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Apprendere con i social: gli studenti protagonisti o vittime?

Apprendere con i social: gli studenti protagonisti o vittime?

29 Novembre 2019 Redazione
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La tecnologia, la sua pervasività e l'uso che ne viene fatto stanno creando nella scuola un divario crescente tra molti insegnanti e i loro alunni. Il divario si manifesta come un camminare su due sponde diverse di un baratro dove per ora gli adulti riescono a comunicare urlando qualcosa, mentre i ragazzi sono intenti e concentrati a interagire, anche in classe, con i loro dispositivi mobili. Il rischio è che il divario si vada approfondendo sempre più rendendo sempre più difficile per un insegnante, forse per un adulto, trovare interessi comuni di comunicazione intergenerazionali.

Senza interesse può diventare complicato provare a far nascere in loro il desiderio del sapere, trasmettere la luce che solo un insegnante può accendere e far nascere la curiosità per misteri che nessun social network è in grado di svelare.
Il problema è che oggi, nell'era tecnologica e digitale, tutto l'amore che un insegnante può dedicare all'insegnamento e al sapere non sembra più sufficiente per chiudere il divario generazionale e riattivare l'attenzione dei ragazzi. Primo punto di partenza per tutto il resto.

Scrive Massimo Recalcati che un insegnante entrando in classe può inciampare e se è bravo fa dell’inciampo il tema della lezione. Ogni lezione è un rischio ogni giorno, oggi ancora di più, visto che molti studenti potrebbero essersi perso l’inciampo perché troppo presi dal loro smartphone. Affrontare il rischio è segno di coraggio ma anche di tanto amore, per i ragazzi e le ragazze in classe, per il sapere, la didattica e la conoscenza, per il ruolo ricoperto, per la scuola. Al termine della giornata un bravo insegnante è spossato, se c’è stato uno scambio sarà molto stanco, ma contento. Un insegnante così, anzi una insegnante così ( 👩‍⚖️ SILVIA DOMINICI ) può capitare di incontrarla in un evento pubblico come quello tenutosi a Prato il 26 ottobre 2019 dal titolo   👨‍👩‍👦‍👦 EFFETTO SOCIAL - Dialoghi reali su relazioni virtuali. Qui ne riportiamo il testo completo, proponendolo per una lettura attenta utile a riflettere sulla scuola e sul ruolo che la tecnologia sta avendo nel determinare lo sviluppo cognitivo e culturale dei ragazzi e delle ragazze che la frequentano. 


La tecnologia e i suoi progressi 

La tecnologia è sicuramente un progresso da cui non si torna indietro e da cui non ci si può sottrarre. Così come nessuno di noi è ancora disposto a leggere a lume di candela, i ragazzi di oggi, ma forse anche molti adulti, non vogliono distaccarsi dal loro cellulare

Le forme e le modalità della comunicazione sono cambiate. Benchè si creda di avere il controllo del proprio dispositivo e delle sue funzionalità di comunicazione, oggi non si è più protagonisti attivi bensì passivi di messaggi e di provocazioni che ci arrivano senza che noi li abbiamo richiesti o voluti. E’ cambiato, nel nostro sistema neurologico, il modo di accogliere l'input che non è una risposta ad una nostra richiesta ma una intrusione, quasi una violazione

Se un tempo si doveva mettere in atto una volontà per fare qualcosa, dallo studio, alla relazione affettiva, oggi accettiamo e permettiamo ad un qualcosa che esiste indipendentemente dalla nostra volontà di interagire con noi ed abbiamo lasciato il permesso a questo sistema di essere sempre parte integrante della nostra vita.

Il sistema tecnologico e le sue sirene incantatrici

Questo sistema ha delle precise caratteristiche: 

  • è velocissimo
  • è frammentato
  • non è verificabile, ovvero non è controllabile nell'origine e nella fonte
  • a volte permette di ripetere l'azione all'infinito

Queste caratteristiche nel mondo dell'apprendimento e dell'organizzazione logica del cervello, che si basa su apprendimenti esperienziali con possibilità di errori e di autocorrezioni, hanno creato nuovi metodi e nuovi schemi di memoria, stanno cambiando il modo di studiare ma anche di ascoltare. Ne è derivato un modo di stare a scuola completamente diverso da quello sperimentato da adulti che, quando erano a scuola, avevano deciso di investire tempo e sforzi nel costruire razionalmente conoscenze e abilità pratiche. 

