arrivato, macchine intelligenti saranno in grado di sostituirsi agli esseri umani nella diagnosi delle malattie, nella logistica e nella distribuzione, nelle fabbriche e negli uffici e di svolgere sia attività manuali sia cognitive. I due autori forniscono alcune chiavi di lettura per comprendere le trasformazioni in atto e le informazioni utili a valutarne gli impatti, in termini personali, lavorativi, culturali e sociali. All'analisi si accompagna anche una mini guida per la sopravvivenza, fondata prevalentemente sull'educazione e l'apprendimento, due attività che possono preparare alle disruption prossime venture in arrivo.

"Nella seconda età delle macchine, abbiamo bisogno di pensare in maniera più approfondita a che cosa vogliamo realmente e a che cosa diamo valore, sia come individui sia come società. La nostra generazione ha ereditato più occasioni di trasformare il mondo di tutte le altre. È motivo di ottimismo, ma solo se saremo attenti alle nostre scelte. La tecnologia non è il nostro destino. Siamo noi a dare forma al nostro destino."

 Autori

Eric Brynjolfsson è direttore del Mit Center for Digital Business e professore al MIT Sloan School. La sua ricerca è rivolta all'esame degli effetti delle tecnologie dell'informazione sulle strategie aziendali, sulla produttività, le prestazioni, il commercio e gli asset intangibili.

Andrew McAfee è uno scienziato ricercatore capo del Mit Center for Digital Business. Oggetto della sua ricerca sono gli impatti della tecnologia sul business, l'economia e la società.


Il libro, frutto di lavori e studi precedenti, offre al lettore una visione coinvolgente e abbastanza preoccupante delle destinazioni a cui ci sta portando l'evoluzione tecnologica corrente. Una evoluzione così rapida da portare gli autori a ricredersi completamente sulla possibilità di avere macchine autonome, intelligenti e senza autista. Una possibilità negata quando nel 2012 avevano avuto modo di provare le prima auto senza autista di Google e che oggi viene confermata dai numerosi altri progetti in corso che sono destinati a cambiare il traffico privato delle auto ma anche quello di camion e autotreni così come molte altre attività umane in fase avanzata di automazione e robotizzazione.

Le macchine stanno sostituendo gli esseri umani nei lavori manuali ma anche in quelli cognitivi, nelle fabbriche ma anche negli uffici e nelle sale operatorie, nelle università così come nei call center, nell'agricoltura e nel mercato dell'energia. L'innovazione ha sempre generato grandi rivoluzioni ma oggi le tecnologie dell'informazione sono quantitativamente e qualitativamente diverse in termini di effetti e di profondità delle trasformazioni che sono in grado di attivare. Gli effetti saranno sia positivi sia negativi. I primi porteranno a spendere di meno, a maggiore produttività ed efficienza e a fornire soluzioni a problemi, malattie e handicap personali. I secondi finiranno per approfondire le diseguaglianze attuali, con pochi privilegiati in grado di trarre enormi benefici dall'impiego della tecnologia e moltitudini crescenti di persone che ne soffriranno gli svantaggi, perdendo il loro lavoro o dovendo competere per il loro reddito con macchine capaci di sostituirli nello svolgimento di attività via via più complesse.

Mentre la prima rivoluzione delle macchine non era priva di effetti collaterali negativi come inquinamento, impoverimento e distruzione di molti stili di vita tradizionali ma aveva dato luogo ad una rapida crescita con benefici diffusi in termini di produttività di reddito e di benessere, la seconda rivoluzione rischia di generare effetti più negativi perché le sue aspirazioni a meccanizzare il lavoro cognitivo rischiano di produrre effetti e conseguenze al momento ancora poco valutabili.

Gli autori condividono con economisti e tecnologi il valore assoluto dell'innovazione e del suo ruolo nella trasformazione sociale così come nella creazione di nuove opportunità lavorative. Sottolineano però come gli effetti possano non essere immediati e il bisogno di fare i conti con la potenza e la magnitudine di una rivoluzione tecnologica capace di cambiare la realtà e i modelli correnti del mercato del lavoro, della produzione di merci e della loro distribuzione. È una potenza misurabile in auto intelligenti già capaci di macinare migliaia di chilometri senza autista, di protesi tecnologiche nella forma di smartphone dotati di un cuore tecnologico paragonabile a un mainframe degli anni 80, in soluzioni tecnologiche convergenti sempre più integrate e performanti ma anche meno costose, più sofisticate e adattabili.

