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IMMAGINAZIONE [2]

IMMAGINAZIONE [2]

01 Giugno 2021 Etica e tecnologia
Etica e tecnologia
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immaginazióne [dal lat. imaginatio -onis]. – Particolare forma di pensiero, che non segue regole fisse né legami logici, ma si presenta come riproduzione ed elaborazione libera del contenuto di un’esperienza sensoriale, legata a un determinato stato affettivo e, spesso, orientata attorno a un tema fisso; può dar luogo a una attività di tipo sognante, oppure a creazioni armoniose con contenuto artistico, o anche, con un meccanismo che si riallaccia all’intuizione, a conclusioni ricche di contenuto pratico; con definizione più generica, la facoltà di formare le immagini, di elaborarle, svilupparle e anche deformarle, presentandosi in ogni caso come potenza creatrice.

[im·ma·gi·na·zió·ne] 

L’immaginazione è quell’esperienza sensoriale che ci permette di oltrepassare e guardare oltre, pensare a come le cose potrebbero essere, differenti dalla realtà.

E’ un gioco di immagini, di sensazioni, con le cose, con le persone, con le idee.

E’ il libero sfogo della propria fantasia. La fantasia nasce dall’immaginazione ed è spesso una caratteristica delle persone creative che non hanno schemi fissi mentali e oltrepassano i confini dell’OVVIO.

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Queste persone sono aperte all’esperienza, al cambiamento, alla novità, il loro cervello frulla e non si ferma mai.

L’immaginazione “dovrebbe” essere tipica dei bambini: “farò il pompiere, diventerò una ballerina, un astronauta, andrò a trovare i marziani, diventerò l’eroina che salverà il mondo dalla povertà!”

“Dovrebbe” sì hai letto bene, perché secondo me non è più usata come un tempo.

I nativi digitali si allenano poco con l’immaginazione, seguono spesso schemi imposti, già preconfezionati.

Viviamo sempre più in una Società in cui le cose sono già pronte all’uso: internet, il digitale, la tecnologia.

Gli algoritmi scelgono cosa è meglio per noi e non lasciano spazio al libero pensiero, non riusciamo più a distinguere le nostre scelte reali, da certe scelte condizionate da terzi.

Questi strumenti digitali, online danno il divertimento assicurato, impegnano gran parte del nostro tempo libero.

Basta premere ON, per soddisfare tutte le nostre necessità, ricevendo stimoli e provando qualsiasi sensazione, senza il minimo sforzo e senza usare la nostra creatività.

I ragazzi hanno poca immaginazione, non sognano, hanno poche idee, spesso e volentieri si annoiano nei pochi momenti liberi quotidiani, se non sono stimolati da qualcuno o da qualcosa.

Non fissano il cielo, non osservano il tramonto, non immaginano di vedere gli animali nelle nuvole, come facevo da bambina e faccio tuttora da adulta, non notano i colori e la bellezza della Natura, non si accorgono del cinguettio degli uccelli, né del rumore dei grilli o della pioggia quando cade.

La tecnologia è spesso in ON, con la conseguenza di mettere spesso la creatività in OFF.

Ci sono strumenti digitali che aiutano a creare, ci siamo innovati anche in quel senso, ma è più bello per i ragazzi giocare con qualcosa che è già pronto e non richiede alcuno sforzo di elaborazione di pensiero.

Questo sarà un problema in età adulta.

Con l’immaginazione si può creare l’invenzione del Secolo o può essere usata semplicemente per avere serenità, dare sfogo alle proprie energie.

L’immaginazione sta alla base di molte realizzazioni concrete.

Albert Einstein disse: “l’immaginazione è più importante della conoscenza”. E’ vero dopo tutto, senza un po’ di fantasia non avremmo le Piramidi, le navicelle spaziali, i Robots che ballano e parlano con gli umani, il Burj Khalifa o altre bellissime costruzioni.

Parliamo ora di immaginazione nei rapporti sociali.

In amore l’immaginazione può illudere e deludere, creando false speranze, può nutrire sentimenti nelle persone fragili che non sono però ricambiate, pensiamo anche alle nuove relazioni che si stanno creando attraverso i Social, le App di incontro e la rete online.

La percezione di un sentimento non è certo la realtà.

Attraverso l’online, in certi contesti Social, non possiamo avere esperienze sensoriali, per esempio possiamo solo immaginare quello che leggiamo, possiamo solo “sentire attraverso” il dialogo in chat, cercando di oltrepassare le barriere della distanza.

Certe relazioni professionali di amicizia che si vengono a creare attraverso i Social, diventano relazioni empatiche che spesso rimangono sospese tra un’aspettativa di incontro e l’immaginazione.

“Chissà come sarà questa persona nella realtà, nella vita reale? Di cosa profumerà, come sarà il suo modo di parlare e di ridere? Come sarà la sua camminata: sicura, incerta, elegante? Ve lo siete mai chiesto?”

L’immaginazione può sorprendere, ma può anche ingannare e deludere.

Come disse Sofocle “l’uomo non conosce altra felicità se non quella che egli si va immaginando, e poi finita l’illusione, ricade nel dolore di sempre!

Ecco che bisogna essere consapevoli che c’è immaginazione e immaginazione: l’una potrà realizzarsi perché “terrena”, dipenderà da noi, dal nostro impegno e dalle nostre reali capacità; l’altra invece sarà solamente frutto della nostra fantasia e come tale sarà alimentata senza pretese, solo così non si avranno delusioni.

Concludo con questa frase che mi piace molto: “l’uomo è nato per creare. La vocazione umana è di immaginare, inventare, osare nuove imprese” Michel Novak

Teniamo accesa l’immaginazione e coltiviamola fin da giovani, è una grande opportunità per chi vuole fare del bene e portare sviluppo e innovazione nella nostra società.

Impariamo a immaginare il boa che digerisce l’elefante, anziché quel semplice cappello.


 

Autrice

Milena Martinato [Linkedin pagina aziendale  -  Pagina Facebook]

Mi chiamo Milena Martinato (https://www.consiglioweb.com) abito in provincia di Padova, mi occupo di consulenza aziendale, il mio focus è il “dato” dalla strategia, alla promozione, all’analisi, al controllo, alla gestione e alla protezione.

Il Web è essenziale nella strategia, mi occupo di Search Engine Marketing e posizionamento aziendale nazionale e internazionale.

Scrivo in ottica SEO per me e per quelle aziende che vogliono creare un buona reputazione nei motori di ricerca; tutto ciò può essere un’opportunità di crescita e di miglioramento per le aziende.

Sono una persona curiosa, vulcanica, attenta all’innovazione, credo nell’etica e nel valore delle persone.

Il digitale, la tecnologia, la robotica, devono aiutare le persone, non ostacolarle, né rovinarle.

Per questo è necessario essere curiosi e conoscere le tecnologie, per saperle governare, gestire e dominare al meglio per essere coscienti dei rischi che possono comportare e delle possibilità e libertà che possono offrire.

 

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