Gli studenti delle scuole secondarie superiori (io vedo i ragazzi delle scuole tecniche) sembra che stiano perdendo il senso logico/cronologico, le capacità immaginative di figure geometriche. Sembrano avere soltanto la preoccupazione del risultato o della risposta esatta, non della correttezza del procedimento.

Non sviluppano un ricco vocabolario specifico e tanto meno sanno articolare frasi complesse ma rispondono a parole o monosillabi (tipo messaggi Twitter da 280 caratteri.

Tutti gli studenti manifestano una bassa capacità di attenzione e una bassissima di concentrazione se non è in linea con le loro modalità di apprendimento. Gettano la spugna immediatamente se non piace loro l'argomento o se il testo della domanda/esercizio non è identico a quello che loro hanno già visto o svolto. Manca loro la capacità di organizzarsi in autonomia e in modo intraprendente, ma sono degli ottimi esecutori di istruzioni!  Peccato che la vita non abbia procedure da seguire ma richieda l'arte dell'improvvisazione!

Non appena finiscono un compito chiedono di riprendersi il proprio cellulare e di ascoltare la musica con le cuffie mettendosi in isolamento con il mondo e creando delle barriere anche tra coetanei. Non hanno il desiderio di condividere emozioni o reazioni, salvo avere la certezza di aver fatto bene per non dover o saper gestire il problema genitori. 

Forse il momento della verifica è l'unico che faccia capire loro che non si può premere il tasto replay o restart ma che il momento presente è l'unico da vivere!

Alla ricreazione molti preferiscono rimanere in classe per giocare o scrivere messaggi, l'idea di uscire e relazionarsi con gli altri non è più l'attrattiva principale. A volte devo forzarli per uscire di classe almeno qualche minuto. 

Non usano mai il cellulare per imparare o cercare in rete argomenti, non sanno fare confronti fra siti internet contenenti argomenti simili, loro si fidano del primo sito che presenta il motore di ricerca, in genere Wikipedia e non approfondiscono o verificano mai le fonti. Sembrano non sapere nemmeno cosa voglia dire farlo, e non ne capiscono le motivazioni perché per loro se è su Internet allora è vero!

Sembrano avere perso la ragion critica oltre che la capacità logica ma hanno sviluppato tantissimo la presunzione e hanno legato l'autostima al numero di visualizzazioni che ricevono per foto e video. Il loro mito è diventare uno youtuber e fare soldi in modo facile: l'idea di studiare per costruire un percorso di carriera con ambizioni e desideri non esiste più, così come sembra per loro difficile trovare il senso di appartenenza a una famiglia o a una proprietà di famiglia come ad esempio impegnarsi per continuare o seguire le orme dei loro genitori.

Serve creatività, intraprendenza, desiderio di sapere

Allo stesso tempo non c'è molta intraprendenza di andare all'estero e conoscere mondi diversi. Si accontentato del loro divano e del loro cellulare senza manifestare curiosità verso qualcosa che non conoscono. La troppa disponibilità di offerta li porta a chiudersi in un angolo di confort dal quale difficilmente si staccano. Lo si vede quando vanno in gita, invece di essere curiosi o intraprendenti anche nell'escogitare alternative non lecite...si accontentano di stare seduti da qualche parte con il cellulare in mano!

Personalmente avverto un forte divario, ogni anno più grande fra la mia impostazione e la loro, lo raffiguro come un camminare su due sponde diverse di un baratro dove per ora noi adulti riusciamo a comunicare urlando loro qualcosa ma li vediamo allontanarsi sempre più e fra pochissimo non riusciremo più a trovare un interesse comune di comunicazione.

 

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