Gli scenari che la rivoluzione delle macchine lasciano intravedere non sono paradisiaci. Suggeriscono la sparizione crescente di posti di lavoro manuali e cognitivi con effetti pesanti in termini sociali, prevalentemente sui ceti medi. Sono scenari nei quali tutti avranno la possibilità di accedere a una ricchezza e ad un'abbondanza mai vista in epoche precedenti ma che vedranno diventare antichi e obsoleti modelli economici, sociali e istituzionali, modi di vivere e di produrre. Secondo i due autori questi scenari già in essere mostrano come siamo arrivati a un punto di svolta, a un cambiamento epocale che obbliga a una riflessione utile a produrre nuova e maggiore consapevolezza ma soprattutto a suggerire le azioni da intraprendere per non rimanere schiacciati dalla velocità e dall'ampiezza della rivoluzione delle macchine così come dalla loro volontà di dominio e di potenza.

Convinti della validità delle loro previsioni i due autori si impegnano a cercare e ad offrire alcune ricette di sopravvivenza. Invece di competere con la tecnologia e le macchine come moderni Luddisti, le persone sono chiamate a sviluppare nuovi skill e talenti in grado di complementare quelli delle macchine. Gli investimenti pubblici e privati dovrebbero andare in maggiore formazione e migliore educazione, in infrastrutture e ricerca di base, in nuovi modelli economici e nel favorire la crescita professionale dei lavoratori, autoctoni ma anche di quelli che oggi permettono con le loro migrazioni e disponibilità alla globalizzazione dell'economia. L'obiettivo deve essere quello di eliminare o ridurre il gap disegualitario che separa i pochi dai più, i vincenti dai perdenti.

Le raccomandazioni, di cui è ricco il libro, sono raccolte in tre capitoli nei quali gli autori suggeriscono alcune idee per i singoli, per i politici e gli economisti e per politiche di lungo termine. Il suggerimento rivolto ai singoli è di prendere coscienza della specificità umana rispetto alla macchina puntando tutto sulla capacità di ideazione, sulla creatività e sull'innovazione, tre capacità di cui i computer, bravi nel riconoscere pattern ed eseguire algoritmi computazionali, sono ancora privi. È un vantaggio umano che deriva dalla capacità di ideare cose nuove, di riconoscere pattern in contesti complessi e di costruire forme di comunicazione complesse, tutte aree cognitive nelle quali gli esseri umani continuano ad avere un vantaggio sulle macchine. L'educazione attuale è in ritardo e non sembra avere compreso quanto queste capacità siano importanti. per questo motivo gli autori si rivolgono direttamente ai giovani invitandoli a lavorare e studiare sodo, ad usare la tecnologia e tutte le altre risorse disponibili per riempire la propria cassetta degli attrezzi acquisendo le competenze e le capacità che saranno necessarie per sopravvivere nella seconda età delle macchine.

Le raccomandazioni ai politici sono semplici e tutte perseguibili perché non suggeriscono cambiamenti radicali ma graduali e distribuiti nel tempo. La soluzione migliore, anche per diminuire la disoccupazione e affrontare le numerose minacce alla forza lavoro,  è quella di far crescere l'economia. Poi servono però politiche prioritarie come la scuola e l'educazione delle nuove generazioni, il sostegno alle aziende e alle startup in modo da favorire l'innovazione e continui restart, la ricerca facilitando gli investimenti e  l'incontro tra ricercatori e aprendo le realtà già esistenti a nuovi talenti di tutto il mondo, lo sviluppo di nuovi modelli economici e di tassazione più assennati per favorire costantemente innovazione e produzione e rendere meno profittevole la semplice rendita e la finanza.

Le soluzioni proposte dal libro non sono necessariamente tutte valide o perseguibili ma le informazioni fornite e le sollecitazioni a esse associate possono essere il punto di partenza perfetto per cercarne di alternative e con effetti migliori, in contesti nei quali le macchine sono destinate ad un potere pervasivo crescente e diffuso.

 

Scheda libro

Titolo intero: La nuova rivoluzione delle macchine - Lavoro e prosperità nell'era della tecnologia trionfante

Titolo originale: The second machine age. Work, progress anc prosperity in a time of brilliant technologies

Genere: Economia

Listino: 18,70

Editore: Feltrinelli Editore

Collana: Serie bianca

Pagine: 316

Data uscita: 8 aprile 2015

 

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